Dahlia Tv, con la chiusura rischiano lavoratori e abbonati

Dahlia Tv, con la chiusura rischiano lavoratori e abbonati

Con la fine di Dahlia Tv sorgono i primi problemi

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    Con la chiusura di Dahlia Tv iniziano le prime note di dolore per gli abbonati e per i lavoratori del canale digitale terrestre di Telecom. A rischio oltre 300mila abbonati che avevano scelto le offerte televisive del canale anche perché detiene in esclusiva i diritti per le partite di otto squadre di Serie A e tutta la serie cadetta. Le otto squadre che si appoggiano al fu canale di Telecome e AirPlus sono: Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese. Non solo calcio, anche vela, sport estremi e contenuti per adutli. Insomma scompare dal palinsesto televisivo la prima tv interamente pensata e indirizzata a un pubblico maschile.

    Per il presidente dell’associazione dei consumatori Adoc, Carlo Pileri: “Dahlia Tv deve attrezzarsi fin da subito per tutelare i suoi abbonati, garantendo la regolare programmazione almeno fino al termine della stagione sportiva sono centinaia gli abbonati-tifosi che ci hanno chiamato preoccupati per le sorti del loro abbonamento. Dahlia possiede in esclusiva i diritti televisivi sul digitale terrestre delle partite di otto squadre di serie A e di tutta la serie B. Interrompere o ridurre drasticamente il servizio offerto arrecherebbe un grave danno a tutti gli abbonati. Pertanto i dirigenti di Dahlia devono assicurare e garantire i loro clienti sul servizio predisposto, o provvedano immediatamente al rimborso di quanto pagato. Come Adoc, ad ogni modo, restiamo disponibili a un incontro con Dahlia Tv per affrontare congiuntamente il problema

    Non solo gli abbonati, a rischio sono anche ben 200 posti di lavoro. I sindacati (Slc, Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) hanno chiesto di incontrare i dirigenti della piattaforma televisiva e il ministro Paolo Romani per evitare il peggio ai lavoratori dell’emittente che avevano già esposto il loro problema a fine 2010. Ecco il testo della lettera inviata dai sindacati: “ I lavoratori di Dahlia Tv e dell’indotto che rischiano di essere travolti da queste scelte sono più di 200, in un quadro di pesante crisi occupazionale, che in più vede il settore televisivo già alle prese con le difficoltà della transizione al digitale. Il sindacato richiamando fermamente Dahlia TV alle sue responsabilità, non lascerà nulla di intentato per mantenere i livelli occupazionali e l’attività produttiva”. Ad aggiungersi ai problemi dei lavoratori c’è la crisi generale che ha colpito il mercato delle tv.

    Tornando al discorso calcistico, con la chiusura del canale le otto squadre di Dahlia passano automaticamente a Mediaset.

    Dunque i tifosi di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese passeranno al pacchetto televisivo del Biscione. Questa tesi esposta dal sito Calciomercato.com conferma il terzo problema che nasce dopo la fine del canale digitale di Telecom (anche se il socio di maggioranza è lo svedese AirPlus) quello del monopolio di Mediaset. Infatti non solo lavoratori e abbonati, il problema riguarderà anche il pluralismo all’interno del panorama televisivo italiano, con l’addio di Dahlia Tv sul digitale terrestre cresce sempre di più il monopolio di Mediaset Premium.

    Quest’aspetto della questione è stato sollevato da altre associazioni di consumatori: “La crisi in cui si trova Dahlia Tv desta molta preoccupazione. Non solo per quanto riguarda la perdita di posti di lavoro che produrrebbe la sua eventuale chiusura, ma anche perché verrebbe a mancare un importante elemento di concorrenza in un settore in cui ve ne è estremo bisogno, oltre, ovviamente, alla questione relativa al problema che si porrebbe per gli attuali clienti di tale piattaforma. Per questo chiediamo un intervento immediato del ministero, affinché si disponga un tavolo di confronto con lo scopo di dare risposte concrete e risolvere nella maniera migliore tale situazione”. Non c’è da dire che è la cancellazione di Dahlia Tv ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora, intanto Telecom Media (l’ex proprietaria della rete) ha confermato che i ricavi degli affitti della rete ammontavano a 24 milioni di euro.

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