Cultura Moderna, il ritorno a Mediaset non convince. E i presentatori si parlano poco

Cultura Moderna, il ritorno a Mediaset non convince. E i presentatori si parlano poco

Nel cast della nuova edizione ci sono anche il vecchio mito della 'valletta parlante' Laura Forgia, con i suoi 'stacchetti' e il comico Carlo Kaneba che torna in TV vittima del suo stesso personaggio

    Cultura Moderna, il ritorno a Mediaset non convince. E i presentatori si parlano poco

    Dopo il successo registrato nel 2006, in questi giorni Cultura Moderna va di nuovo in onda a Mediaset, non più su Canale 5, ma su Italia 1 (ore 20.20 circa). Un ritorno tanto atteso quanto amaro, col programma che dieci anni fa ha stravolto i palinsesti, risultando una rivelazione che ancora oggi ha il sapore del meme televisivo. L’impressione, però, è che questa nuova edizione non sia partita col piede giusto. E che ci siano ancora troppi gradini da scalare, anche in fretta, alla ricerca di una migliore qualità produttiva.

    I presentatori di Cultura Moderna Teo Mammucari e Laura Forgia hanno due stili di conduzione e di comunicazione differenti tra loro. Il primo si occupa di ‘gigioneggiare’ al centro dello studio, mentre la ‘responsabile della cultura’ presenta perlopiù i concorrenti, leggendo testi non troppo originali e gobbo-dipendenti.

    Questa differenza di ruoli non è per forza un male, anzi, ma la sensazione è che tra i presentatori ci siano interazioni minime e di scarsa qualità. Col programma che rischia ogni volta di finire in una narrazione auto-distruttiva, tanto visibile da casa, quanto fantasma negli studi Mediaset.

    Più in generale, pare che, nel rapporto TV tra i conduttori, manchi un elemento inedito. E la trasmissione sarebbe più interessante se, tra i due, ci fosse una modalità di relazione televisiva originale, o almeno un legame specifico da mostrare davanti alle telecamere. Un esempio concreto, il più scontato, potrebbe essere: far commentare loro le esibizioni in studio.

    Certo, è anche vero che un pizzico di montaggio in questo caso non guasterebbe. Soprattutto di fronte a concorrenti che non sempre (anzi, quasi mai) si rivelano ‘animali da palcoscenico’. Ieri sera, per esempio, un uomo si è presentato vestito da Raffaella Carrà e con l’ombelico di fuori, girovagando per lo studio e urlando a squarciagola le canzoni della Pellone…

    mammucari raffaella carrà

    Inoltre, nel caso specifico di Laura Forgia, l’ex professoressa de L’Eredità non si occupa solo di co-condurre. E’ anche colei che, impersonando il vecchio mito della ‘valletta’ parlante, balla ‘stacchetti’ al limite della fantasia, soprattutto quando scende le scale in studio.

    Tant’è vero che il costume di Laura Forgia sembra cucito negli anni ’90, tanto che spesso si ha la sensazione di essere tornati ad una TV che a Mediaset si pensava non esistesse più. O più semplicemente certe comparsate televisive hanno il sapore di script retrogadi.

    Laura Forgia a Cultura Moderna

    C’è poi il ‘caso’ Carlo Kaneba.

    Probabilmente chiamato a far parte del cast di Cultura Moderna in qualità di comico, le battute in studio (non solo le sue) appaiono principalmente connesse ad una inspiegabile (auto)critica sul proprio orientamento sessuale, spesso creando confusione con stereotipi di genere.

    E’ chiaro, dunque, che vadano pensati e scritti meglio i testi legati a Kaneba, comunque fondamentale nel gioco, in quanto a sorpresa svela, sia ai concorrenti in studio sia al pubblico a casa, l’indizio in più per arrivare a scoprire il personaggio segreto della puntata.

    Carlo Kaneba

    Il gioco in verità è bello, ma la fruibilità e l’iconicità di certi meccanismi probabilmente vanno riviste, rafforzate e perfezionate. In proposito, si potrebbero introdurre (o almeno raccontare…) dinamiche più avvincenti.

    Per il momento, invece, il vincitore di puntata deve escludere i possibili personaggi segreti che non ritiene corretti e assegnarli agli altri partecipanti fuori gara, tramite un meccanismo che è quello visto e rivisto della nomination. Autori, idee?

    C’è, infine, il grave problema di questa nuova edizione, che nuova lo è solo sulla carta.

    Sembra assurdo, infatti, pensare di rifare un programma in cui centrale è stata la presenza in studio del personaggio segreto. Ciò che accadeva anni fa: il VIP posizionato in cabina, riusciva persino ad interagire con i concorrenti e col pubblico a casa.

    personaggio segreto cultura moderna

    In questa nuova versione, invece, la grande magagna è l’assenza in studio del protagonista da indovinare, che ora compare in trasmissione solo tramite (l’abusatissimo) video-selfie finale. Ecco allora che agli autori non resta che lavorare di fantasia per reificare in studio il VIP altrimenti eccessivamente fantasma.

    Due modi, i più scontati, potrebbero essere: rendere gli indizi più ambigui, legandoli a situazioni e fatti più attuali, oppure usare voce o altre caratteristiche del personaggio, ovviamente stando attenti a non svelarne l’identità.

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