Chef Rubio, da Unti e Bisunti a I Re della Griglia: la star di DMAX si racconta [Intervista]

Chef Rubio, da Unti e Bisunti a I Re della Griglia: la star di DMAX si racconta [Intervista]

Intervista a Chef Rubio, conduttore su DMAX di Unti e Bisunti e I Re della Griglia, in onda il lunedì sera sul canale 52 del digitale terrestre

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    Gabriele Rubini alias Chef Rubio è la star di DMAX: dopo aver collezionato successi con Unti e Bisunti 1 e 2, la rete ha ben pensato di coinvolgerlo ne I Re della Griglia, programma nuovo di zecca, in onda da tre settimane nella prima serata del lunedì sul canale 52 del digitale terrestre e 136 di Sky; inoltre, ha appena partecipato nelle vesti di ‘guest star’ alla finale di Pechino Express 2014. Lo abbiamo incontrato per fare il punto sul mondo del barbecue e della cucina in TV, ma, soprattutto, per conoscere la risposta alla annosa domanda: la carbonara si fa con il guanciale o con la pancetta? La risposta dopo il salto!

    Ne I Re della Griglia racconti una famosa abitudine, il barbecue, non prettamente italiana e non ancora sdoganata in TV.

    Il format de I Re della Griglia è svedese. Essendo in esclusiva con Discovery e facendo parte di questa grande famiglia, mi è stato chiesto di far parte di questo progetto. All’inizio ero un po’ titubante, ma mi è stato modo di partecipare alla costruzione del format, di condividere le scelte che hanno determinato la squadra, il concetto, il tipo di comunicazione in totale armonia con la produzione, e ho deciso di partecipare a questo progetto. Non era auspicato che nel 2014, dopo Unti e Bisunti, tornassi con un altro programma, però, visto che faccio tutto in primis per me stesso, per imparare e ho avuto la possibilità di fare una full immersion nel mondo del barbecue, è stata un’occasione di arricchirmi culturalmente; l’ho presa più come un piacere personale e mi fa piacere condividerlo.


    Con Unti e Bisunti hai introdotto nuova chiave di racconto. Com’è nata l’idea?

    Sono contento di aver sdoganato la figura del cuoco e, soprattutto, di aver dato il giusto valore a ciò che si ingerisce: anche se è solo un nutrimento, lo si deve esaltare alla massima potenza, soprattutto se ha un significato pregno di storia e di cultura.

    Il successo di Unti e Bisunti è arrivato all’improvviso o te lo aspettavi?

    Non faccio le cose per vedere che impressione facciano sugli altri. Il primo step, ripeto, è per me: l’ho fatto anche per raccontarmi, perché si vede che, se questo è un motivo per cui sono su questa terra, fare da mediatore, da ponte, fra una cosa e un’altra e metterla a disposizione, ben venga. Se faccio qualcosa, la faccio al 100%: ero sicuro che sarebbe andato bene, ma non ero interessato ai numeri, quelli sono arrivati dopo, con l’ottimo lavoro del programma e del canale, che l’ha spinto in maniera importante; non era auspicato che ottenesse tutto questo successo perché non avevo mai fatto parte di questo mondo; sicuramente ero convinto che sarebbe stato una bomba perché me ne ero accorto già mentre giravamo.

    Hai applicato il concetto di ‘finger food’, nel vero senso della parola: mangi rigorosamente senza posate.

    Quello lo faccio quotidianamente: mettere le mani nel piatto è primitivo, ma molto più intimo, ovviamente nella giusta situazione; non vado a casa degli altri e metto le mani nei piatti! Mi capita di frequentare anche ristoranti di colleghi e amici, che sono la massima espressione della cucina italiana, e so come comportarmi: ogni situazione ha il giusto impiego e la giusta attrezatura; per strada mangiare con le mani è l’unica, i benpensanti possono anche dirmi il contrario, ma mi troveranno sempre in disaccordo.

    Hai fatto un’incursione nella finale di Pechino Express 2014: com’è andata?

