Comic Con 2011: Awake, intervista a Jason Isaacs e Kyle Killen

Comic Con 2011: Awake, intervista a Jason Isaacs e Kyle Killen

Comic Con 2011: il sunto della presentazione di Awake, nuova serie NBC sceneggiata da Kyle Killen con protagonista Jason Isaacs

    Ieri al Comic Con è stato presentato Awake, uno degli show che NBC attende con ansia per la prossima stagione per capire se la qualità che in molti casi sanno offrire le tv via cavo è esportabile sul grande schermo. Awake – un riferimento al fatto che il protagonista non riesce mai a chiudere un occhio, visto che appena si addormenta, si risveglia nell’altra realtà – debutterà in midseason a gennaio, quindi potete tranquillamente procedere nella lettura visto che è inedita sia negli States che in Italia!

    Presentata lo scorso maggio agli upfronts, Awake vede protagonista Jason Isaacs (Lucius Malfoy nel franchise di Harry Potter) nel ruolo del detective Michael Britten, alle prese con un devastante incidente che distrugge la sua famiglia…ma anche la sua realtà. La serie si divide infatti in due realtà parallele – in una è morta la moglie, nell’altra suo figlio; la cosa sembra complicata, ma secondo i recensori americani il pilot sbroglia tutti i dubbi anche grazie all’uso che il protagonista fa di due diversi braccialetti – nelle quali Michael si ritrova alternativamente dopo essere andato a letto (in pratica: si addormenta nella A, si sveglia nella B), senza peraltro sapere quale sia quella vera e quale sia quella falsa.

    Il nostro si ritrova così a fare i conti con una moglie devastata dalla perdita di un figlio, nell’altra a crescere un figlio che non ha più la madre, senza dimenticare diversi casi in realtà differenti, che in realtà potrebbero essere collegate… A complicare ancora di più le cose, le differenti sessioni di terapia, con due diverse psicologi (interpretati da Cherry Jones e BD Wong) che ovviamente seguono trattamenti e hanno idee diverse.

    A creare lo show è stato Kyle Killen, che l’anno scorso ha perso miseramente la scommessa di portare la qualità sulle reti broadcast (Lone Star, cancellata dopo tre episodi), secondo cui lo show – più che sui casi di puntata – è incentrato sulla difficoltà del protagonista di bilanciare le due realtà, e sulla possibilità di diventare esaurito: “L’idea (alla base dello show) è che lui pensa che sarà tutto molto facile, e invece sarà molto faticoso, visto che è già difficile vivere una vita sola, figurarsi due“, ha detto Killen, sceneggiatore assieme ad Howard Gordon (ex 24 e producer anche di Homeland).

    I due autori si sono rifiutati di fornire troppe informazioni sul futuro dello show, l’unica persona a conoscenza dei risvolti futuri dovrebbe Isaacs, “ci interessava sapere il suo punto di vista, e l’unica cosa che possiamo dirvi è che vogliamo far presa su entrambi i mondi“, ha detto Killen, aggiungendo però che il protagonista “sa quanto deve sapere“. Dal canto suo, Isaacs ha detto “è incredibilmente difficile mantenere la continuità nella storia anche a causa degli script difficili: è difficile sapere in che realtà si è, è diventato un dono.

    E’ stato difficile, ma mi piacciono i lavori difficili”.

    Insomma, se le premesse per una buona serie ci sono tutte, bisognerà vedere quanto Awake reggerà, a livello di trama e di telespettatori, nel lungo periodo: Isaacs comunque rimane entusiasta dello show, “ho letto il copione e ho pensato fosse fantastico, un dilemma tanto semplice quanto potente. Kyle ha avuto una bella idea, nel sogno non succede nulla di strano, non comincio a volare né mi spunta un’altra testa“.

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