Daniele Piombi vs vincitori Premio Tv 2011: In tv mancano novità e qualità

Daniele Piombi vs vincitori Premio Tv 2011: In tv mancano novità e qualità

Daniele Piombi ha criticato i vincitori del Premio Tv 2011, 51° edizione del Premio Regia Televisiva da lui inventato: Se questa è la tv di oggi non c'è più bisogno di premiarla

    daniele piombi antonella clerici premio tv 2011

    Daniele Piombi critica i vincitori del Premio Tv 2011 e polemizza contro la tv di oggi: sul piccolo schermo manca la qualità e i programmi sono sempre uguali. “Se questa è la televisione non c’è più bisogno di premiarla” ha dichiarato in uno sfogo all’Ansa l’autore e il patron del Premio Regia Televisiva che ha assistito alla 51° edizione della kermesse da lui inventata stando seduto in prima fila nella platea del Teatro Aristo di Sanremo mentre sul palco conduceva Fabrizio Frizzi. Di idee originali e innovative ne avrebbe tante ma sono tutte rinchiuse in qualche cassetto dei direttori di rete. Guai a pensare che Piombi parli per “invidia o amarezza” perché stima tanti colleghi: “io vivo benissimo senza tornare sul video, amo le piante e il pollice verde”.

    Il Premio ha raggiunto i 50 anni, ma la qualità è andata indietro. Non c’é innovazione come in ‘Report’ dove i cronisti freelance fanno le inchieste. Alla fine vincono le trasmissioni meno brutte” ha confessato Daniele Piombi all’Ansa al termine del Premio Tv 2011 – 51° Premio Regia Televisiva che ha decretato Ti lascio una canzone come Programma dell’anno. E proprio la vittoria al televoto del baby talent show di Antonella Clerici è finita nel mirino dello sfogo di Piombi.

    La tv non fa più programmi di qualità – ha continuato il 77enne conduttore – se questa è la televisione non c’é più bisogno di premiarla.

    Vincono da 10 anni sempre gli stessi, non c’é più novità. Guardate ‘Ti lascio una canzone’ della Clerici, io non ho nulla contro di lei per carità, ma è possibile che i bambini che dovrebbero studiare vadano a fare i grandi?”.

    Piombi ha poi confessato di aver presentato tanti progetti ai direttori delle reti, destinati però a rimanere chiusi nei loro cassetti: “Pretendono di farmi fare un programma alle 9 del mattino per anziani. Ma io vivo felice, non voglio per forza tornare in tv come Pippo Baudo che sgomita. Nella trasmissione con Bruno Vespa, per l’Unità d’Italia, se fossi stato il giornalista me ne sarei andato perché gli è andato sulla voce continuamente, lo ha ‘invaso’”.

    L’ideatore degli Oscar della tv non parla per invidia o amarezza, sono tanti i colleghi che stima, a partire da “Gerry Scotti, Fabrizio Frizzi e Carlo Conti, che è un ‘ragioniere dei tempi’, li rispetta tutti. Bonolis è una enciclopedia, cerca sempre dei termini che poi uno deve andare a controllare sul vocabolario”.

    Tra i programmi invece preferisce Report, Niente di personale e Le Iene, ma ci tiene a ribadire che “la tv non deve guardare all’Auditel e allo share ma ai programmi di qualità che una volta erano premiati dai critici televisivi”. Un problema annoso quello dell’Auditel, ma lontano dall’essere risolto…

    536