Continuano le trattative tra i registi e l’AMPTP

Continuano le trattative tra i registi e l’AMPTP

La Directors Guild of America continua le trattative con i produttori, ma di ufficiale non c’è nulla visto che, come abbiamo detto, le due parti trattano sotto blackout mediatico

    wga strike

    La Directors Guild of America continua le trattative con i produttori, ma di ufficiale non c’è nulla visto che, come abbiamo detto, le due parti trattano sotto blackout mediatico. Secondo quanto dichiarato da un grosso produttore, “Sono ottimista, penso che faremo un patto perché i registi sono più ragionevoli” (registi e sceneggiatori trattano gli stessi punti, anche se i registi sono meno ‘fissati’ con i pagamenti dei prodotti da internet)

    Una trattativa veloce e positiva sarebbe comunque un successo per le due parti, sia per l’AMPTP, che mostrerebbe così di essere compatta (gli accordi firmati con la United Artists, la Weinstein Company e la Worldwide Pants mostrano infatti che le richieste degli sceneggiatori sono ragionevoli e non campate per aria), sia per la DGA, che manterebbe così inalterato il suo status di sindacato “no-sciopero” e che sa concludere accordi in fretta.
    Nell’88 i registi scioperarono per 5 minuti, per poi concludere un accordo velocissimo, e allora come oggi, a capo dei negoziatori c’era Gil Cates: come abbiamo sottolineato più volte, un accordo tra registi e produttori diminuirebbe il potere contrattuale della WGA, che a questo punto, forte della solidarietà degli attori (anche se il pubblico pare cominci ad essere stufo, e Clooney e Tom Hanks avrebbero fatto pressioni affinché si torni al tavolo delle trattative al più presto), avrebbero due scelte: far buon viso a cattivo gioco, e accettare un accordo al ribasso, o andare avanti con la linea dura, forti del fatto che senza attori e senza sceneggiature non si girano film, serie tv, programmi in generale. Gli sceneggiatori e gli attori hanno augurato “ogni bene ai registi, sperando che raggiungano un accordo giusto”. Ma se la DGA “deve fare il meglio per i suoi membri, i registi non rappresentano gli sceneggiatori e gli attori”.

    Dal canto suo Michael Apted, presidente dei registi, ha spiegato (prima delle trattative) che “il sindacato non avrebbe mai cominciato i negoziati con l’AMPTP se non fosse stato sicuro che avessero ascoltato le due nostre priorità, riconoscimento del ‘diritto d’autore’ ai registi suoi nuovi media, e pagamenti per la distribuzione dei contenuti su nuove piattaforme. Ci sono ancora dei punti di contrasto, ha concluso Apted, ma andremo avanti finché non raggiungeremo un buon contratto”.

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