Daniela Santanchè e Vauro tra “palle di velluto” e “tette di silicone”

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Uno scambio di battute piuttosto antipatico si è consumato venerdì sera tra Daniela Santanchè, candidato premier per La Destra, e il fumettista Vauro, ospite fisso di Annozero, nel corso di Tetris, l’approfondimento settimanale de La7 condotto da Luca Telese. Prima di commentare l’accaduto vi invitiamo a vedere lo “scontro”, riportato nel video in alto.

Giusto per chiarire, le “palle di velluto” cui si fa riferimento sono, per la Santanchè, quelle di quanti, a partire da Gianfranco Fini, hanno accettato compromessi e hanno dimenticato la propria storia politica per stare con Berlusconi. L’espressione, non certo elegante, fu pronunciata dall’onorevole più di un anno fa, ma alla fine è diventata un po’ lo slogan, almeno per i giornalisti, della campagna elettorale 2008 della candidata premier de La Destra.

Per tornare al merito della puntata di Tetris, Vauro è senza dubbio un grande ed acuto fumettista, ma certo non sembra brillare per galanteria: la contrapposizione politica gli ha forse fatto dimenticare le buone maniere (scusateci, ma in quanto donne non riusciamo a soprassedere di fronte a certi comportamenti, che vanno al di là dell’appartenenza politica), finendo poi per fornire uno straordinario assist alla Santanchè che, sulla scia della “battute” poco divertenti di Vauro, ha ribadito uno dei punti chiave della propria propaganda elettorale, ovvero la necessità del ribaltamento del ruolo delle donne nella vita politica italiana, finora di secondo piano.

Inevitabilmente il discorso è poi scivolato sul maschilismo dei politici, con tanto di domandina gossippara rivolta alla Santanchè su chi tra Fini e Berlusconi possa vantare la palma del più maschilista. La risposta non ha graziato nessuno dei due, anzi la candidata ne ha approfittato anche per togliersi un sassolino dalla scarpa, raccontando un episodio finora inedito, il tentativo di epurazione subito da Fini a pochi giorni dalla sua elezione in parlamento. I dettagli nel video in basso.

Come ben potete immaginare non ci interessa entrare nel merito dei contenuti politici, quanto rilevare un momento non proprio signorile di uno dei tanti dibattiti “politici” (va ricordata peraltro in studio la presenza di Franco Grillini per il Partito Socialista) in onda in questi giorni, che culmineranno poi nel doppio appuntamento di venerdì 11 aprile, con Matrix su Canale 5 e una speciale Tribuna Elettorale con Bruno Vespa su RaiDue, come riportato in un nostro precedente articolo.

In chiusura, giusto per evocare il principio della par condicio, che ovviamente non vincola i blog (almeno non ancora), vi proponiamo un montaggio realizzato sempre dalla redazione di Tetris che ha trasformato il discorso inaugurale della campagna 2008 di Walter Veltroni, quello di Spello, in un testo musicale cantato sulla base dell’inno di Barack Obama e sorretto da immagini che ne ricordano il video di Yes We Can, e strizzano l’occhio al più recente I’m PD. L’idea non è originale, al limite tra la presa in giro e la propaganda politica, ma è un esempio di come l’intertestualità sia sempre più la marca delle recenti campagne politiche. Buona visione.

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Piamigliorino 20 giugno 2008 09:44
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Ma di quali donne e di quale politica si parla? Questa politica è separata dagli uomini e dalle donne delle strade. Io donna di Palermo so per certo di non essere rappresentata da nessuna donna nelle sfere alte della politica loro sono lì per prendere posizioni prestigio e lasciare morire tutto il resto delle donne che davvero muore: a Palermo, nel silenzio, nella solitudine. E sono le donne che sanno conoscere il valore della dignità, ma sanno di non avercelo riconosciuto. Dai un’occhiata a quel che accade alle donne di Palermo.. http://donnasolodonna.globattivo.com

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Lunata 22 giugno 2008 21:13
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Donne e politica: io dico che se un politico che deve difendere i diritti del cittadino e quindi anche dell’uomo della strada, per far ciò deve guadagnare 30mila € al mese, io dico che quel politico di sicuro non è lì per difendere i miei diritti. Infatti non li difende.

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Hal 3 ottobre 2008 15:36
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A quanto pare Vauro aveva ragione. La Santanchè, fiera dei suo ideali fascisti, ha lasciato la Destra, preferendo il Pdl.
Ha fatto lo stesso gioco di Fini, che aveva criticato per mesi e mesi.
Aveva promesso di non abbandonare il suo partito ed i suoi ideali, mentre ora si è rimangiata tutto.
Ma dato che è donna, per lei le palle di velluto non vanno granchè bene.
Magari tette di silicone, però, sì.

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Giobatta 23 aprile 2009 08:32
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L’arroganza ed il livore di un potere ipocrita ed imbalsamato che incita al linciaggio fascista è stato ben rappresentato da quel sepolcro imbiancato (…anzi “impupazzato”) della Santanchè..
Pur non avendo vissuto in prima persona la ferocia del governo fascista, comincio a rendermi conto che la Resistenza non può essere solo commemorata, ma vissuta, difesa, giorno per giorno specialmente quando i fascisti fingono di vestirsi di democrazia per andare al potere ed agire come stiamo vedendo in questi giorni.
Per entrare nel merito dell’aggressione e del linciaggio operato dalla Santanchè sul vignettista Vauro, è incredibile come abbia cercato di far interpretare in modo distorto (e deficiente) il significato della vignetta di Vauro: anche mio figlio di appena dodici anni ha interpretato benissimo il senso della vignetta: “ci si è preoccupati solo di aumentare le cubature delle villette… ma se si fossero preoccupati ad affrontare una emergenza largamente preannunciata, ora non ci si dovrebbe preoccupare di ampliare i cimiteri…”.
Vignetta troppo scomoda per un potere che si manifesta sempre più antidemocratico e fascista, che non ha esitato a sopprimere questa voce, prima con la sospensione di Vauro da AnnoZero, e poi affidando alla boccaccia della Santanchè il compito di creare un clima rovente di linciaggio. La Santanchè ha pacchianamente distorto il senso della vignetta attribuendole un valore di profanazione dei lutti del terremoto, mentre è chiarissimo che quella vignetta è soltanto una accusa a chi non ha fatto fin in fondo il proprio dovere, da un più serio monitoraggio al mancato controllo sulle normative edilizie in una zona ad alto rischio sismico.
E’ chiaro che tappando la bocca a Vauro, si tappa la bocca a tutti quegli italiani che sono ancora capaci di scandalizzarsi davanti a queste vere e proprie stragi di Stato… Ma non hanno capito nemmeno che il vignettista costruisce un virtuale muro di difesa democratico in modo che si possano commentare con un sorriso, anche se amaro, fatti gravissimi che potrebbero generare sommosse e ribellioni violente e sanguinose…!
…Ma la Santanchè, che vedrei benissimo in fez e camicia nera, chiama la gente che la pensano come lei a manifestare davanti alla sede di AnnoZero per linciare il vignettista… Sotto il governo fascista di Mussolini azioni così schifose non sono state intraprese nemmeno contro il comico Petrolini, ben più caustico ed esplicito..!
Che c’è da dire? Che c’è da fare? ANDIAMO ANCHE NOI FUORI LA SEDE RAI DI ANNOZERO PER APPOGGIARE VAURO E PER GRIDARE IN FACCIA ALLA SANTANCHE’ TUTTO QUELLO CHE PENSIAMO DI LEI…senza esagerare: solo uova marce e pomodori sfatti…

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