Maurizio Crozza a Ballarò: “Elezioni non a suffragio universale, ma a disagio trasversale”

La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò ha riguardato le recenti elezioni "a disagio trasversale"

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    Maurizio Crozza copertina Ballarò 28 maggio 2013

    La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò, in onda martedì 28 maggio 2013 su Rai3, ha riguardato l’astensionismo che ha caratterizzato le elezioni di domenica scorsa. Come ogni puntata, prima di lasciare la parola al comico, il conduttore Giovanni Floris ha salutato gli ospiti in studio e lanciato un rvm sui giovani italiani e sulle loro aspettative.

    Giova, Giova, ho capito una cosa, ho capito che la nostra politica oggi è come il meteo, nessuno ci capisce più nulla”, ha esordito Maurizio Crozza, “qualsiasi previsione uno possa fare, la sbaglia. Siamo a giugno, il Pdl nei sondaggi è quasi al 25%, io a Genova giro con i guanti da neve e il centrosinistra ha vinto in tutti i comuni; ci manca solo che alla Carfagna diano il Nobel per la pace e poi il cerchio si chiude. Buonasera, Carfagna!” Ma prima che il comico possa proseguire il suo monologo, interviene proprio la Carfagna: “Vedo che ha una piacevole ossessione per me, mi fa piacere, mi è simpatico e qualche volta mi fa anche divertire. Non vorrei interrompere, ma dopo la stagione dei magistrati in politica, magari è iniziata la stagione dei comici in politica; scenda in campo, Crozza, su!

    Si apre un simpatico siparietto: “Carfagna!” “Dica!”, risponde l’onorevole e la parola passa di nuovo a Crozza:“Ieri, appena sono usciti i risultati, Pagnoncelli era a un passo dal mollare i sondaggi e aprire una fiaschetteria a Trastevere, non ci si capisce più nulla”. Applauso in studio e si riparte con la copertina. “Sai cosa ti dico, Giova? La gente è stanca, si vede, non ci crediamo più. Domenica a Roma ha votato la metà degli elettori, le elezioni ormai non sono più a suffragio universale, sono a disagio trasversale, c’è stata un’affluenza bassissima”.

    Il comico indirizza il monologo ad Alemanno: “Alemanno sostiene che il derby abbia contribuito a distrarre le urne. Sì, sì, Gianni, sicuramente il derby, sì; forse anche i tuoi cinque anni da sindaco hanno influenzato un ‘cicinin’ il voto! (…) Ma come si fa ad appassionarsi ancora alla politica? A Roma c’erano diciannove candidati, Giova, la scheda era lunga più di un metro, qualcuno l’ha portata a casa e l’ha usata come copripiumone!

    E in merito ai risultati elettorali, Crozza ha fatto notare che “adesso a Roma andranno al ballottaggio i candidati di due partiti che sono alleati di governo, è come se uno dovesse scegliere tra Superman e Clark Kent, sì, uno è senza occhiali, ma è uguale. E’ finita, non ci crede più nessuno, sono gli effetti degli inciuci.” Poi ha rivolto un pensiero a Marino: “L’ultimo comizio a San Giovanni c’era così poca gente in piazza che Ignazio Marino, a un certo punto, ha tirato fuori il telefonino perché gli scocciava fare la figura di quelli che parlano soli in strada come i matti. Marino è strano: era contrario al governo di larghe intese, voleva Rodotà presidente e ha detto che vuole una città a misura di bambino, che bravo, ha ragione! E sulla Salaria? Non ci saranno più le prostitute, ma le baby sitter!” Il riferimento a Marino gli consente di collegarsi con la situazione attuale del Partito Democratico: “Io ve lo dico, caro Giova, va notato che il Pd è avanti in quasi tutti i comuni che andranno al ballottaggio. In studio c’è Civati? Occhio, Civati, perché state vincendo; non sarebbe l’ora di chiamare Bersani, perché stavolta rischiate, eh? Ve la butto lì…

    Da quando il Pd è alleato con il Pdl, il Pd è diventato invincibile”, prosegue Maurizio Crozza, “Il Pdl, invece, non è andato benissimo, ma pensa di rifarsi al secondo turno; d’altronde, Berlusconi pensa sempre di rifarsi al secondo turno; ah no scusate, era il secondo grado di giudizio! Per il momento ha perso in tutte le sue roccaforti, stranissimo, è come se improvvisamente una condanna a quattro anni di un leader politico influisse sul voto degli elettori: speriamo di no, perché, di questo passo, dove andremo a finire?” E dopo la frecciatina al Pdl, Crozza fa una puntualizzazione: “Devo fare una rettifica: la settimana scorsa ho citato il senatore Luigi Compagna, ma l’ho chiamato Guido, che invece è il fratello e ha detto che, se lo confondo ancora con suo fratello, mi querela. Pensa come si vogliono bene in quella famiglia!” Ma poi il comico prosegue con l’analisi dell’attualità politica e sposta l’attenzione sulla Lega: “Chi è andata male, Giova, è, invece, la Lega, mai sopra il 10% nemmeno al nord; se fossi in Maroni mi butterei sul commercio di diamanti. (…) Bossi ha dichiarato: la situazione è così grave che l’ha capito persino il Trota! Comunque il risultato di domenica è questo: il Pdl è il primo partito ed è crollato in tutti i comuni, il Pd non ha un partito, ma è primo in tutti i comuni: abbiamo votato in Italia o nel Canton Ticino?

    Stoccata finale per il M5S: “Tra l’altro, c’è da notare che la cosa più eclatante è che non c’è più il voto alternativo: il M5S è crollato, è fuori da tutti i ballottaggi; con questi risultati lo tsunami si è ridimensionato, diciamo che oggi si posiziona tra la secchiata e la lieve perdita del lavandino.