Confermato l’ergastolo per gli assassini di Graziella Campagna

Confermato l'ergastolo per gli assassini di Graziella Campagna

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    A sx Graziella Campagna, a dx una scena de La Vita Rubata

    Torniamo sul caso di Graziella Campagna, cui la Rai ha dedicato il film tv La Vita Rubata, non per fiction ma per darvi notiza della conferma dell’ergastolo nel Processo d’appello, conclusosi pochi giorni fa, verso i due imputati, Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera, riconosciuti ancora colpevoli dell’omicidio della diciassettenne.

    Il caso di Graziella Campagna ha tenuto banco negli ultimi mesi anche nelle cronace televisive, oltre che in quelle giudiziarie, per i vari slittamenti subiti dal film tv a lei dedicato, La Vita Rubata, trasmesso con grande successo lo scorso 10 marzo, a pochi giorni dalla sentenza della Corte d’Appello di Messina. La concomitanza aveva spinto il presidente della Corte d’Appello di Messina e il Procuratore Generale ha chiedere un nuovo spostamento della fiction, dopo quello avvenuto a novembre, per evitare qualsiasi forma di condizionamento verso i giudici. La Rai, però, decise di mandarlo ugualmente in onda, raccogliendo il 28.49% di share e 7.604.000 spettatori.

    A pochi giorni dalla messa in onda della fiction arriva anche la sentenza della Corte d’Appello di Messina che ha confermato l’ergastolo per i due imputati dell’omicidio di Graziella, due affiliati alla mafia riconosciuti così ancora colpevoli del sequestro e dell’assassinio di Graziella, avvenuto nel dicembre del 1985. La sua colpa, come ricorderete, era quella di essere venuta casualmente a conoscenza dell’identità di due latitanti ritrovando un fogliettino compromettente in un capo consegnato alla lavanderia presso la quale lavorava.

    La sentenza di secondo frado è arrivata dopo numerose ore di camera di consiglio e immediadatemnte dopo la sua lettura gli imputati sono stati ricondotti in carcere.

    Grande la gioia dei familiari di Graziella. “i giudici di Messina hanno restituito l’onore che era stato tolto a mia sorella”, ha detto Pietro Campagna, il fratello di Graziella, interpretato nel film tv da Beppe Fiorello, che ha raggiunto telefonicamente la famiglia dopo la notizia. “Era molto contento – ha raccontato Pietro – finalmente le è stata resa giustizia”.

    23 anni di indagini deviate, di processi annullati e ricominciati da zero, di dolore e di umiliazioni non possono certo essere cancellati da una sentenza di appello. La lotta della famiglia Campagna non è finita, “ora vanno cercate le responsabilità dei mandanti dell’omicidio, vanno chiarite le posizioni di quanti hanno coperto la latitanza di quei boss e hanno rese difficili le indagini” dice ancora Pietro. Almeno questa sentenza ha permesso alla famiglia di recuperare un po’ di fiducia, grazie anche alla vicinanza di tanta gente comune che si è stretta loro intorno dopo la messa in onda della fiction. Un piccolo risultato che, a nostro avviso, vale la pena di sottolineare alla vigilia di Pasqua.