Cristina Parodi: dopo La Vita in Diretta, il Festival di Sanremo? [INTERVISTA]

Cristina Parodi: dopo La Vita in Diretta, il Festival di Sanremo? [INTERVISTA]

Intervista a Cristina Parodi, conduttrice de La Vita in Diretta 2014-2015 inieme a Marco Liorni

    Dopo l’intervista di Televisionando a Gregorio Paolini, proseguiamo il nostro viaggio con La Vita in Diretta: incontriamo oggi Cristina Parodi, dallo scorso settembre al timone del programma insieme a Marco Liorni. In questa intervista a tutto tondo, le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sul programma, su come ha affrontato questa nuova sfida, se teme lo scontro con la concorrenza e, soprattutto, se sogna l’Ariston. La risposta? L’intervista integrale dopo il salto. Buona lettura!

    Da settembre è al timone, insieme a Marco Liorni, de La Vita in Diretta: può tracciare un bilancio di questa prima esperienza?

    Il bilancio è assolutamente positivo. Abbiamo fatto un grande lavoro in questi mesi, gli ascolti ci stanno premiando, quindi siamo molto contenti; quando ci si mette molto impegno, molta fatica e poi arrivano i risultati è sempre molto bello. Abbiamo cercato un po’ di mettere il nostro modo, mio e di Marco, di raccontare ‘La vita in diretta’ e quindi l’informazione, un po’ di intrattenimento e, insomma, sembra che il pubblico abbia gradito; tra l’altro, ci fa particolarmente piacere il fatto che il programma sia anche molto seguito attraverso il web: vuol dire che siamo riusciti anche un po’ a ringiovanire l’immagine del programma e, quindi, anche in questo senso, abbiamo centrato l’obiettivo che ci era stato dato. Adesso cerchiamo di fare ancora meglio perché non è finita qua, però diciamo che l’inizio ci ha incoraggiato.

    Da ‘Così Lontani Così Vicini’ a ‘La Vita in Diretta’: è il salto che si aspettava?

    Mi è spiaciuto tantissimo non fare più quel programma, ho cercato fino alla fine di tenerlo e di riuscire a farlo: se solo si fosse riusciti a registrare un po’ prima! Sapevo già che da settembre, iniziando a lavorare sul quotidiano, sarebbe stato impossibile; quello è un programma tutto girato on the road, anche all’estero, che impegna tanto; io speravo di riuscire a registrarlo prima dell’estate e non è stato possibile per i tempi tecnici della produzione. E’ un programma che mi è piaciuto tantissimo, è molto bello e ci ho lasciato un pezzo di cuore; sono contenta che sia andato bene, ma ero sicura che andasse bene perché è proprio un programma fatto bene, molto forte, e poi Albano è un amico, Paola (Perego, ndr) pure, per cui son contenta per loro.

    E’ nata e cresciuta al TG5: Le manca il telegiornale?

    Ho imparato che ‘Mai dire mai!’ perché avevo già detto addio al telegiornale tanti anni fa, facendo Verissimo, e poi, invece, son ritornata e l’ho fatto per altri nove anni e con grande gioia. Il telegiornale è un’esperienza meravigliosa: diciamo che io l’ho fatto abbondantemente perché l’ho fatto in un periodo in cui era veramente entusiasmante un telegiornale come il TG5, che nasceva , che aveva grande successo, che rompeva tutti gli schemi, quindi mi sono tolta questa grande soddisfazione; è giusto, poi, che uno provi a fare anche altre cose.

    La Sua è una conduzione elegante, pacata e riconoscibile: in una TV sempre più ‘urlata’, un approccio di questo tipo è la chiave vincente?

    Sicuramente è un’offerta diversa, caratterizzata da questo stile, può piacere o non piacere; altri programmi, invece, un pochino più aggressivi, hanno comunque dei buonissimi ascolti, il che vuol dire che il pubblico sceglie: c’è chi preferisce le tinte molto forti; io preferisco questo stile e non saprei farlo diversamente, quindi mi piace di più, mi trovo più a mio agio nel raccontare le cose senza troppe discussioni e troppe liti. Benissimo il confronto: il confronto serve per chi fa giornalismo, bisogna confrontarsi, mantenendo, però, un tono che sia tranquillo; secondo me serve di più a far capire meglio ed è più nelle mie corde.

    Un programma di questo genere ci è stato richiesto dalla rete per cui lavoriamo, Rai Uno, il ‘servizio pubblico’, se no il direttore Leone non avrebbe scelto me e Marco.

    Però gli ascolti, mi sembra che vi stiano premiando.

    Sì.

    Vi scontrate con uno zoccolo duro, ovvero Barbara D’Urso.

    E’ una bella corazzata, però è stata una bella soddisfazione recuperare parecchi punti di share rispetto all’anno scorso: adesso siamo partiti dal 16, siamo arrivati al 20, stiamo combattendo!

    Rinuncerebbe al daytime per una prima serata?

    Vivo un po’ alla giornata, nel senso che quest’anno ho questa sfida, che mi piace, perché il pomeriggio mi ha sempre interessato, e l’ho fatta; mi ci sono immersa fino al collo, ce la faccio bene e non penso ad altro anche se è molto faticoso; poi vedremo, cioè, se ci saranno altre occasioni, può essere. Sono molto contenta di essere arrivata a Rai Uno perché è una rete che mi somiglia e mi ci trovo molto bene; se mi vorranno dare delle altre opportunità, sarò ben felice di prenderle in considerazione perché lavoro comunque lontano da casa – vivo a Bergamo e sto tutta la settimana a Roma – e tutti i giorni è molto faticoso; diciamo che come obiettivo ideale dei prossimi anni c’è quello di lavorare un po’ più vicino o magari condurre un bel settimanale, vediamo quello che succederà! Adesso sto concentrata su questo e cerco di farlo bene.

    Con Marco Liorni formate una coppia affiatata: il feeling è nato immediatamente o avete dovuto lavorare per raggiungere un equilibrio?

    Conosco Marco da vent’anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando conducevo Verissimo, era uno dei miei inviati, poi lui ha intrapreso una strada diversa, anche di intrattenimento con il Grande Fratello, e poi è tornato a La Vita in Diretta. E’ una persona con la quale avevo già lavorato e con cui già mi trovavo bene e quando Leone ha deciso di mettere insieme questa coppia mi ha fatto molto piacere, perché abbiamo tante cose in comune, nel modo di intendere la comunicazione, nello stile sobrio, chiaro, mai sopra le righe; siamo anche diversi in tante sfumature, però ci compensiamo bene, quindi il feeling c’è stato subito perché c’era già prima, ci troviamo bene a lavorare e, ti dirò, ci divertiamo anche parecchio!

    Sogna una conduzione a due con Sua sorella Benedetta?

    Lavorare con Benedetta sarebbe un sogno, in primis, perché so che mi troverei bene e perché insieme, secondo me, funzioniamo molto; vediamo, se ci sarà un’idea, un progetto e qualcuno lo accoglierà, saremo ben contente, è una cosa che mi piacerebbe fare.

    Siamo in pieno clima sanremese: vorrebbe seguire le orme di Antonella Clerici, Raffaella Carrà e Simona Ventura?

    Chissà, forse! L’Ariston, per chi fa il mio mestiere, è la punta di diamante.

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