David Duchovny, tra Californication e i reality

David Duchovny, tra Californication e i reality

Duchovny, 47 anni, non è stato nominato a nessuna categoria degli Emmy, mentre l’anno scorso aveva ottenuto un Golden Globe per la “Miglior performance di un attore in una serie tv (comica o musicale)”: non che a Duchovny importi di essere stato escluso dalle nomination, visto che la cosa più bella del recitare in Californication “è la grande libertà di linguaggio”

    duchovny californication

    Con la febbre “Emmy” in circolazione per tutti gli States, la Reuters ha ben pensato di intervistare alcuni dei protagonisti maschili di serie, e tra questi c’era anche David Duchovny (X-Files, Californication), con quest’ultimo che ha parlato del ruolo di attore e della serie della Showtime.

    Duchovny, 47 anni, non è stato nominato a nessuna categoria degli Emmy, mentre l’anno scorso aveva ottenuto un Golden Globe per la “Miglior performance di un attore in una serie tv (comica o musicale)”: non che a Duchovny importi di essere stato escluso dalle nomination, visto che la cosa più bella del recitare in Californication “è la grande libertà di linguaggio”.

    Ricordiamo che la serie segue le ‘avventure’ (in tutti i sensi!) di Hank Moody, scrittore con il blocco …dello scrittore che in attesa di ritrovare l’ispirazione scrive su un blog, lavoro retribuito dal nuovo fidanzato e quasi marito della sua ex moglie, con cui Hank ha una strana relazione.

    Avere a disposizione tutte le sfumature della lingua inglese, ha detto Duchovny, è una gran cosa per una commedia, perché permette ad un attore di recitare parlando come si parla nella vita reale.

    E in Californication abbiamo molta più libertà che in un film, dove per due f*ck ti becchi una R” (minori di 17 anni accompagnati dai genitori, ndr)

    Che la serie fosse libera, lo si capisce già dalla tagline “No Limits”, anche se è lo stesso Duchovny ad ammettere che dei limiti ci sono, in quanto alcune scene ad alto rischio di censura sono state editate dalla stessa Showtime, ma quello che si vede è comunque ‘coraggioso’ per una serie tv, che diventa così molto vicina alla realtà, non solo per il linguaggio.

    Ed a proposito di realtà, cosa ne pensa Duchonvy dei reality? “La prima volta che ho visto ‘Cops’ mi sono detto ‘Questo è come reciterebbe un ubriaco’. Se guardo questi reality da attore, ha concluso Duchovny, penso siano diventati meno reali di quanto non lo fossero in passato, son tutti montati e rimontati, anche se riescono a montarli in modo da farli sembrare reali”.

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