Chi l’ha Visto? ed Emanuela Orlandi: lo spirito della tv-verità

Chi l’ha Visto? ed Emanuela Orlandi: lo spirito della tv-verità

A 26 anni dal rapimento di Emanuela Orlandi è stato identificato 'Mario', il telefonista che contattò la famiglia pochi giorni dopo la comparsa della 15enne, figlia di un commesso del Vaticano

    A 26 anni dal rapimento di Emanuela Orlandi è stato identificato ‘Mario’, il telefonista che contattò la famiglia pochi giorni dopo la comparsa della 15enne, figlia di un commesso del Vaticano. Dal 2004 Chi l’Ha Visto? si è occupata costantemente del caso, portando a una riapertura delle indagini: ora i primi frutti.

    Chi l’Ha Visto?, gloriosa trasmissione della RaiTre dell’era Bernabei, ha visto la luce nel 1989 insieme ad altre trasmissioni che inaugurarono il filone della cosidetta Tv-Verità: storie di gente comune che arrivavano agli onori della tv spesso legate a vicende processuali o di cronaca, ma fu una prima breccia verso una tv che dava spazio alla società italiana.
    Si parla spesso della tv-verità come della scintilla che ha poi portato al dominio dei reality show, ma in questi anni proprio Chi l’ha Visto? sta mostrando la sua vera natura, dove ‘verità’ non equivale a ‘realtà/reality’ legata all’hic et nunc e declinata nelle forme dell’intrattenimento, bensì riscopre il suo valore di ricerca, di tensione alla scoperta del nascosto, del taciuto, del mistero. Mistero non coltivato crociolandosi nell’inspiegabile (si vedano i vari Voyager, Mistero et similia), né nella versione ‘documentaristico-spettacolare’ di Blu Notte, bensì affrontato nel suo svolgersi, nel suo passare dall’ombra alla luce.

    Chi l’ha Visto? ha ormai da tempo vissuto una commistione di genere: non più solo segnalazioni di persone scomparse, ma riscostruzione di vicende storiche, legate ad esempio agli eccidi della seconda guerra mondiale, e soprattutto riapertura di file dimenticati della nostra storia recente, in una sorta di storyline alla Cold Case che però non lascia gran spazio alle strategie d’indagine alla CSI, per intenderci, e dove predomina il vecchio modello dell’investigazione, ovvero la ricerca dei collegamenti tra fatti lontani, la tessutura di fili ‘narrativi’ fatta di mezze ammissioni, confessioni choc, telefonate anonime, ritagli di giornale, ricerche biografiche e via così.

    Una scuola investigativa che risale, televisivamente, ad un altro programma della RaiTre di Bernabei, Telefono Giallo, condotto da Corrado Augias tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 e di cui Chi l’Ha Visto? ha raccolto l’eredità. Memorabile in quell’esperienza una puntata dedicata alla strage di Ustica, che vide una telefonata anonima destinata a rompere il muro di gomma che ha circandato per anni quel caso. La riascoltiamo in basso.



    Chi l’Ha Visto? ha fatto tesoro di quell’esperienza e ha messo a frutto la sua struttura seriale, la costanza del suo appuntamento settimanale, per tornare con insistenza e senza mollare l’osso sui casi più oscuri della nostra storia legati alla sparizione di persone: dal piccolo Domenico Nicitra a Denise Pipitone, passando per Angela Celentano, tutti casi irrisolti che però sembrano lentamente procedere grazie ai continui appelli e alla progressiva rottura dell’omertà.

    Di certo la recente spinta alle indagini sul caso Orlandi, apertosi nel giugno del 1983 con la sparizione della 15enne tra le vie di Roma, l’ha data la comparsa di una supertestimone, Sabrina Minardi, per anni compagna di Renatino, alias Enrico De Pedis, uno dei capi della Banda della Magliana che fu chiamato in causa direttamente da una voce anonima che telefonò in trasmissione nel 2005 e che spinse a rivedere tutto il caso, per molti anni orientato verso la cosiddetta pista turca, che coinvolgeva i Lupi Grigi di Alì Agca, l’uomo che sparò nel giugno del 1981 a Giovanni Paolo II. Durante le prime settimane del sequestro, infatti, si chiese uno scambio tra la ragazza e Agca, detenuto per quell’attentato. Ma il caso Orlandi è stato collegato anche all’omicidio di Roberto Calvi. Risentiamo in basso la telefonata anonima che chiama in causa il defunto De Pedis.



    Tra pentiti della Banda e la Minardi, poco attendibile all’inizio per gli inquirenti e ora presa in maggiorne considerazione, il legame tra la Banda della Magliana, tornata mediaticamente in ‘auge’ grazie a Romanzo Criminale di De Cataldo e alle trasposizioni cinematografiche e tv, ed Emanuela Orlandi appare adesso una consistente pista investigativa: merito certo di quanti hanno iniziato a parlare (anche se fin troppo tardi) e soprattutto di chi è tornato ad occuparsi del caso, costringendo di fatto la procura a riaprire il caso di fronte a dichiarazioni inedite, a confessioni mai verbalizzate prima.
    Rivediamo in basso un estratto della prima intervista a Sabrina Minardi fatta proprio da Chi l’Ha Visto? nel 2006, prima che la donna entrasse nell’inchiesta come supertestimone lo scorso anno.



    Del resto proprio grazie alla mediazione di Chi l’Ha Visto? si risolse uno dei casi più misteriosi di scomparsa, quello della Famiglia Carretta: l’unico supersite, Ferdinando Carretta, raggiunto dai redattori della trasmissione, scelse proprio la tv per confessare il delitto dei genitori e del fratello, commesso dieci anni prima. In basso il video, ripreso dalla trasmissione Linea d’Ombra.



    Vi riproponiamo alcuni spezzoni di una delle tante puntate dedicate al caso Orlandi, che risale al luglio 2008, sui sppralluoghi fatti nel palazzo dove la Minardi ha collocato la prigione di Emanuela. Noi non possiamo che fare i nostri complimenti a tutti i redattori, augurandoci che continuino così: l’audience, seppur ottima ma lontana da cifre da prima pagina, non è tutto. In prima pagina ci si arriva anche con il lavoro costante, con la dedizione e con la stima di investigatori, critica e pubblico. Ed è meglio.








    Che il biondino fosse quello che era stato visto con lei?



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