Comizi d’Amore di Santoro sulla Rai! Lo chiede il consigliere Rizzo Nervo

Comizi d’Amore di Santoro sulla Rai! Lo chiede il consigliere Rizzo Nervo

Il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo chiede che la Rai trasmetta Comizi d'Amore di Michele Santoro

    Michele Santoro

    I consiglieri della Rai sono davvero simpatici: ora che il web ha risposto all’appello di Santoro, inviando i primi 200.000 euro all’associazione Servizio Pubblico lanciata dall’ex giornalista della tv di Stato, il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo provoca i ‘colleghi’ del centrodestra chiedendo a gran voce che il ‘vero’ servizio pubblico accolga la sfida e trasmetta su uno dei suoi canali Comizi d’Amore, il nuovo programma di Santoro al via il 3 novembre su un network di tv locali, su Sky Tg24 e sul web. Insomma, come farsi del male due volte…

    Prima si accetta il divorzio consensuale, poi si lotta per convincere i consiglieri di maggioranza e il dg Lorenza Lei affinché recedano dall”insano gesto’ di liberarsi di lui, ora addirittura si chiede ‘provocatoriamente’ di acquistare i diritti di Comizi d’Amore per entrare a far parte del network di tv locali che dal 3 novembre lo riporterà in video con copertura nazionale: la proposta del consigliere Rai Nino Rizzo Nervo sa di masochismo, visto che non più di cinque mesi fa Michele Santoro faceva parte della ‘grande famiglia’ Rai, che intrioettava – da sola – tutti gli investimenti pubblicitari maturati dai 5 mln di media di ascolti di Annozero.

    La Rai raccolga la sfida e mandi in onda Comizi d’amore se vuole riconquistare credibilità presso tutti coloro che pagano il canone e che si sono visti privati di una trasmissione di successo” dice Rizzo Nervo in un nota stampa diffusa oggi. “Quella di Michele Santoro non si annuncia come una normale trasmissione televisiva – aggiunge il consigliere – ma come un evento, un nuovo modello di produzione e di diffusione multipiattaforma che irrompe in un sistema e in un mercato ancora chiusi, nonostante la moltiplicazione dei canali dovuta al digitale terrestre, perché pesantemente condizionati dal conflitto di interessi“.

    Ma se Rizzo Nervo continua a definire l’addio a Santoro come “suicidio aziendale“, non si può non considerare che un’operazione come quella da lui prospettata finirebbe per incenerire quel po’ di credibilità (eventualmente) rimasta presso i telespettatori.

    Beh, del resto sa bene che nessuno accoglierebbe la sua proposta: ma fare ancora polemica su Santoro, peraltro appena subdorato l’effettivo ‘potenziale’ del programma sulla base dei primi risultati della raccolta fondi lanciata sul web, serve solo a dare ulteriori segnali di una Rai allo sbando. Beh, almeno questo è il nostro pensiero.

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