Checco Zalone si scusa per la parodia di Misseri. Ma lo show non convince

Checco Zalone si scusa per la parodia di Misseri. Ma lo show non convince

Checco Zalone chiede scusa via Facebook per la parodia di Michele Misseri

    Checco Zalone FB Misseri

    Non è piaciuta la parodia di Michele Misseri propota da Checco Zalone nella prima puntata del suo Resto Umile World Show, andata in onda ieri su Canale 5: era bastato l’annuncio per suscitare le prime polemiche, ma si attendeva lo sketch prima di entrare definitivamente nel merito della questione. Misseri viene introdotto come un ospite comune delle tante trasmissioni dedicate alla cucina che imperversano nella nostra tv e in effetti l’intenzione di Checco Zalone (o meglio di Luca Medici) era quella di puntare il dito sulle tendenze della tv di oggi, incentrata sulle ricette e sui delitti efferati (meglio se raccontati direttamente dai presunti, o condannati, colpevoli). Travolto dalle critiche, Checco ha chiesto ufficialmente scusa dalla sua pagina di Facebook, anche se (tra le righe) se la prende con chi ‘non ha compreso l’perbole‘ e con la piattezza del pubblico tv (‘Non vale la pena essere così provocatorio‘).

    Lo diciamo subito, a scanso di equivoci: la parodia di Misseri fatta da Zalone era perfetta. Imitazione convincente e ingredienti narrativi decisamente centrati (Cosa fa nella vita?, chiede Bisio, Lo zio, in tv faccio i picchi di share, risponde Zalone/Misseri; Qual è la sua specialità?, Piagnucolare..) in un contesto ‘straniante’ come quello di una rubrica di cucina con tanto di colonna sonora di Cotto e Mangiato in sottofondo.
    Che Checco abbia deciso di incarnare i difetti della nostra tv – facendolo peraltro proprio su Canale 5 che in poche settimane ha visto ospiti di Matrix Omar Favaro da Novi Ligure e Michele Misseri da Avetrana – coniugando i trend delle ultime stagioni in un unico sketch, secondo noi rende omaggio alla sua capacità di fotografare la realtà, rendendola ancor più ‘sferzante’ con il filtro della distorsione.

    Checco Zalone misseri

    Per introdurre la parodia di Michele Misseri, inserito nella prima puntata di Resto Umile World Show come Michele dalla Puglia, ospite di un programma di cucina, Checco Zalone si è affidato a Claudio Bisio, spalla necessaria per far emergere davvero le potenzialità comiche del ‘truzzo’ pugliese. Ma a molti la parodia non è piaciuta o meglio, a prescindere, non è piaciuto che si facesse ‘comicità’ sul delitto di Avetrana. E così Luca Medici chiede scusa via Facebook, con un lieve accento polemico rivolto un po’ ai critici fermi su posizioni precostituite un po’ su un pubblico poco disposto a ‘sospendere l’incredulità’. Scusa, insomma, che sembrano nascere più per le pressioni della dirigenza del Biscione che da una volonta personale: e se fosse davvero così lo comprenderemmo.

    Le nostre riserve, invece, sono tutte per un programma che non è mai decollato davvero: sarà per lo studio, costruito con una lunga passerella a dividere due ali di pubblico, sarà per le luci (tutte sui toni del blu), sarà per il total black sfoggiato da Zalone, sarà per il suo rivolgersi ai vertici Mediaset schierati in prima fila e per quel suo ‘dialogo’ telefonico con PierSilvio, ma a noi lo show ha dato l’impressione del deja-vù – come scritto anche questa mattina commetando i dati di ascolto. Il tutto ci è apparso troppo simile allo show di Fiorello, con tutti i limiti derivanti dal fatto che Checco Zalone in un one man show non convince: telefonate le battute con Youma, primadonna della serata, prevedibile lo sketch con Kekko dei Modà, insomma tutto già visto, e non solo su RaiUno nelle ultime settimane.


    Inevitabile, quindi, il paragone con Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend: del resto se si promuove lo show di Zalone come la ‘risposta di Canale 5 a Fiorello’, il confronto non può che scattare in automatico (studio e luci a parte, e non sappiamo come sia stato costruito scenograficamente il tour teatrale di Zalone). Fatto sta che mentre il web si divide sull’opportunità di mettere a confronto Zalone e Fiorello (due mondi artistici in sé assolutamente diversi e siamo d’accordo, ma televisivamente giocati entrambi sul piano dell’evento di intrattenimento), concordiamo con quanto scritto da Stefano Mannucci su Il Tempo quando dice che Zalone ha avuto la sventura di infilarsi nei palinsesti nel periodo in cui imperversa il più grande spettacolo del Terzo Millennio.

    Ribadiamo, però, che la debolezza dello show di Zalone sta nell’averlo reso il protagonista di un one man show televisivo: non a caso ha ‘dovuto’ chiamare l’affidabile spalla di Zelig, Claudio Bisio, per costruire il momento clou della sua prima puntata. Zalone forse non è adatto a questo genere di spettacoli tv (il teatro è un’altra storia…), non sempre i comici in prima serata riescono a ‘rendersi’ giustizia.
    In merito, poi, alle critiche sull’opportunità di far ‘ridere’ con Misseri, beh è decisamente peggio, a nostro avviso, trasformare il delitto di Avetrana – o qualsiasi altro omicidio – in una soap opera da prima serata. Nasce da qui la provocazione di Checco Zalone e ci stupisce che sia stato ‘crocifisso’ per questo. In tutto questo una domanda nasce spontanea: ma se fosse stato Fiorello a scambiarsi con Baldini le stesse battute ci sarebbe stata la stessa reazione?

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàChecco Zalone

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