Charlie Sheen ricoverato, rischia il licenziamento da Due Uomini e mezzo?

Charlie Sheen, protagonista della sitcom CBS “Due uomini e Mezzo”, è entrato in clinica per disintossicarsi; la produzione della serie è stata fermata, ma Sheen rischia una revisione del contratto e, nella peggiore delle ipotesi, il licenziamento

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    Come vi abbiamo già detto ieri Charlie Sheen, protagonista della sitcom CBS “Due uomini e Mezzo”, è entrato in clinica per disintossicarsi: secondo la sua addetta stampa, Stan Rosenfield, questa sarebbe una ‘‘misura preventiva per allontanarlo dai vizi in un periodo particolarmente stressante” che, lo ricordiamo, parte da sotto Natale, quando l’attore fu arrestato per aver minacciato e aggredito con un coltello sua moglie, Brooke Mueller, mentre si trovavano ad Aspen, Colorado. Ma il ‘giallo’ non si ferma qui, se ieri per Two and a Half Men si parlava di produzione stoppata, adesso pare addirittura che l’attore rischi il licenziamento, o quantomeno una revisione del contratto.

    Non si fermano i rumors su Charlie Sheen: dopo l’aggressione della moglie, con tanto di vacanze natalizie trascorse in galera, adesso l’attore è in riabilitazione quale misura preventiva per evitare che si riattacchi alla bottiglia o faccia uso di droghe. Secondo il sito TMZ.com la produzione della serie dovrebbe riprendere in tre settimane, due di ricovero di Sheen ed una di pausa delle riprese, ma il futuro dell’attore sembra non essere così brillante.

    Al di là degli auguri di pronta guarigione, infatti, pare che CBS e Warner Bros TV, rispettivamente rete e studios produttore della serie, potrebbero ‘aggiornare’ il contratto di Sheen alla luce degli scandali (per aver aggredito la moglie, l’attore rischia tre anni di galera; il processo si celebrerà il 15 marzo) se non addirittura rescinderlo: attualmente Charlie Sheen – considerato ‘key man’ della serie, vedi sotto – prende sui novecentomila dollari ad episodio, ma nel suo contratto ci sarebbe una clausola così detta “morale”.

    Due uomini e mezzo rende un mucchio di soldi e nessuno ha interesse a cancellarla, ma – come i fan delle serie tv ben sanno – rimpiazzare un attore nel cuore dei fan non è impossibile: una delle clausole (la “clausola” morale) nel contratto degli attori – e quindi, anche in quello di Sheen – impone il rispetto di alcune regole, e se queste (come sembra il caso del protagonista della sitcom CBS) non vengono rispettate, il contratto è potenzialmente annullabile o comunque rivedibile.

    Indicativo in tal senso il fatto che nel comunicato diffuso dall’attore si parli di generico ricovero, senza menzionare alcool o droga: questo, secondo gli esperti, potrebbe essere un segnale di quello che ‘copre’ la clausola morale (l’attore non è nuovo ad intemperanze in materia di abuso di sostanze lecite o illecite: nel 1990 venne ricoverato per abusi, nel 1998 invece pure, per questo CBS e studios potrebbero essersi tutelate) e del tentativo di evitare una causa per violazione contrattuale.

    Altra clausola importante è quella del ‘key man’, in sostanza film e serie tv si rivolgono alle assicurazioni per proteggersi da eventi inaspettati, tra queste l’assenza di uno o più protagonisti per eventi inaspettati. Non è chiaro se le compagnie di assicurazione considerino tali certi “stili di vita” che portino al ricovero, ma se così non fosse a pagare sarebbero solo CBS e/o WBTV.

    E visto che il contratto di Charlie Sheen è oneroso, e visto che sempre nel contratto ci sarebbe una clausola morale, se le compagnie di assicurazione non coprissero le ‘perdite’ derivate dallo stop alla produzione e/o dalla cattiva pubblicità, a farne le spese potrebbe essere proprio Charlie Sheen: con un contratto al ribasso nel migliore dei casi, licenziato in tronco se rete e produttori dovessero decidere per il peggio.