Crozza a diMartedì, la copertina del 10 maggio 2016: ‘Il M5S come il Pd: sta per provare il primo rapporto processuale completo’

Crozza a diMartedì, la copertina del 10 maggio 2016: ‘Il M5S come il Pd: sta per provare il primo rapporto processuale completo’

Il monologo del comico su La 7 in apertura di puntata

    Il video della copertina di Maurizio Crozza a diMartedì del 10 maggio 2016, dalla nomina di Carlo Calenda al referendum costituzionale di ottobre. Il comico su La 7 saluta il conduttore Giovanni Floris e gli chiede se è contento di Carlo Calenda, nuovo ministro al posto della Guidi. ‘Ma abbiamo verificato che Calenda non abbia fidanzate alla Tamoil, ex mogli alla Esso o qualche sguattera del Guatemala che si aggira per casa?‘, chiede il comico.

    Ancora Maurizio Crozza durante la copertina del 10 maggio 2016 a diMartedì parla di Calenda, in passato – da piccolo – attore per il nonno, Luigi Comencini: insomma, faceva piangere l’Italia da piccolo, figuriamoci adesso che è grande. Il comico dice poi di provare fastidio che il nuovo ministro abbia giurato al Quirinale, perché la nomina è stata svelata su Rai 3, quindi il giuramento avrebbe dovuto farlo da Bonolis su Mediaset; Mattarella, per sapere chi nomina Renzi, deve fare zapping (ma non da Floris).

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    Nella copertina del 10 maggio 2016 a diMartedì, Maurizio Crozza, saluta Luigi Di Maio, cui dice che ha agganciato Renzi come popolarità: ‘Come se a me dicessero che sono popolare come Moggi‘, scherza il comico, aggiungendo poi che il M5S è ‘appaiato’ al Pd anche nelle indagini: ‘Siete diventati grandi, non siete più vergini, state per provare il primo rapporto processuale completo‘. Ricordando le vicende da Nogarin, il comico dice che per tutti i processi che ha, in nove mesi si è dato da fare: e se il sindaco ha detto che governando ci si sporca le mani, Crozza spiega che come slogan era meglio uno vale uno.

    Sempre Crozza a diMartedì, nella copertina del 10 maggio 2016 passa poi a Di Battista e Fassina: il primo su Nogarin dice ‘vediamo le carte’, un po’ come Montezemolo su Panama Papers, posto che ‘Vediamo le carte è comunque un buono slogan‘, dice il comico. Quanto a Fassina, escluso dalla corsa a sindaco di Roma, perché la lista si è auto-distrutta da sola come i messaggi di Mission Impossible, con un countdown: le firme della lista Fassina – spiega il comico- sono state raccolte su moduli vecchi, non più in vigore… sull’intestazione c’era timbro dei Savoia, ironizza Crozza, per poi chiedersi se uno che non sa neanche presentare delle liste possa governare Roma.

    Sempre su Fassina, il comico dice che è l’unico al mondo che riesce a fare sembrare Marino… Abramo Lincoln, per poi aggiungere che senza Fassina la corsa al Campidoglio è alterata… un po’ come se escludendo Gerry Calà, si alterassero gli Oscar. Si passa poi al referendum costituzionale: il ministro Boschi dice che ‘Chi vota NO a referendum è come Casa Pound’… e quindi anche come costituzionalisti, Consulta e ANPI. ‘I partigiani come Casa Pound? Per dei neo-nazisti, sfondare fra quelli dell’ANPI… è un bel colpo. E senza rastrellamenti‘, dice il comico, per poi aggiungere che votare come Casa Pound è diverso dal votare con Verdini: ‘Se io la sera vado a letto presto COME un prete, non è lo stesso che se andassi a letto presto CON un prete‘, conclude Crozza a diMartedì, nella copertina del 10 maggio 2016.

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