Cielo, Paolo Romani risponde a Sky: “Tutto falso”

Paolo Romani, Vice Ministro con delega alle comunicazioni, risponde a Sky Italia in merito al rinvio della partenza di Cielo, canale dtt del gruppo Sky

da , il

    Paolo Romani, Vice Ministro con delega alle comunicazioni, risponde a Sky Italia in merito al rinvio di Cielo, canale dtt del gruppo Sky. Per Romani, Cielo può tranquillamente iniziare le sue trasmissioni sul satellite. In merito alla trasmissione Dtt, Romani addossa le colpe a Sky che ha inviato la richiesta a trasmettere solo il 2 novembre, mentre il Ministero ha un massimo di 90 giorni per rispondere. In più, nel caso di specie, il Ministero ha deciso di chiedere lumi alla Commissione Europea, in virtù di un accordo che impedisce a Sky di sbarcare sul Dtt prima del 2011. Insomma, per Romani Sky ha voluto forzare i tempi.

    Con un lunga e articolata nota Paolo Romani risponde a Sky dopo il forzato stop all’avvio di Cielo, canale dtt targato Murdoch che avrebbe dovuto esordire oggi, 1° dicembre. In basso la lunga precisazione di Romani che in pratica afferma che la protesta di Sky è pretestuosa: in primis Cielo è abilitata a trasmettere sul satellitare, quindi le trasmissioni possono partire, visto che la necessaria autorizzazione dell’Agcom è già giunta; in secundis ribadisce che il Ministero ha tempo fino al 1° gennaio 2010 per dare una risposta, visto che la richiesta di autorizzazione è stata presentata da Sky solo il 2 novembre scorso; in terza battuta annuncia di aver sottoposto la questione alla Commissione Europea, visto che esiste un accordo datato 2003 (ai tempi della fusione Stream/Telepiù che aprì le porte a Sky) nel quale Sky si impegna a non trasmettere sul dtt fino al 2011. Tutto questo era a conoscenza di Cielo/Sky, che ha fatto finta di niente: Romani fa capire che l’intenzione era quella di creare il caso.

    Di seguito la nota completa.

    Si tiene in primo luogo a precisare che il comunicato apparso in video in data odierna al n. 129 del bouquet satellitare di Sky contiene una serie di errori formali e sostanziali su una vicenda avente valenza esclusivamente amministrativa, gestita con assoluta correttezza e trasparenza dal Ministero. In detto comunicato, riservato esclusivamente all’utenza atta alla ricezione del segnale televisivo via satellite, viene esplicitamente detto che il canale “Cielo” non può trasmettere perché privo dall’autorizzazione da parte del Ministero. L’affermazione è palesemente non veritiera in quanto il canale in questione, per espressa ammissione della stessa società Sky, è regolarmente munito della prescritta autorizzazione per la trasmissione televisiva via satellite, del cui rilascio è peraltro competente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e non il Ministero. Ciò significa che qualora l’operatore Sky avesse realmente l’intenzione di trasmettere il canale in questione, i suoi utenti potrebbero fruire tranquillamente e in qualsiasi momento della sua visione. La presa di posizione diffusa a mezzo televisivo sembra avere inoltre contenuti denigratori per l’intera amministrazione italiana, cui l’azienda, nel doveroso rispetto della legislazione nazionale vigente, si è dovuta rivolgere“.

    E questo è il primo affondo. Ma si prosegue.

    Per quanto attiene alla trasmissione di “Cielo” in chiaro sul digitale terrestre, in ordine al quale la prescritta autorizzazione è sì di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le comunicazioni, si rende noto che in data 2 novembre la società Sky Italia srl, operatore televisivo satellitare facente capo al gruppo Newscorp, ha presentato alla Direzione Generale servizi di comunicazione elettronica del Dipartimento per le comunicazioni una richiesta di autorizzazione per la diffusione in chiaro del citato programma televisivo “Cielo”, destinato alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri. Si fa peraltro presente che ai sensi dell’articolo 2, comma 9, del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica digitale, reso con delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/CONS, il Ministero è tenuto al rilascio del prescritto titolo abilitativo entro il termine di 60 giorni, peraltro estensibile di ulteriori 30 in caso di necessità istruttorie, coincidente quindi nella fattispecie con la data del 1° gennaio 2010; per trasmettere dal 1° dicembre il canale in chiaro sulla piattaforma digitale terrestre la società avrebbe pertanto potuto cautelativamente richiedere l’autorizzazione in data largamente antecedente al suo inoltro del 2 novembre“.

    Ma veniamo al punto più delicato, la questione dell’accordo sul dtt.

    Nel corso dell’istruttoria si è valutata anche la coerenza dell’ammissibilità della richiesta e della legittimità alla diffusione del canale alla luce dei vincoli enunciati dalla decisione della Commissione europea del 2 aprile 2003 con riferimento agli impegni della fusione Stream / Telepiù. In data 12 novembre il Vice Ministro con delega alle Comunicazioni, on. Paolo Romani, prima di assumere qualsiasi determinazione in merito alla richiesta autorizzazione e in coerenza con i principi di leale cooperazione tra Autorità nazionali e Istituzioni europee, ha, pertanto, chiesto un chiarimento al riguardo con una lettera inviata alla Commissaria europea alla concorrenza“.

    E qui siamo all’accusa: Sky sapeva tutto e ha volutamente cercato di creare il caso.

    Con una nota della Direzione Generale del 18 novembre, la società Sky Italia srl è stata informata della circostanza che in ordine alla richiesta di autorizzazione relativa al canale “Cielo”, erano stati ravvisati aspetti meritevoli di approfondimenti da concludersi, fatte salve le relative risultanze, entro il termine di 60 giorni prescritto per il rilascio del titolo abilitativo. A seguito delle anticipazioni a mezzo stampa che davano per imminente la trasmissione del canale (il 1° dicembre) anche sul digitale terrestre, con una lettera di cortesia del 27 novembre, gli uffici del Vice Ministro Romani hanno comunicato a Rete A, operatore di rete del multiplex digitale terrestre su cui il nuovo programma avrebbe dovuto essere diffuso, che il canale “Cielo” non poteva essere trasmesso su frequenze in digitale terrestre in pendenza del procedimento di rilascio della prescritta autorizzazione. Con analoga missiva e in pari data, comunque successiva alla citata comunicazione della Direzione Generale del 18 novembre, la situazione è stata ribadita ancora una volta alla società Sky Italia“.

    Conclusione? Per ora Cielo resta in stand-by: se tutto va bene se ne parla a gennaio 2010. Attendiamo la controriposta di Sky.