Dan Peterson lascia Sportitalia e torna sulla panchina di Milano

Dan Peterson lascia Sportitalia e torna sulla panchina di Milano

Dan Peterson lascia Sportitalia, torna al suo primo amore e allenerà la sua Olimpia Milano

    Sportitalia perde la voce di Dan Peterson. Il mitico commentatore televisivo torna da oggi ad allenare la “sua” Milano. A quasi 75 anni, l’americano è pronto per questa nuova avventura. Come se non fossero passati 23 anni dall’ultima volta che sedette sulla panchina delle mitiche giubbe rosse, negli anni ‘80 quando vinse tutto con l’Olimpia Milano. Ironia della sorte, il commentatore tv affronterà domani la stessa Caserta che sconfisse nella finale scudetto del 1987: “Sono felice, avrò sicuramente l’emozione del debuttante. Sento una grande responsabilità verso Milano, i tifosi e tutti quanti, sono entusiasta e onorato. All’Armani, come all’Olimpia, non si poteva dire no“. Nel video una sua interpretazione di On The Road Again nello studio di Nba News in compagnia di Guido Bagatta.

    Dopo aver portato in trionfo l’Olimpia Milano, Peterson decise di abbandonare il parquet e intraprendere una lunghissima carriera di commentatore televisivo. Per anni il 75enne allenatore grazie al suo accento e alla suo tono di voce inconfondibili si è convertito nella Voce del basket in Italia. Alla presentazione Peterson non ha però dimenticato la sua ventennale carriera televisiva: “Anche alla tv devo molto: mi ha aiutato a rimanere in pista, come i giornalisti. Quando è arrivata l’offerta del presidente Proli però sapevo già quello che volevo da fare. Mi sento ancora un ‘Nano ghiacciato’, come mi chiamarono al mio arrivo in Italia: è così anche perché ho la pressione talmente bassa che il dottore mi dice sempre che se fosse anche solo un minimo più bassa sarei addormentato“. Non solo basket, in tv Dan Peterson ha anche commentato il wrestling, lo faceva per l’allora canale satellitare Tele+2, ecco un video ripescato dalla rete:

    Peterson avrà però solo un anno di contratto: “Non ne ho mai voluti di più lunghi. A fine stagione valuteremo, anche perché tra 5 giorni compio 75 anni: se l’Olimpia mi dirà che per l’anno prossimo hanno preso un grande allenatore sarei molto felice. Ma non sono un traghettatore: sono qui per vincere, affrontando una gara alla volta, a cominciare da domani sera contro Caserta, che non sarà una partita facile. Voglio allenare la squadra, conoscere i giocatori. Dal 1987 le cose sono cambiate, adesso si punta ad avere il roster migliore possibile.

    Ai ragazzi chiedo di dare il massimo e di sputare il sangue per i tifosi“. Ecco il video della conferenza stampa della presentazione:

    Peterson è in Italia dagli anni ’70 e prima di dedicarsi alla carriera di commentatore televisivo ha sempre allenato: “E’ il mestiere della stella a cinque punte: società, squadra, media, pubblico e arbitri. Dobbiamo offrire basket e la tradizione Olimpia. Per farlo, bisogna cominciare dal pubblico e farlo sentire parte della squadra. Due anni fa ho cenato con McAdoo, mi ha detto che la gara più intensa della sua carriera è stata Milano-Aris, l’unica in cui si limitò a rimbalzi e difesa. Lo impressionarono gli striscioni. Non sarei tornato per nessun’altra società o pubblico. Quando l’Olimpia ti entra nelle vene, non ne esce più“. E Peterson ne sa qualcosa, visto che l’ha allenata per 11 anni dal 1978 al 1987. Dopo questa panchina Peterson divenne un personaggio amatissimo nel panorama televisivo nazionale ed è stato protagonista anche di un mitico spot per Lipton Ice Tea. Ecco il mitico spot:

    In un sondaggio è stato votato come lo straniero con la voce più sexy d’Italia. Molto del suo successo Peterson lo deve anche al suo personaggio. Si fece amare dal pubblico per il suo slang e per le sue dichiarazioni mitiche, ne ha detta anche qualcuna in conferenza stampa: “Non fumo e non bevo, la mia vita normale e la pressione bassa mi aiutano. Io vecchio? Sono quasi coetaneo di Elvis e lui è ancora di moda. Ricordo che la prima volta che arrivai in Italia non credevano che fossi americano. Il mio modo di parlare? Resta quello, ormai non lo posso più cambiare. Potevo starmene a casa ma ho sentito il richiamo della foresta. Sarò un bersaglio, lo so. Ho allenato contro i più grandi e non vedevo l’ora di affrontarli, ora sono io quello contro cui tutti vogliono giocare“. Non ci resta che dire… Butta la pasta, Dan!

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