Del Noce: “Se Sanremo morirebbe lo rimpiangereste”

Del Noce: “Se Sanremo morirebbe lo rimpiangereste”

"Se Sanremo non ci sarebbe più lo rimpiangereste": con queste parole Fabrizio Del Noce battezza il primo Question Time del 59° Festival di Sanremo, la conferenza stampa trasmessa in diretta tv su RaiUno alle 13

    Fabrizio Del Noce e Paolo Bonolis in conferenza stampa

    Non è un marchiano errore di battitura, né abbiamo dimenticato le regole base della grammatica italiana. Fabrizio Del Noce è barbaramente scivolato sulla consecutio in apertura del Question Time di Sanremo 2009. Un inizio migliore non si poteva immaginare.

    Se il buongiorno si vede dal mattino, questa giornata, la prima per il Festival di Sanremo 2009, non inizia sotto i migliori auspici. Prima la giornalista del Tg1 prestata a Sanremo da Gianni Riotta apre ricordando l’infausta data del 17, che almeno non capita di venerdì, e Paolo Bonolis la bacchetta simpaticamente chiedendole di diventare il suo portafortuna, poi Fabrizio Del Noce, nell’unico suo intervento, si lascia andare a un doppio condizionale degno dei migliori concorrenti del Grande Fratello 9. Certo, sarà stata anche l’emozione: ma per cortesia, certi errori restano imperdonabili anche per un giornalista di lungo corso, da anni direttore di RaiUno al suo settimo Festival e con migliaia di conferenze stampa alle spalle.

    L’imbarazzo corre lungo il tavolo che accoglie, oltre Del Noce e Bonolis, anche Luca Laurenti, Giampiero Raveggi, capostruttura di RaiUno, Gianmarco Mazzi, direttore musicale, e un responsabile dell’ufficio stampa Rai e si propaga per tutta la sala stampa. Nessuno fa notare l’errore al direttore, anche se rimbomba prodigioso nelle case degli italiani. Che nel frattempo ascoltano le solite formule di rito.

    Si apre con un invito a convincere gli italiani a seguire il Festival con una sorta di mini spot di 30’’. Parte Bonolis che ribadisce che non c’è neanche bisogno di promuoversi: “Questo è l’ennesimo capitolo di una storia iniziata 59 anni fa, fatto di bellissime canzoni e con un solo obiettivo, quello del disimpegno, della leggerezza” dice Bonolis che conclude: “Non stiamo certo mappando il genoma”.
    Ed è qui che interviene Del Noce con la sua chicca: “Guardate il festival come le avete seguito per 59 anni, anche con quel po’ di sdegno e immancabile critica. Ma se Sanremo non ci sarebbe più lo rimpiangereste”. Olè!

    Si prosegue con domande più circostanziate: Gino Castaldo di Repubblica offre a Bonolis l’occasione per ricordare che questo Festival mette al centro di tutto la musica. “Lo so che si dice ogni anno – sottolinea Bonolis – ma questa volta è davvero così. È un’edizione votata alla musica, protagonista nelle scelte dei brani, nella regia, nella costruzione. Gli ospiti sono volutamente pochi e di eccellenza, giusto per intervallare le esibizioni dei cantanti, per tutti i palati”. “Cantanti che non sono stati scelti dispoticamente – fa notare Bonolis a Poggini, inviato di Max – anzi di fronte a tante canzoni belle, nell’imbarazzo della scelta abbiamo aggiunto un Artista e due Proposte”. Bonolis rifiuta anche l’insinuazione – sempre di Poggini – che legge la scelta di Povia come una mossa intelligente per creare polemiche: “Hai letto il testo e hai capito che era la canzone adatta per far parlare de Festival” dice il giornalista ma Bonolis si rabbuia.

    A chi lo individua come il ‘Salvatore della Patria’, colui che è chiamato a risollevare le sorti del Festival dopo l’edizione flop di Pippo Baudo dell’anno scorso e dare un nuovo futuro alla kermesse Bonolis risponde: “Non esiste un salvatore della patria, noi lavoriamo in team e su un progetto. Baudo non ha fatto un flop, ha fatto un bellissimo Festival che può non essere piaciuto.

    Si lavora su un progetto, sempre qualitativamente indiscutibile; che poi riesca ad intercettare anche le esigenze commerciali è un altro discorso. Non lavoro per l’Auditel, il nostro progetto è quello di veicolare la musica”. Meglio un bel Festival che solo alti ascolti, sembra voler fare intendere il direttore.

    Una notazione sulla partecipazione di Mina che interverrà, come spiega Mazzi, a titolo amichevole e in forma assolutamente gratuita. Si scopre anche che il Nessun Dorma è stato registrato negli studi di RadioSvizzera. Bonolis ne approfitta per ribadire l’alto valore culturale del progetto di Mina “che vuole ricordare a noi tutti come la musica leggera contemporanea non è altro che il melodramma, culla della nostra musica, rivisitato. È come se da anni ascoltassimo sempre la stessa canzone”.

    Non si poteva non cadere sull’argomento ‘Diritti a Benigni’: qui è il capo ufficio stampa Rai, Bepi Nava, a dare una risposta che si spera defnitiva. “Non c’è nessuna cessione di diritti, ma un accordo per quanto riguarda dei materiali filmati. La Rai non ha ceduto nessun master e i materiali restano di proprietà della Rai. Non c’è depauperamento di risorse nè una svendita” dice Nava che specifica: “Noi forniamo copia di alcuni materiali, come è avvenuto in altri casi”. E per spiegare la ridda di voci scatenatasi in questi giorni, con tanto di minacce di azioni legali da parte di Maurizio Gasparri, Nava aggiunge: “Una regola aurea delle pratiche commerciali è il riserbo, ma nonostante le nostre precisazioni continuano ad esserci inesattezze. Si tratta di diritti difficilmente utilizzabili in altra maniera, perché non c’é chiarezza sulla titolarità. Per poterli usare ci sono delle operazioni da fare che comportano difficoltà e costi. Non si tratta di una cessione in perpetuo, ma a tempo determinato. L’accordo è temporaneo e rientra in una linea aziendale che non è nata ieri o l’altro ieri, risponde a criteri di valutazione e comportamento già utilizzati”.
    Basterà per placare gli animi?

    Un pensiero va anche al futuro del Festival, con l’ausilio della domanda di Costantini della Gazzetta del Mezzogiorno: Sanremo potrebbe guardare sempre più alle nuove proposte, con l’appoggio dei Big, ma eliminando i ‘veterani’ dalla competizione. Assumerebbe così una chiave più da talent show che in effetti potrebbe essere la svolta vincente: un’idea che a Bonolis piace e sulla quale ricorda di aver fortemente puntato per questa edizione non solo abolendo i limiti di età per partecipare alla categoria, ma anche facendo ascoltare estratti dei brani in anteprima e promuovendo il concorso web. Chissà che un giorno, non tanto lontano, il Festival di Sanremo duri due mesi e faccia concorrenza ad Amici ed XFactor.

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