Che Dio ci Aiuti: dopo Don Matteo, RaiUno punta su Suor Angela

Che Dio ci Aiuti: dopo Don Matteo, RaiUno punta su Suor Angela

Parte questa sera Che Dio Ci Aiuti, un classico poliziesco all'italiana con Elena Sofia Ricci e Massimo Poggio

da in Fiction italiane, Rai 1, Elena-Sofia-Ricci
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    Ora che Don Matteo si gode il meritato riposo dopo l’ennesima stagione di successi, RaiUno continua il filone dei ‘religiosi detective’ con le avventure di Suor Angela, protagonista di Che Dio Ci Aiuti, serie prodotta dalla Lux Vide composta da 16 puntate da 50′ proposte in otto appuntamenti. Si parte questa sera con le prime due ‘indagini’ che vedono Suor Angela, interpretata da Elena Sofia Ricci, alle prese con i casi dell’Ispettore Marco Ferrari, che ha il volto di Massimo Poggio. Nel cast anche Serena Rossi (Giulia), Miriam Dalmazio (Margherita), Francesca Chillemi (Azzurra) e Valeria Fabrizi (Suor Costanza), mentre la regia è affidata a una ‘vecchia conoscenza’ della Ricci, ovvero Francesco Vicario, già a I Cesaroni.

    Per un prete che va, arriva una suora: il Don Matteo di Terence Hill passa il testimone alla Suor Angela di Elena Sofia Ricci che da stasera e per i prossimi 7 giovedì indagherà con il giovane ispettore di polizia Marco Ferrari (Massimo Poggio) sui delitti che agitano Modena, cittadina che ospita il ‘tranquillo’ convento delle suorine detective.

    Con un occhio al modello di Un Ciclone in Convento e con un altro alla freschezza dei dialoghi di Tutti Pazzi per Amore (da cui proviene la Elena Bucaccio, che supervisiona le sceneggiature), Che Dio Ci Aiuti si propone come una serie leggera, di stampo investigativo con una certa attenzione ai temi ‘sociali’.
    A far da leit motiv ai casi di puntata, infatti, c’è un convitto, con tanto di bar, dove convergono persone bisognose di un conforto e di un aiuto. Il piccolo convento degli Angeli Custodi di Modena, con le sue cinque suorine, rischiava la chiusura e così lo spunto imprenditoriale di Suor Angela lo trasforma in un luogo di ritrovo che offre ottimi spunti per ‘indagare’ anche in storie di marginalità, in cui si muovono anche i ‘piccoli’ delitti su cui Suor Angela si trova a investigare.

    Se, per stessa ammissione degli sceneggiatori, Suor Angela nasce come un Don Matteo con il velo, è anche vero che il protagonismo femminile permette di creare una continuing story che punta sulla ‘maternità’ surrogata della suora, che si ritrova a far da mamma a tre ragazze ospitate nel convitto e a fare i conti con una vera e propria ‘famigliona’ allargata. A movimentare la vita tutta preghiera della protagonista, infatti, arrivano Margherita (Miriam Dalmazio), appassionata di cadaveri con l’inguenità di una Alice nel Paese delle Meraviglie, Azzurra (Francesca Chillemi), bella e viziata che cerca solo l’approvazione del padre, e Giulia (Serena Rossi), talento informatico e ragazza-madre, che vive per la sua Cecilia e accetta il lavoro di barista presso il convento.

    A queste ‘quattro piccole donne’ si aggiunge poi i giovane e talentuoso ispettore Marco Ferrari (Massimo Poggio): brillante sul lavoro quanto ‘impedito’ nei rapporti umani, Marco ha però commesso un grave errore che lo fa ‘retrocedere’ in provincia. Ed è indagando su un omicidio che arriva al Convento di Suor Angela.

    Tanto pignolo lui, quanto anarchica lei: lo scontro è inevitabile.
    Ma a saldare la loro complicità ci si mette di mezzo un segreto: come la Deloris di Sister Act, anche Suor Angela ha un passato da galeotta. Già fidanzata con un criminale, ha trascorso un po’ di tempo in prigione, dove ha trovato Dio. E a un certo punto Angela capisce di essere legata a doppio filo a questo ragazzo: il padre di Marco è morto durante una rapina nella quale Angela faceva il palo. Il senso di colpa la attanaglia, si sente responsabile anche di quel suo modo di chiudersi in se stesso e decide quindi di aiutarlo a uscire dal suo guscio: l’unico modo per ‘entrare in contatto’ con lui è quello di dargli una mano nelle sue indagini e così si ‘presta’ a far da investigatrice. Dal canto suo Marco dovrà imparare a fidersi degli altri e ad uscire dalla propria ‘solitudine’.

    Il fine e le motivazioni di suor Angela, quindi, sono molto diverse da quelle di Don Matteo, il che dà un’aura più umana, più sentimentale, decisamente più femminile all’intera serie. Giallo e ‘rosa’ si mescolano, in una perfetta sintesi da poliziesco all’italiana, sul modello de l’indimenticato Maresciallo Rocca. L’obiettivo è far trionfare l’amore, più che catturare malviventi. Insomma, RaiUno punta sui buoni sentimenti, sempre e comunque, soprattutto a ridosso delle Feste.

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