Crozza a Ballarò (21/01/2014): ‘Neanche a Cuperlo frega niente di Cuperlo!’ [VIDEO]

La divertente copertina di Maurizio Crozza a Ballarò (21/01/2014) parla delle dimissioni di Giovanni Cuperlo e dell'incontro tra Renzi e Berlusconi

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    Maurizio Crozza nella copertina di Ballaro

    E’ di certo merito dei clamorosi fatti della settimana se la copertina di Maurizio Crozza a Ballarò (21/01/2014) risulta particolarmente brillante. Le dimissioni di Giovanni Cuperlo dalla Presidenza del Pd sono solo la miccia per uno scoppiettante monologo che non senza le consuete imitazioni cult dedica ampio spazio all’incontro tra Renzi e Berlusconi, decisi a realizzare insieme la nuova legge elettorale.

    Maurizio Crozza dà il via al suo irresistibile intervento con un bluff: ‘Volevo dirti che il pezzo non lo faccio perché si è dimesso Cuperlo e ci sono dei momenti in cui un comico deve sapersi fermare‘. Ma la battutaccia arriva dopo: ‘Chi c** se ne frega, neanche a Cuperlo gliene frega niente di Cuperlo! Si è dimesso perché Renzi ha parlato con Berlusconi: ma se ci ha fatto un governo con Berlusconi‘. E con una metafora molto concreta il comico genovese dimostra una certa acutezza nella decifrazione degli enigmi politici italiani: ‘E’ come se io trovassi mia moglie con l’amante e mi inc** solo se gli facesse usare le mie pantofole‘. E, in effetti, una parte del Pd non accetta il dialogo del segretario con il Cavaliere anche se finalizzato a scongiurare per sempre le larghe intese. Tra gli increduli vi sarebbe di certo Pierluigi Bersani al quale i colleghi di partito non sarebbero riusciti a dare la notizia: ‘Abbiamo una legge elettorale ma l’abbiamo fatta con Be…ruschi, Enrico Beruschi. Adesso riposati‘.

    Di sicuro l’arrivo di Berlusconi nella sede del Pd richiede una riflessione sul Partito comunista italiano fondato proprio il 21 gennaio 1921: ‘In 93 anni dallo spettro del comunismo si è passati a un pregiudicato che gira per le sedi del Pd: Berlusconi è entrato nella sede del Pd, hanno bloccato fuori l’entrata il cavallo di legno, il famoso cavallo peino di tro**‘. E le considerazioni si estendono anche al progetto di legge elettorale avanzato da Renzi: ‘Abbiamo l’Italicum, è un porcellum ricavato dal glutine. Ha la testa del porcellum, le gambe di Renzi e cu** di Berlusconi’. E nei panni di quest’ultimo, il comico mostra un certo autocompiacimento: ‘Se Casini avesse il cu** che ho io sarebbe il terzo papa: Pierferdy I. Se il paese chiama e il giudice di sorveglianza è d’accordo, io ci sono‘. Tra i progetti ambiziosi dell’insolito duo vi sarebbe l’abolizione del Senato, salutata in maniera tutt’altro che gioiosa da chi oggi ne fa parte: ‘Come se gli orsi bianchi votassero per abolire Licia Colò‘. C’è tempo anche per un simpatico saluto a Giorgia Meloni in studio: ‘Voi di Fratelli di’Italia con lo sbarramento dell’8% che fate? Aprite una pizzeria‘. Si chiude col ricordare la presenza incombente dell’IMU, ignorata come altre tasse da un’immobiliarista che avrebbe frodato il fisco per 2 milioni di euro: ‘Ma nel dubbio non ce la può fare lei la legge elettorale? L’altro al confronto è un dilettante‘.