Cinquanta Sfumature di… Georgie

Cinquanta Sfumature di… Georgie

Anche voi siete cresciuti guardando il cartone animato Georgie? Bene, allora sarete d'accordo con noi: altro che Cinquanta Sfumature di Grigio!

    Cinquanta Sfumature di Georgie

    In un momento in cui il mondo è turbato e particolarmente attratto dal romanzo Cinquanta Sfumature di Grigio (e seguiti col Rosso e col Nero), tanto che hanno già deciso di trarne una trilogia di film, vale la pena spendere due parole su un altro prodotto dai tratti altamente erotici che sconvolgeva i fanciulleschi pomeriggi di noi giovani nati negli anni ’80: Georgie. Perché se la seconda decade del nuovo millennio tinge le sue calde notti estive con Cinquanta sfumature di Grigio, è innegabile che poco più di vent’anni fa i nostri afosi pomeriggi estivi erano colorati da cinquanta sfumature di… Georgie.

    E’ sufficiente la trama del cartone animato tratto dal manga di Yumiko Igarashi per ricordare a tutti a cosa ci è stato concesso di assistere quando non avevamo ancora nemmeno 10 anni.

    Siamo in Australia durante la seconda metà del XIX secolo e infuria un terribile temporale. Il signor Buttman, un agricoltore del luogo, trova Georgie, una bambina ancora in fasce e decide di adottarla. Non è dello stesso parere la signora Buttman, che vede subito nel biondo fagottino di gioia una potenziale insidiatrice dei due figli quattrenni, Abel e Arthur. Nonostante le paranoie e la mancanza di fiducia del marito, la menagrama signora c’ha visto lungo: Georgie crescerà all’interno della famiglia Buttman come una figlia… di buona donna.

    La signora Buttman decide di mantenere Georgie all’oscuro del suo passato e le fa credere di essere davvero sua madre, nonostante la tratti sempre con freddezza ritenendola responsabile della morte del marito (ah già, nell’anime, diversamente dal manga, il signor Buttman muore la notte del temporale per salvare Georgie). Abel e Arthur, invece, consci del fatto che Georgie non è davvero loro sorella e soprattutto del fatto che non ci sono altre ragazze nel giro di 100 km nella campagna australiana, finiscono per innamorarsi entrambi della bionda bambina.

    Georgie da piccola

    Si susseguono puntate su puntate in cui Georgie corre felice sul prato nel suo bel mondo che pare fatato, finché a un tratto non è più bambina e si risveglia di già ragazzina. Fioriscono i seni e crescono i fianchi, così Abel, giunto all’età della pubertà, capisce di non riuscire più a resistere all’impulso dello stupro e, per evitare di ricadere in quello che agli occhi di Georgie sarebbe un incesto, si imbarca per mare. Un anno e mezzo di navigazione in compagnia di soli uomini, per qualche ragione, non sembrano placare gli impulsi sessuali del giovane, che quindi torna a casa deciso a raccontare tutto alla pseudo-sorella.

    Arthur però non ci sta! Lui è rimasto lì tutto quel tempo a lavorarsi Georgie e pensa di essere ormai prossimo a un avvicinamento. Scoppia una lite furibonda e nel tentativo di placare i due ragazzi, la madre rivela loro che Georgie è la figlia di un deportato, che aveva tentato di fuggire da un campo di prigionia con la moglie. Sconvolti i due lasciano casa.

    Nel frattempo anche Georgie ha raggiunto la pubertà e non sta certo con le mani in mano (If you know what I mean…). Dopo aver conosciuto Lowell J. Gray, il nobile nipote del governatore della città, se ne innamora. Al momento di incontrarlo in segreto, viene sorpresa dalla madre adottiva, che riversa su di lei tutto l’odio represso (non che lo reprimesse particolarmente bene, se ricordate il cartone animato…) e le racconta la verità sulle sue origini.

    Georgie e Lowell

    Georgie è sconvolta perché diventa conscia di aver dovuto aspettare un nobile straniero per dare sfogo alle sue pulsioni sessuali, quando ha sempre avuto due bruni e aitanti figlioli a petto nudo in giro per casa, quindi scappa e cade in un fiume. La salva quindi Arthur e la porta a casa dello zio Kevin. Qui la giovane scopre che Abel e Arthur sono fuggiti di casa perché innamorati di lei.

