Checco Zalone batte davvero Benigni?

Alcuni retroscena su Che Bella Giornata, il secondo film di Checco Zalone, celebrato come il maggior incasso del cinema italiano

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    Che Bella Giornata, il secondo film di Checco Zalone – prodotto dalla Taodue e diretto da Gennaro Nunziante – uscito lo scorso 5 gennaio, continua a mietere successi: dopo aver fatto registrare i migliori incassi nelle prime 48 ore di proiezione (battendo kolossal come Avatar ed Harry Potter) adesso viene celebrato come il miglior incasso di tutti i tempi nella storia del cinema italiano, con 31.479.000 € in 12 giorni, il che lo porterebbe a superare anche La Vita è Bella, triplo premio Oscar nel 1997. Ma mentre Sorrisi pubblica alcune curiosità sul film, alcuni esperti contestano il record sbandierato dalla stampa: i dati del 2011 e del 1997 non sarebbero paragonabili.

    Partiamo dai dati diffusi in questi giorni: la seconda opera di Checco Zalone, ovvero di Luca Medici, Che Bella Giornata, nelle sale dal 5 gennaio scorso, avrebbe raccolto nei primi 12 giorni di programmazione ben 31.479.000 €, cifra superiore a quella raccolta nel 1997 da La Vita è Bella di Roberto Benigni (fermo a € 31.231.984), che quindi si piazzerebbe al secondo posto con alle spalle un altro film comico più che recente, Benvenuti al Sud (2010), con Claudio Bisio e Alessandro Siani, che nelle feste natalizie ha totalizzato 29,8 milioni di euro. La tv, anzi verrebbe da precisare Canale 5, espugna il box office piazzando sul podio ben due dei personaggi comici più amati del Biscione.

    Ma la situazione non sarebbe proprio questa: a sollevare dubbi sull’omogeneità dei dati d’incasso ci pensa un blog di cinema che sottolinea come i 14 anni trascorsi da La Vita è Bella influenzino la ‘reale’ percezione del fenomeno Zalone.

    I dati cui si fa riferimento sono quelli di Cinetel, spiega il blog, che monitora gli incassi le sale italiane: il punto è che nel 1997 i dati Cinetel coprivano meno del 70% delle sale italiane, mentre nel 2011 il monitoraggio copre circa l’85-90% delle sale. Se poi si guarda alle presenze, il dato Cinetel parla di 5,7 milioni di presenze per Benigni a fronte degli attuali 4,8 milioni di Zalone. Il dato d’incasso, poi, dovrebbe tener conto del passaggio all’euro: nel 1997 un biglietto cinematografico si aggirava in media sui 5,45 €, mentre oggi la media (a nostro avviso al ribasso) è sui 6,50 €.

    Se poi si considerano i dati Siae, che rilevano tutti i biglietti venduti nei vari cinema d’Italia, Roberto Benigni avrebbe guadagnato 47 milioni di euro, mentre per Zalone il dato, ovviamente, non è ancora completo: se va avanti così, però, Che Bella Giornata non avrà problemi a superare La Vita è Bella anche sugli incassi reali. Insomma, è indubbio che Zalone potrà festeggiare il record di film più visto d’Italia, ma forse ora è un po’ prematuro.

    Intanto Zalone si gode giustamente il suo successo, indiscutibile al di là dei record: “Gli incassi di questi due giorni mi inorgogliscono ma la vera felicità è per Valsecchi e Pier Silvio Berlusconi: che bello aiutare gli indigenti” aveva detto Zalone alla notizia che in soli due giorni aveva superato gli incassi di Avatar ed Harry Potter. E Tv Sorrisi e Canzoni rivela alcuni retroscena del film: sarebbe dovuto durare mezz’ora in più, ma sono stati ampiamente tagliati il primo dialogo tra Checco e il Vescovo Tullio Solenghi e tutta una storyline sul parroco Don Bruno che andava in pensione e lasciava a Checco il compito di riparare l’orologio seicentesco della chiesa, che ricompariva sul campanile con quadrante digitale. La scena, però, sarà inserita del Dvd.

    Gli amanti dei backstage apprezzeranno anche altre chicche: la ragazza che canta con Caparezza Non Amarmi al battesimo del nipote di Checco è Mariangela, la fidanzata di Zalone; a cantare dovevano esserci gli Afterhours, ma sopravvenuti impegni hanno reso impossibile la loro partecipazione; infine il quadro con l’estasi di Santa Teresa (“Però, si drocava!!”) che Checco Zalone prende in prestito al Museo del Duomo per fare un favore a Farah è stato commissionato al pittore pugliese Rino Sgarra.

    Per il resto aspettiamo che Checco Zalone batta tutti i record e si lasci alle spalle tutti i dubbi: ce la farà.