Come un delfino 2: Valentina Imperatori parla della fiction con Raoul Bova

Come un delfino 2: Valentina Imperatori parla della fiction con Raoul Bova

Intervista a Valentina Imperatori, nel cast della fiction Come un delfino 2 insieme a Raoul Bova

    Intervista a Valentina Imperatori per Come un delfino 2

    Valentina Imperatori è ancora giovanissima, ha poco più di vent’anni, ma ha già all’attivo diversi ruoli sul piccolo schermo. A breve la vedremo nuovamente nella fiction “Come un delfino 2″, a fianco di Raoul Bova, ma quest’anno è già apparsa nelle nostre case con “La vita che corre” e “Nero Wolfe“, entrambe trasmesse su RaiUno. Televisionando ha colto al volo l’occasione di intervistare Valentina Imperatori per poterle porre alcune domande sul ruolo di Marina in Come un delfino 2 e sui suoi progetti futuri. Vi invitiamo dunque a conoscere un po’ meglio la bellissima Valentina Imperatori.

    Ti ritroviamo anche quest’anno nel sequel della fortunata serie “Come un delfino”. Interpreterai ancora la bella e tormentata Marina? Quali sviluppi avrà il tuo personaggio?

    Marina è una ragazza molto bella e appariscente, questo lo si capisce già all’inizio della serie, infatti quello che traspare è che a lei importi solo di quello. Però dietro alla maschera della bellezza e dell’apparente superficialità si nasconde una ragazza molto dolce, infatti lo sviluppo di questo personaggio inizia a trapelare dall’incontro di quello che si può definire il “vero amore”, in quanto grazie a lui Marina capirà quali sono le differenze tra amore e gioco e le differenze tra chi tiene veramente a lei e chi no.

    Nella tua biografia si parla dei molti seminari a cui hai partecipato. Ce n’è uno in particolare che ha contato più degli altri nella tua carriera?

    Ogni seminario a cui ho preso parte è stato stupendo e importante in quanto ad ogni workshop ho studiato cose diverse. E’ importantissimo studiare tante cose differenti perchè così facendo riesci a capire con quale chiave affrontare il lavoro e costruisci un metodo personale per studiare il personaggio. Quello che ricordo con più piacere è un seminario che ho fatto a Budapest nel 2009 con il professore di recitazione con cui ho studiato alla NUCT. E’ stato un seminario molto difficile, basato sul metodo della coach americana Susan Batson. E’ un metodo molto potente ed è quello che tutt’ora prediligo quando lavoro ad un personaggio in quanto, se affrontato nella maniera corretta, dà la possibilità di scavare veramente a fondo e di capire in maniera sorprendente i bisogni del personaggio e tutto quello che lo caratterizza.

    Hai un’attrice particolare a cui ti ispiri?

    In base ai personaggi che studio mi ispiro ad attrici diverse. Le principali sono Nicole Kidman, Angelina Jolie, Glenn Close, Meryl Streep, Charlize Theron di straniere; di italiane mi ispiro a Francesca Neri, Anna Magnani, Giulietta Masina. Spesso per alcuni personaggi mi ispiro anche agli uomini.

    Nelle tue interviste emerge spesso un certo rammarico per il fatto che ti vengano sempre assegnati ruoli da ‘bella’. Pensi che la tua bellezza stia limitando in qualche modo la tua crescita professionale?

    Mi rendo conto che per poter interpretare una bella ci voglia una bella. Su questo non ci piove, ma in quanto attrice mi piace l’idea di sperimentare, di poter lavorare su cose che sono diverse da me. Non penso che la bellezza sia un limite anche perchè in primis il mio aspetto mi piace e non smetterò mai di ringraziare mamma e papà e in secundis anche nel mio lavoro non posso negare che mi abbia aiutato.

    Dico solo che un attore deve ed è in grado di fare tutto, qualsiasi ruolo ed è un peccato non dargli la possibilità di sperimentare a 360 gradi.

    Com’è stato lavorare accanto a Raoul Bova? Vista la tua giovane età era uno dei miti della tua infanzia?

    Sono una fan di Raoul da tutta la vita. E’ una persona che ho sempre considerato impossibile da raggiungere, infatti quando ho saputo che avrei lavorato con lui per 4 mesi non ci credevo. E’ stato bellissimo lavorare con lui, è una persona molto alla mano e gentile, oltretutto vederlo lavorare è utilissimo per un giovane attore. Quello che un attore deve sempre fare è guardare, osservare, studiare gli altri attori. Si impara moltissimo.

    Nel cast di “Come un delfino 2″ c’è anche Giulia Bevilacqua, apprezzatissima attrice di tantissime fiction targate Mediaset. Ti ha dato qualche consiglio per calarti meglio nella parte?

    Purtroppo non ho avuto modo di parlare più di tanto con Giulia, in quanto eravamo quasi sempre convocate in giorni differenti. Trovo comunque che sia una grande attrice e spero che in futuro un consiglio me lo possa dare.

    Hai mai pensato di trasferirti all’estero e tentare la strada per Hollywood?

    Certo che ci ho pensato e probabilmente è quello che farò dopo aver ingranato bene in Italia.

    Ti sentirai davvero realizzata quando…?

    Quando finalmente mi sarò laureata e potrò dedicarmi completamente alla recitazione e per dedicarmi completamente intendo continuare a studiare facendo seminari, corsi, scuole in giro per il mondo e a lavorare. Spero di lavorare sempre perchè non esiste al mondo lavoro più bello e non esiste altro che vorrei fare se non questo.

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