Costanzo e la malinconica deriva dell’Isola dei non Famosi

Costanzo e la malinconica deriva dell’Isola dei non Famosi

Per Maurizio Costanzo la stagione dei Reality show si è ormai chiusa

    Maurizio Costanzo

    Maurizio Costanzo dichiara chiusa la stagione dei reality prendendo ad esempio la quinta edizione dell’Isola dei Famosi, ormai incline ad “una deriva malinconica”. Secondo Costanzo, su Playa Uva si vedono solo volti tristi da pazienti di una clinica dimagrante, privi di vero mordente agonistico. E per di più è ormai scomparsa quella matrice sociologica dei reality che aveva decretato il successo delle prime edizioni del Grande Fratello. Costanzo batte dove il dente duole.

    Indubbiamente l’immotivata uscita di Cecchi Paone ha messo in evidenza le debolezze di un format ormai “sgamato”. Se si lascia carta bianca ai partecipanti, soprattutto a quelli di punta, il rischio di ritrovarsi senza i cavalli di razza a metà corsa è davvero alto. E’ quello che sta succedendo all’Isola, dove pare che i contratti di Coco e Cecchi Paone - e forse di qualcun’altro – avessero maglie piuttosto larghe a tutela soprattutto dei vip. Roberto Alessi, di Diva e Donna, conferma dagli studi dell’Italia sul Due che gli accordi con il professore non avrebbero contemplato penali raggiunte le cinque settimane di permanenza sull’Isola. Detto fatto, quindi: come detto nel nostro articolo di ieri, dopo 5 settimane di beauty farm e 20 kg in meno Cecchi Paone è passato all’incasso. I sospetti si addensano anche su Coco considerate le inconsistenti spiegazioni rilasciate in studio (si veda la blogcronaca di mercoledì): l’animo del calciatore è tornato a galla, non solo nel desiderio di tonare sui campi, ma anche nello stile pindarico e inconsistente delle sue dichiarazioni, tipiche da dopogara.
    Così si vìola il tacito patto tra format e pubblico: io (Produzione) ti do in pasto i vip, tu (pubblico) mi segui desideroso di vederli nei pannni di comuni mortali.

    E porta pubblico e critica ad essere d’accordo con Massimo Giletti quando afferma “L’Isola non è un albergo”. E ci sia permesso dire che promuovere Giletti a maître à penser proprio non lo perdoniamo alla Produzione.

    L’errore di questa edizione è forse proprio nell’aver mescolato vip e common people, di aver contaminato due generi di reality, per di più con un parterre non particolarmente forte. La linea di confine tra i due gruppi è stata fin da subito particolarmente labile, con Belmondo, Fusco, Salvalaggio e Canonico assolutamente sconosciuti ai più, che hanno finito per aumentare il senso di “disagio” di chi, snob come Paone, ama la propria superiorità, per carattere e posizione televisiva.
    La figura del “naufrago ignoto” ha infine preso il sopravvento, se persino Malgioglio ha commentato il televoto come una sfida tra NON famosi (Paul e Lisa).

    I ritiri stanno, nello stesso tempo, affossando ed esaltando questa quinta edizione del programma: affossando perchè non c’è più nessun personaggio “degno” di stimolare il sadismo voyeristico (se c’è mai stato) del pubblico; esaltando perchè mantiene alti gli ascolti. Nonostante non riesca a vincere le serate e abbia perso, per la seconda volta consecutiva, con la serie tv Dr. House (il salvatore di Canale 5) gli ascolti superano di gran lunga gli obiettivi di rete (quasi il doppio) facendo registrare i risultati più alti delle ultime stagioni. Il reality forse mostra davvero la corda di fronte alla crescita delle fiction americane e di quelle italiane, che mantengono il passo, e lo fa per autoconsunzione, distruggendo se stesso, le proprie logiche di formato.

    769

     
     
     
     
     
    ALTRE NOTIZIE