    Sono stato contattato e la cosa mi ha lusingato moltissimo. Con il benestare di DMAX abbiamo trovato la soluzione di ‘piccola invasione’, una specie di crossover; quelli di Pechino mi hanno chiesto di fare qualcosa che potesse essere una sorta si sfida per un posto in cui c’è tanto riso e abbiamo optato per il supplì, omaggiando un piatto che neanche in Italia si conosce tanto bene.

    Da siciliana ti chiedo: meglio i supplì o gli arancini?

    Non c’è meglio o peggio. Se vai a Roma non ha senso mangiare gli arancini e se vai a Palermo o Catania non ha senso mangiare un supplì.

    Un’eventuale proposta per Pechino Express 4 ti potrebbe stuzzicare?

    Credo che a chiunque dicessero di andare gratis, viaggiando, in giro per il mondo, senza dover pensare ad altro che all’avventura, risponderebbe sì. Mi piacerebbe molto, poi, dall’interesse alla situazione reale delle cose, ce ne vuole! Sarebbe molto lusinghiero e sarebbe un’altra chiave di viaggio: di solito viaggio da solo, in anonimato, o meglio, prima lo potevo fare, adesso un po’ meno, però viaggiare all’estero con le telecamere al seguito è tutt’altra cosa, sicuramente stimolante; in ogni caso, bisognerebbe trovare tutte le condizioni giuste per rispettare gli impegni presi in precedenza.

    In TV proliferano i programmi culinari: rischiamo di fare una grande abbuffata di cibo o siamo, invece, all’inizio di una nuova era televisiva?

    Purtroppo ci saranno sempre più programmi sul cibo, che non faranno altro che far sognare le persone a casa e farle agire sempre meno. L’abbuffata, però, non ci sarà perché ci sarà una selezione naturale e credo che sarà il popolo stesso da casa a decidere cosa sarà degno di nota e cosa meno; quindi, man mano che andremo avanti, chi parlerà di cibo lo dovrà fare in maniera consapevole e soprattutto costruttiva, non diminuirà la qualità, ma diminuirà la quantita: c’è troppa roba di poco spessore e a me le cose di poco spessore non interessano, spero che siano di questo avviso anche i telespettatori.

    Aiutaci a chiarire un dubbio atroce: la carbonara si fa col guanciale o con la pancetta?

    La leggenda vuole che la carbonara sia nata intorno alla fine della seconda guerra mondiale con gli americani che, andando a liberare Napoli e portando le uova liofilizzate e il bacon, si siano fatti portavoce di un piatto che, fino ad allora, non era conosciuto; poi, cosa ci sia di vero in questa storia e in quella del guanciale e della pancetta, solamente chi era presente all’epoca lo può sapere. Se dobbiamo scegliere per qualcosa con un po’ più di cibo, il guanciale ha più grasso e non è il massimo perché per il contrasto con la morbidezza dell’uovo ci vorrebbe qualcosa di più saporito e ricco, quindi direi di scegliere la pancetta, anche se dovremmo chiedere agli storici.

    Al di là delle origini storiche, secondo me la carbonara è più buona con la pancetta, ma c’è chi la pensa diversamente.

    Hai ragione tu: meglio la pancetta!

    Dopo I Re della Griglia, continuerai con programmi culinari o ci sono altre proposte in ballo?

    Ci sono dei progetti in ballo, che sono a livello embrionale, di scrittura, di format che non hanno il cibo come elemento principale, però, ripeto, sono cose a livello embrionale. Per quanto riguarda le proposte del canale o di terzi che mi possano vedere chiamato in causa in altre situazioni, non mi dispiacerebbe; qualora mi ritenessi in grado di sostenere una conversazione o, comunque, di poter raccontare contenuti di quel tipo, se ne potrebbe parlare; qualsiasi cosa che può essere nelle mie corde non fa che attrarmi.

    Sei un duro dal cuore tenero?

    Sembro un duro? Ma se vengono bambini di due anni a fare le foto! Provengo da un retaggio metal, i metallari fanno tutti i duri e poi suonano le migliori ballate romantiche. Non mi ritengo assolutamente un duro, non ho la faccia da duro, magari fingo di avere un aspetto un po’ più cattivo per autodifesa, ma non lo sono.

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