Sformat di Mariano Sabatini – Che spettacolo, se fosse Daverio a condurre i Menù di Benedetta!?

Sformat di Mariano Sabatini – Che spettacolo, se fosse Daverio a condurre i Menù di Benedetta!?

    Philippe Daverio e Benedetta Parodi

    Non c’è pace in cucina. Soprattutto in quella di Benedetta Parodi, l’unica sopravvissuta delle sorelle alessandrine, transfughe da Mediaset, nei palinsesti di La7. Non tanto per i risultati d’ascolto, quanto per gli impegni con gli inserzionisti pubblicitari, che si affollano a piazzare i loro marchi da quelle parti, in una sorta di profittevole product management per casalinghe disperate e no. Ora I menù di Benedetta, dalla cui visione possono trovare giovamento anche i cucinieri più imbranati (per la serie, davvero, se ci riesce la stonatissima e buffa Benedetta…), è piazzato sia in prima emissione che in replica prima del TgLa7 delle 20 e delle 13:30. Il piacere della gola che precede il dovere dell’informazione, di questi tempi più che mai indigesto.

    Le evoluzioni e involuzioni del format in questione dimostrano come, per voler far meglio e di più, si rovina quello che si era conquistato. Al passaggio su La7 (da Cotto e mangiato su Italia 1), la Parodina aveva finalmente una cucina ampia, attrezzata, eppure intima. Alla seconda stagione hanno voluto esagerare, nuova scenografia e postazioni per una manciata di pubblico plaudente, alla maniera della Prova del cuoco. Si è perduta, così, quella dimensione due camere e cucinino che ispirava tanta simpatia. Oltretutto non si capisce neppure bene perché ogni tanto da quelle parti arrivino marito e figlie. È uno studio tv o casa di Benedetta?

    Ieri è apparso, invece, il critico d’arte Philippe Daverio, così mitteleuropeo e avvolto in variopinti tessuti chic, così fuori tempo eppure a suo agio in ogni situazione.

    Persino ai fornelli, dove è stato in grado di allestire una succulenta omelette al prosciutto, dando al contempo nozioni pittoriche e di storia della patata. “In cucina la bassa quantità è sempre frustrante”, se n’è uscito, riferendosi alle porzioni e non alla taglia della conduttrice. Una che dovrebbe, per l’entusiasmo che simula dinanzi alle varie pietanze, pesare 70 chili e ne farà sì e no 45. Vuoi mettere, Daverio!? Rubizzo, tondeggiante, onniscente… ha fatto una lezione sul grasso d’oca, amatissimo – abbiamo appreso – in tutta l’Europa dell’est, che i fighetti di MasterChef se la sognano. Sarebbe perfetto per i Menù di Philippe. Ed è… buonissimo! La frasetta di chiusura di Benedetta, altra perdita del vecchio format.

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