Crozza a Ballarò: dalla Legge elettorale al periodo delle ‘larghe offese’

Crozza a Ballarò: dalla Legge elettorale al periodo delle ‘larghe offese’

La copertina di Crozza a Ballarò del 4 giugno 2013 affronta le ultimissime della settimana

    Crozza a Ballaro giugno

    La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò del 4 giugno 2013 non poteva che trarre più di uno spunto dall’ultima settimana densa di fatti politici. Il comico genovese torna a fare le pulci ai politici sulla paventata abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, sbeffeggiando in maniera bipartisan tanto il Pd perennemente diviso quanto il Pdl con le beghe giudiziarie del cavalieri: da nemici ad alleati i due maggiori partiti sono ufficialmente diventati i ‘nostri’ avversari.

    La prima parte del monologo di Crozza ha preso spunto dalla presenza del ministro Maurizio Lupi per parlare del Governo Letta. Quello in cui quest’ultimo non si è distinto è la solerzia nell’accantonare il famigerato porcellum in favore di una nuova legge elettorale: ‘Letta è stato chiarissimo. La legge elettorale va fatta entro 18 mesi, ne va della nostra reputazione. Solo che ho fatto un piccolo controllo. La prima volta che ha detto questa frase era il 29 aprile. Poi l’ha ripetuta a maggio, poi a giugno. Sono passati 2 mesi ma mancano sempre 18 mesi‘. Esattamente come l’età di Sandra Milo, che compie cinquant’anni da trent’anni, insomma.

    Intanto, si sa che il finanziamento pubblico ai partiti è stato tolto non da subito, ma dal 2017, giusto per far abituare i politici proprio come i tossicodipendenti in fase di disintossicazione.

    Sullo sfondo ci sono i due partiti maggiori: il Pd e il Pdl. Il primo risulta perennemente diviso al suo interno mentre il secondo patisce le ‘giudiziarie’ di Berlusconi, difeso in tribunale da uno come Niccolò Ghedini, capace di dar fastidio non solo come legale ma persino come impiegato del catasto. Preso, invece, dalla crociata contro alcuni giornalisti è il Movimento 5 stelle ed il suo leader Beppe Grillo, autore dell’editto ‘siculo’ dopo la promessa da Catania di fare i conti con Milena Gabanelli, Rodotà e persino Floris: ‘Ma non sei proccupato Giova? Ha detto che vuol fare i conti con te! Poi capisco che se la prenda con i giornalisti preparati…ma tu! Al limite puoi provocare un attacco di sonno‘. L’incoerenza di Grillo per Crozza sta tutta in questo: ‘Grillo ha detto che Berlusconi vuole fare il duce, lui che invita a spegnere le telecamere durante i suoi comizi, atteggiamento tipicamente da partigiano‘.

    Si chiude con un’irresistibile imitazione di Flavio Briatore, reduce da un incontro con il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. L’imprenditore al top per eccellenza ha posto il rottamatore del Pd nella sua personale classifica dove è ultimo solo a Walter Nudo e Ana Laura Ribas: ‘Un uomo che va ad Amici non può credere nei dettami del comunismo come diceva Marx Mara‘.

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