Claudia Pandolfi, scarcerato il paparazzo

Claudia Pandolfi, scarcerato il paparazzo

Scarcerato Mauro Terranova, il paparazzo che giovedì scorso ha aggredito Claudia Pandolfi: "Lei mi ha aggredito" il succo della sua difesa

    Mauro Terranova, il paparazzo che giovedì scorso ha trascinato con la sua auto l’attrice Claudia Pandolfi causandole un trauma toracico e numerose ferite al volto, è stato scarcerato ieri pomeriggio, anche se il Gip Carmine Castaldo ha convalidato il fermo con l’obbligo di dimora nel comune di residenza. I suoi avvocati hanno sostenuto che il fotografo si è solo ‘difeso’ dall’”aggressione” della Pandolfi che le si era avvicinato per recuperare la scheda di memoria della sua macchina fotografica con la quale aveva rubato immagini di una sua passeggiata in compagnia di un amico per le vie di Roma. Intanto l’attrice è ancora ricoverata all’Umberto I di Roma: in alto la sua ricostruzione dei fatti.

    E alla fine ad essere aggredito è stato il paparazzo, stando alla ricostruzione degli avvocati di Mauro Terranova, il fotografo romano che giovedì si era autodenunciato per le lesioni all’attrice Claudia Pandolfi. Capovolta la tesi del pubblico ministero Andrea Mosca, che aveva ipotizzato per il fotoreporter il reato di lesioni gravissime aggravate per aver determinato il pericolo di vita per l’attrice e aver usato armi improprie come lo spray al peperoncino.

    Per gli avvocati del paparazzo, invece, la dinamica non sarebbe affatto chiara, anzi si profilerebbe un’aggressione da parte della Pandolfi: “Nessuno contesta che la Pandolfi a un certo punto avesse il braccio nella vettura di Terranova”, dice uno dei legali di Terranova “ma qualcuno deve spiegare cosa ci facesse lì il suo braccio. Ma questo è un argomento che tratteremo in tribunale“.
    La stessa versione della Pandolfi sembra illogica – aggiunge l’avvocato – lei dice di aver detto solo fammi un paio di foto e poi lasciami in pace, e quindi Terranova riceveva disponibilità a nuove fotografie.

    E allora perché spruzzare il peperoncino alla Pandolfi e poi malmenarla? Allora saremmo nell’infermità mentale“. A sostenere l’ipotesi della difesa le ‘ammaccature’ sulla fiancata dell’auto del fotografo: “I vigili urbani hanno riscontrato tracce di ammaccatura sullo sportello di guida dell’auto – sottolinea l’avvocato Mennella - Terranova aveva infatti detto che all’inizio la Pandolfi aveva preso a calci lo sportello danneggiandolo“. “Ribadiamo - continua – che Terranova non è colpevole ma è dispiaciuto per quanto accaduto. Riferisce che nei due secondi in cui ha cercato di ripartire ha pensato che la Pandolfi si sarebbe staccata dall’auto. Ma non avendolo fatto è finita trascinata per un paio di metri. I giornali riportavano fosse stata trascinata per cento metri, ma per cento metri si muore o comunque avrebbe dovuto riportare escoriazioni su tutto il corpo“.

    Insomma il fotografo si difende addossando le responsabilità alla Pandolfi: per lui è confermato lo stato di fermo, ma ha lasciato il carcere di Regina Coeli presso cui si trovava da giovedì sera. Questa storia – ai limiti dell’assurdo – avrà ancora strascichi, non c’è dubbio.

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