Crozza a diMartedì, la copertina del 5 aprile 2016: ‘Alla direzione Pd Renzi voleva parlare di trivelle ed è stato trivellato’

Crozza a diMartedì, la copertina del 5 aprile 2016: ‘Alla direzione Pd Renzi voleva parlare di trivelle ed è stato trivellato’

Il monologo del comico su La 7 in apertura di puntata

da in diMartedì, La 7, Maurizio Crozza, Programmi TV
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    Da Gianni Cuperlo alla direzione Pd al referendum sulle trivelle, il video della copertina di Maurizio Crozza a diMartedì del 5 aprile 2016. Il comico su La 7 saluta il conduttore Giovanni Floris e parte prendendo in giro Gianni Cuperlo, che saluta e lo definisce il sub comandante Jasmine, prima aveva la stessa rilevanza politica dell’attacco del Milan, poi alla direzione del Pd è successa una cosa inimmaginabile, Cuperlo ha fatto un discorso che era un misto tra Mandela, Togliatti e Batman, dimostrando al mondo che la r moscia à la Tremonti è l’unica cosa che ha.

    Crozza dimartedì 5.04.2016

    Ancora Maurizio Crozza durante la copertina del 5 aprile 2016 a diMartedì parla sempre di direzione Pd: ‘Renzi voleva parlare di trivelle ed è finito trivellato, Cuperlo è diventato il Gary Cooperlo della minoranza‘. Crozza si chiede se Cuperlo ha cambiato le gocce, ha finito la terapia, oppure s’è solo rotto i c*glioni, perché ha definito Renzi un piccolo boss. Parole così di sinistra – per il comico – non si sentivano da quando Renzi faceva il boy-scout e la Boschi era una bambina: se Berlusconi attaccava solo giudici comunisti, Renzi attacca tutti, non sapendo cos’è il comunismo e spara nel mucchio. Crozza chiede poi a Cuperlo quanto manca a Renzi di statura, perché quello di prima – ossia Berlusconi – se la cavava coi tacchi rialzati e il parrucchino.

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    Nella copertina del 5 aprile 2016 a diMartedì, Maurizio Crozza aggiunge poi di capire il nervosismo di Renzi, con la Boschi interrogata come persona informata sui fatti, e la Guidi costretta dimettersi perché infognata dai fatti. Per Renzi la procura Potenza non lavora – dice il comico – e poi succede che dopo un paio di minuti vengono condannati i dirigenti ex Total, che a questo punto sperano il premier non parli per l’appello.

    Crozza ricorda poi come tutti stanno accusando Renzi di essere passato dal governo del fare al governo del fare quello che vuole la Total, per questo si tratta di un governo totalitario.

    Il comico aggiunge poi come Renzi si sia preso tutte le colpe, è suo l’emendamento e pure il fidanzato della Guidi (ma non Cuperlo)… insomma, ha adottato la stessa linea difensiva di zio Michele del delitto di Avetrana, ha fatto tutto lui; Crozza chiede poi a Renzi come ha fatto a sostituire Berlinguer con Marchionne e Bandiera Rossa con Tempa Rossa. E per fortuna – dice ancora Crozza – che Renzi voleva il silenzio sul referendum sulle trivelle, peccato che si sia dimesso un ministro, siano stati condannati dei dirigenti e ci siano due mozioni di sfiducia. Non è andata benissimo, il bilancio di Crozza, un po’ come se Renzi fosse quel marito che torna a casa ubriaco con le scarpe in mano e però, nel buio, finisce per distruggere casa, svegliando la moglie: ‘E noi italiani – conclude Crozza- siamo come quella moglie‘, conclude Crozza a diMartedì, nella copertina del 5 aprile 2016

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN diMartedìLa 7Maurizio CrozzaProgrammi TV Ultimo aggiornamento: Martedì 12/04/2016 09:46
     
     
     
     
     
     
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