Cielo: arriva il sì dell’UE, ma il Ministero prende tempo

Cielo: arriva il sì dell’UE, ma il Ministero prende tempo

Cielo, il canale dtt targato Sky è ancora in attesa dell'autorizzazione a trasmettere da parte del Ministero delle Comunicazioni

    Cielo, il canale dtt targato Sky, è ancora in attesa dell’autorizzazione a trasmettere da parte del Ministero delle Comunicazioni. Un ritardo dovuto, stando alle spiegazioni di Paolo Romani, alla necessità di richiedere lumi alla Comunità Europea. Ma l’Ad di News Corporation Europe, Tom Mockridge, fa sapere che il parere positivo della Commissione giace da una settimana sulla scrivania del Ministero, senza che si sia sboccata la situazione. L’intenzione pare quella di arrivare fino ai limiti dei termini di legge, che potrebbero portare Cielo a debuttare il 1° gennaio.

    Cielo doveva debuttare sulla piattaforma del dtt italiano lo scorso 1° dicembre: si è reso però necessario uno slittamento – a data da destinarsi – visto che al 30 novembre non era ancora giunta alla società News Corporation Station Europe, ufficialmente ‘intestataria’ del canale visto che Sky non può comparire, il nullaosta necessario alla trasmissione da parte del Ministero delle Comunicazioni.

    L’annuncio dello slittamento fu accompagnato da un duro commento da parte del direttore di Cielo, Gary Davey, che vide in questo ritardo una precisa volontà di mettere i bastoni tra le ruote al principale competitor nel settore pay di Mediaset. A stretto giro di posta rispose il sottosegretario Paolo Romani che elencò i motivi della mancata risposta alla richiesta a trasmettere presentata da Cielo, evidenziando da una parte il ritardo con il quale Cielo aveva inviato la sua richiesta, dall’altra la necessità di un approfondimento sulla possibilità a procedere che ha coinvolto Bruxelles.

    Ma adesso Mockridge annuncia che la Commissione Europea ha risposto e che il Ministero non ha ancora provveduto a chiudere la pratica. Segnala l”anomalia’ con una lettera aperta a Romani che vi proponiamo in basso.

    Egregio Vice Ministro,
    Le scrivo in merito alla procedura di approvazione per il canale Cielo, oggetto del nostro incontro avvenuto nella mattinata di giovedì scorso (3 dicembre, n.d.r.). In quell’occasione, Lei ha detto chiaramente che su questa pratica di autorizzazione i suoi uffici attendevano soltanto la risposta da Bruxelles in merito all’interpretazione degli undertaking firmati da News Corporation in occasione della nascita di SKY Italia.
    Ci risulta, come confermato dal suo ufficio, che questa interpretazione sia giunta al Suo Ministero giovedì stesso, ovvero una settimana fa, e che la DG Competition abbia chiarito che gli undertaking non precludano a Sky Italia di operare sul DTT con un canale gratuito in chiaro, come sempre sostenuto dalla nostra azienda.
    Restiamo dunque in attesa di un vostro celere riscontro in merito a questa pratica, nell’interesse di una sana e trasparente competizione nel mercato televisivo italiano
    “.

    Immediata è giunta la risposta di Romani, che si limita ad annunciare che il Ministero, in base anche al parere dell’Unione Europea, procederà, come previsto, a concedere il rilascio dell’autorizzazione nei termini di legge. Termini che lo stesso Romani aveva individuato nel 1° gennaio 2010, visto che la richiesta di Cielo era datata 2 novembre e che il Ministero ha 60 giorni, più altri eventuali 30 in caso di necessità istruttorie, per evadere il procedimento.
    Ma Romani non manca di esprimere il suo rammarico per il ‘comportamento’ prepotente di Cielo: “Mi spiace dover sottolineare quanto reputi inappropriata la scelta di rendere pubblica una lettera inviata da Sky al Ministero nella quale, inoltre, si fa riferimento ai contenuti di una comunicazione istituzionale fra l’Unione Europea e questo ministero“. ha aggiunto Romani nella sua nota, che viene riportata nel servizio di Sky Tg24 che vi presentiamo in basso.
    Però in questo modo Cielo ha avuto un minimo di risposta.

    732