Chi l’Ha Visto? su Sarah Scazzi, Aldo Grasso difende la Sciarelli

Aldo Grasso difende Federica Sciarelli per la diretta di Chi l'Ha Visto? che ha dato alla madre di Sarah Scazzi la notizia della morte della ragazza e della colpevolezza dello zio

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    Quando la Sciarelli si premura di dire alla mamma di Sarah, Concetta Serrano, se desidera interrompere il collegamento compie un gesto di estrema delicatezza…“: così Aldo Grasso – dalle colonne del Corriere della Sera di oggi – difende Federica Sciarelli dalle accuse di ‘sciacallaggio’ piovutele addosso dopo la drammatica puntata di Chi l’Ha Visto? di mercoledì sera. Nella sua consueta rubrica, A Fil di Rete, Grasso commenta l’operato della conduttrice sostenendo di fatto l’ineluttabilità del dramma in diretta tv partendo proprio da uno degli ‘aspetti’ più controversi, la presenza in collegamento della mamma di Sarah nei momenti più concitati che hanno portato poi alla conferma dell’omicidio della ragazza da parte dello zio. E dire che per noi, invece, quello che Grasso definisce un gesto di delicatezza è stato il segno più lampante di un’ipocrisia tutta televisiva.

    La notizia della morte di Sarah Scazzi in diretta tv alla madre in collegamento con Chi l’Ha Visto? continua a dividere pubblico e critica: noi siamo stati fin da subito piuttosto severi con Federica Sciarelli, trovatasi sì a gestire una situazione decisamente ‘irrituale’ e drammatica, ma che a nostro avviso ha concesso ‘troppo’ all’ansia da scoop, da esclusiva, decidendo di rimettere alla madre di Sarah, Concetta Serrano, e al suo avvocato la decisione di interrompere quel collegamento che si faceva sempre più surreale proprio dalla casa di colui che, minuto dopo minuto, si configurava non solo come l’assassino della ragazza, ma anche come mostruoso depistatore della verità sul suo destino.

    Aldo Grasso, invece, si ritrova a comprendere e difendere l’operato della Sciarelli: è indubbio, come scrive Grasso sul Corriere della Sera di oggi, che “sul piano mediatico era quella la notizia che ogni programma, dei tanti che si sono occupati del caso, avrebbe voluto dare“. E’ altresì vero che “poteva capitare a una delle tv locali che in Puglia hanno seguito ossessivamente la vicenda – scrive ancora Grasso – poteva capitare a Porta a porta, con l’inevitabile commento a caldo di qualche criminologo; poteva capitare, ed è capitato, a Chi l’ha visto?, la trasmissione più titolata a seguire la scomparsa della ragazza, la trasmissione che una settimana fa aveva mandato in onda le lacrime dello zio, Michele Misseri, disperato perché aveva trovato i resti del telefonino di Sarah“. Una conclusione mediaticamente ‘naturale’, vista la natura del programma e la sua capacità di non mollare la presa, di mantenere alta l’attenzione su cold case che hanno ritrovato una pista investigativa grazie alla capacità della redazione di continuare a indagare anche quando ormai tutto sembrava già detto (e i casi Claps e Orlandi ne sono la prova più evidente). Ma questa volta l’attualità ha giocato un ‘brutto scherzo’.

    Con le telecamere ormai accese 24 ore su 24, in una società organizzata attorno ai media, nella piena consapevolezza che ormai gli strumenti multimediali rappresentano il nuovo ambiente in cui viviamo, è inutile chiedersi se questo strazio collettivo in diretta andasse fermato o no. Da tempo viviamo nel post-Vermicino” scrive ancora Grasso: e a noi, per un momento, durante quella straziante e assurda diretta di mercoledì, ci è sembrato di nuovo di essere davanti al pozzo di Alfredino. “Quando la Sciarelli si premura di dire alla mamma di Sarah, Concetta Serrano, se desidera interrompere il collegamento compie un gesto di estrema delicatezza, ma manda, contemporaneamente, un’indicazione linguistica: questo non è un reality, questa è tv verità. Il fatto è che la verità non sembra mai vera, si vorrebbe dire di no alla verità dell’apparenza, spegnendo le telecamere, nella speranza che ci sia una verità diversa dell’essere” chiosa Grasso.

    Peccato, però, che le varie ‘proposte’ di interruzione del collegamento avanzate dalla Sciarelli siano suonate essenzialmente pro-forma, rivolte a dei protagonisti (avvocato compreso) basiti da quel che stava succedendo e in balia di informazioni parziali e incomplete, frutto anche della comprensibile impossibilità da parte degli inquirenti di rilasciare una qualsivoglia informazione definitiva. L’interrogatorio a Michele Messeri, lo zio di Sarah, non si era ancora concluso, solo interrotto per permettere ai carabinieri di fare le prime verifiche sulle indicazioni fornite circa il nascondiglio nel quale era stato fatto sparire il corpo di Sarah, morta il 26 agosto scorso. Anzi, quando la madre di Sarah, ha finalmente raccolto la proposta della Sciarelli dicendo con un fil di voce: “Beh, sì forse è meglio interrompere…“, la conduttrice non ha colto al volo l’opportunità, lasciando scorrere il programma ancora per qualche minuto e deponendo le armi solo quando l’avvocato ha chiesto di andar via con la signora Concetta. E in realtà il collegamento non si è interrotto, visto che l’inviata è rimasta a casa Messeri (situazione ancora più pardaossale) mentre l’audio raccoglieva in sottofondo il pianto disperato di Sabrina, la cugina di Sarah, di cui la Sciarelli avrebbe voluto raccogliere le sensazioni a caldo. “Chiedile se vuole parlare, se magari c’è qualcosa che non aveva detto prima…” dice la Sciarelli all’inviata. Beh, non ci sembra proprio un gesto di delicatezza… Ci sorge un dubbio, però: se a gestire in questo modo la diretta ci fosse stata Barbara d’Urso, la reazione di alcuni critici sarebbe stata la stessa?