Day One diventa una miniserie da 4 ore, più episodi solo in caso di grandi ascolti

Day One diventa una miniserie da 4 ore, più episodi solo in caso di grandi ascolti

Anno duro per i fan della fantascienza: dopo che la ABC ha spezzato V

    Day One diventa una miniserie da 4 ore, più episodi solo in caso di grandi ascolti

    Anno duro per i fan della fantascienza: dopo che la ABC ha spezzato V. in due tronconi, la NBC ha deciso che Day One non sarà più una serie con almeno 13 episodi, ma una miniserie da quattro.

    Jesse Alexander aveva proposto la serie – incentrata su un gruppo di sopravvissuti ad un evento catastrofico globale che distrugge tutte le infrastrutture del mondo – lo scorso gennaio alla NBC, ed a marzo Angela Bromstad, presidente della sezione intrattenimento, aveva spiegato che “Day One è un grande evento e potremmo programmarlo anche nello slot di Heroes, è una serie cui la gente può ‘attaccarsi’ e da cui possiamo trarre un altro grande successo; ne abbiamo già ordinati 13 episodi“.

    Ad agosto era invece venuto fuori che non necessariamente Day One (protagonisti Julie Gonzalo, David Lyons, Carly Pope, Adam Campbell, Thekla Reuten, Derek Mio, Addison Timlin e Catherine Dent) sarebbe durato più di una stagione, “Abbiamo sempre pensato alla serie come un grande evento che non deve durare necessariamente più di una stagionediceva la Bromstadma tutto dipenderà dal suo successo e da quanto sarà conveniente tenerla in onda“.

    Oggi, la botta finale: secondo Variety ed Hollywood Reporter – tra gli altri – la NBC ha deciso di mandare in onda Day One dopo le Olimpiadi Invernali (facendo quindi concorrenza a V., i cui nove episodi rimanenti dopo i quattro trasmessi a Novembre verranno mandati in onda in quello slot); prima vedremo una miniserie da quattro ore, e se queste andranno bene negli ascolti ci saranno più episodi.

    Secondo molti insider, Day One e V. sono le vittime di un modo di ‘ripensare’ il genere fantascientifico: per quanto riguarda la serie della ABC pare addirittura – rumors smentito – che i personaggi umani non possano usare il termine alieno. A preoccupare gli executives sarebbero gli ascolti della fantascienza sulle grandi reti, vedasi Fringe e Dollhouse in calo rispetto alle performance (che per Dollhouse non erano eccellenti già dall’inizio) della scorsa stagione.


    In casa ABC – rete che pure deve a Lost la sua fortuna – i produttori esitano a definire FlashForward un prodotto sci-fi (nei giorni scorsi è emerso che a causare gli eventi del pilot potrebbe essere stato un evento naturale e non chissà quale altra spiegazione fantascientifica), genere che sulle grandi reti non funziona bene quanto altri prodotti. Per quanto ci riguarda, ci basta SyFy

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