Dal Clan dei camorristi a Baciamo le mani, il 2013 è l’anno delle fiction di mafia

Il 2013 è l'anno delle fiction di mafia: la criminalità organizzata è garanzia di ascolti ottimi, sia sulla Rai che su Mediaset

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    Mafia, ‘ndrangheta, camorra: la fiction italiana sembra aver trovato, nella criminalità organizzata, una miniera d’oro da sfruttare fino all’esaurimento. Dando un’occhiata alle serie in onda nel 2013, infatti, non si può non notare come la malavita rappresenti il filo conduttore di numerosi prodotti, sia su Mediaset che sulla Rai (ma anche su Sky, dove è in arrivo Gomorra: 12 puntate prodotte da Cattleya).

    Su Canale 5, tra pochi giorni, andrà in onda Baciamo le mani, con Virna Lisi e Sabrina Ferilli: una storia ambientata tra la Sicilia e l’America dei primi anni Sessanta, con la mafia sullo sfondo.

    La rete del Biscione aveva aperto il 2013 con Ultimo – L’occhio del falco, ottenendo immediatamente eccellenti ascolti (sei milioni e mezzo di spettatori per la prima puntata), per poi proseguire con Il clan dei camorristi, con Stefano Accorsi: lo scenario, questa volta, era la Campania degli anni Ottanta, funestata dagli omicidi del clan dei Casalesi. A proposito di camorra, quest’estate è andato in onda anche Pupetta, ispirato alla storia di Assunta Maresca, moglie del boss Pasquale Simonetti (nel cast Manuela Arcuri, Ben Gazzara e Barbara De Rossi).

    Come non citare, poi, Il peccato e la vergogna, e, naturalmente, Squadra Antimafia (tra poco in onda la quinta stagione), prodotta da Taodue? Sempre da Taodue, arriverà anche Le mani dentro la città, dedicata alle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia, con protagonista Simona Cavallari.

    La Rai, comunque, non sta a guardare: nei prossimi mesi, infatti, avremo la possibilità di vedere in onda sulla tv pubblica L’assalto, con protagonista Diego Abatantuono (regia di Ricky Tognazzi), sempre ispirato a storie di ‘ndrangheta, e la fiction dedicata a don Diana (interpretato da Alessandro Preziosi), il prete anti-camorra ucciso a Casal di Principe il 19 marzo del 1994 nella sagrestia della sua chiesa.

    Anche Un caso di coscienza (giunto alla quinta stagione) si dedicherà alla criminalità organizzata: il filo conduttore della serie con protagonista Sebastiano Somma (al suo fianco Vittoria Belvedere, per la regia di Luigi Perelli) sarà costituito dalle infiltrazioni della camorra a Trieste e nel Nord Italia.

    Insomma, tra suspense, storie mozzafiato, protagonisti credibili e agganci diretti con la realtà, la fiction italiana pare intenzionata a raccontare ogni aspetto della malavita: riprendendo vicende reali o inventandone di nuove, ripropone il classico scontro tra bene e male che, dal punto di vista dello share, si traduce in ascolti eccellenti.