    Plot twist! Incapace di scegliere tra Abel e Arthur, Georgie decide di scappare di nuovo e lasciare addirittura l’Australia. Opinabile, tenuto conto sarebbe bastato nascondersi nelle campagne australiane. Per confondere le acque, Georgie decide di farsi chiamare Joe e parte alla ricerca di Lowell. In un turbinio di eventi, Abel parte per dire a Georgie che la ama, Arthur torna a casa giusto in tempo per assistere alla morte della madre e quindi, siccome ai tempi non c’era il telefono, si imbarca alla ricerca dei due fratelli.

    Quando i tre arrivano in Inghilterra, la storia si fa molto più sordida: Georgie si scopre figlia del conte Fritz Gerald, accusato ingiustamente di aver tramato per uccidere la regina Vittoria; Arthur si fa subito invischiare in traffici loschi e vicende di droga dal Duca di Dangering e dal di lui figlio Arwin e viene sequestrato dai due. Durante la prigionia scopre gli oscuri segreti di Dangering, tra cui il fatto che era stato lui ad attentare alla vita della regina Vittoria e non il padre di Georgie. TA-DA-DA-DAN!

    Intanto Georgie ritrova Lowell. Non l’avesse mai fatto! Dopo aver girato mezzo mondo la poverina scopre che per Lowell si è trattato solo di un’avventura estiva, dal momento che il giovane è già fidanzato con Elise, nipote… di chi? Ma del Duca Dangering, ovviamente! La scusa che il legame è stato deciso dalla famiglia non regge e Georgie lo convince a buttarsi in una fuga d’amore. Lowell non è portato per queste cose, così manco due giorni che si ammala di tubercolosi. Vedendo una possibilità di fuga dalle grinfie di Georgie, il giovane le racconta che se lo fa tornare a casa potrà sottoporsi a un’operazione che gli salverà la vita. Il piano di Lowell ha successo.

    A questo punto il cartone animato diventa tutto a un tratto buonista e prende una piega decisamente diversa da quella del fumetto. Georgie, il padre ritrovato e Abel pongono fine alla prigionia di Arthur aiutati da Maria, sorella di Arwin nonché fidanzata del ragazzo. Dopo aver rinunciato definitivamente a Lowell, Georgie decide di tornare in Australia non si sa bene a fare cosa, accompagnata da Abel e pure da Arthur, che nonostante lo sbattimento di Maria per salvargli la vita, non la ritiene degna di diventare la sua compagna per la vita.

    Abel in prigionia

    Nel manga la fuga è molto più drammatica e potrebbe essere riassunta nei seguenti punti:

    • Abel si sostituisce ad Arthur perché anche se non sono gemelli per qualche ragione si assomigliano moltissimo;
    • Arthur si dà alla fuga, ma colto da una crisi di astinenza dalle droghe vede i draghi e si butta nel Tamigi;
    • Abel scopre che è stato Arwin a drogare Arthur, quindi lo ammazza (ma per sbaglio, eh!) e viene condannato a morte.

    Il conte Fritz Gerald si mobilita per liberare Abel e nel frattempo Georgie va a fargli visita in cella. Qui, nella solitaria penombra delle galere londinesi, finalmente i due danno sfogo alle loro pulsioni più selvagge e da tempo celate.

    La giustizia del conte Gerald è lenta come quella italiana, così Abel decide di non perdere tempo a pettinare le bambole e svela i loschi piani di Dangering. Il duca non ci sta e gli spara a morte, proprio tra le braccia di Georgie. La bionda e ingrifata giovincella non ha nemmeno avuto il tempo di dirgli che il loro incontro d’amore l’ha lasciata incinta di un figlio.

    Il lieto fine

    Passano gli anni e Georgie decide di tornare in Australia a crescere suo figlio. Il bambino è identico ad Abel, dal quale prende pure il nome. Arrivata a casa Georgie trova ad aspettarla… Arthur! Tornato a casa per una botta di fortuna e disintossicato dallo zio Kevin, Arthur ha finalmente la strada spianata per concupire Georgie, conscio che comunque dovrà per sempre dividerla con un Abel.

    NOTA BENE: il 95% di quello che c’è scritto in questa trama è vero. Se così non dovesse sembrarvi, pensateci bene, perché in cuor vostro sapete che è così. Altro che Cinquanta Sfumature di Grigio

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