Cesare Lanza vs Paolo Bonolis: “Un bamboccione che mi ha pugnalato alle spalle”

Dura da un mese la querelle tra Cesare Lanza, ex autore di Paolo Bonolis 'messo alla porta' dall'amico, e il conduttore tv: una diatriba tra ex che lascia il tempo che trova

da , il

    Cesare Lanza e Paolo Bonolis

    Continua senza esclusione di colpi la guerra di dichiarazioni tra Cesare Lanza, storico autore di molte trasmissioni tv Mediaset non proprio ispirate alla divulgazione scientifica, e Paolo Bonolis: un tempo inseparabili, ora in piena crisi da separazione con tanto di botta e risposta a mezzo stampa. La querelle, di cui finora non ci eravamo occupati perché convinti si trattasse di uno sterile battibecco da ex, continua in questo agosto vacanziero con toni sempre più accesi: da qui la nostra decisione di riprendere la notizia. In fn dei conti sotto l’ombrellone il gossip si porta e qui ci sono gli estremi per una soap ‘dinastica’. Di seguito tutta la vicenda.

    Correvano gli inizi di luglio quando le agenzie batterono le dichiarazioni al vetriolo di Cesare Lanza contro l’ex amico Paolo Bonolis, raccolte in un’intervista esclusiva rilasciata dall’autore tv al Corriere della Sera: “Bonolis è un bambino che si percepisce onnipotente. Un bamboccio che non si rende conto di quello che fa. Cosa vuol dire tradire un amico, non rispettare i contratti, la parola data. Da Bonolis ho avuto una delusione terribile. Mi sento ferito, ma lo assolvo per non aver compreso il fatto. Lui in scena è un genio, ma nella vita è un infelice. Un anaffettivo attorniato da grandi donne che non merita. La madre e la moglie, Sonia Bruganelli. Intelligente, complessa, degna di ispirare un grande romanzo. Senza di lei, Bonolis sarebbe franato da tempo. Senza di lui, Sonia arriverebbe assai più in alto. Paolo è un bambino immaturo, viziato, senza valori di riferimento. Quante volte mi ha baciato, dicendomi che gli ricordavo suo padre. Cose che per un calabrese come me ti entrano nel sangue. È infelice anche perché vorrebbe dedicarsi a cose serie e non al divertissement puro per cui lo strapagano. Non ha la spina dorsale per fare certe scelte”.

    Il perché di tanto astio è da ricercarsi in un contratto di lavoro sciolto all’ultimo minuto: lui che era stato per anni la ‘spalla di Bonolis, l’autore prediletto che l’aveva seguito in Rai e in Mediaset, da Ciao Darwin al Festival di Sanremo, era stato considerato improvvisamente inadatto a un nuovo incarico al fianco di Paolino. Da qui una lite insanabile con il conduttore e con l’agente Lucio Presta e la rescissione di un contratto che avrebbe legato ancora Lanza per due anni alla società di Presta.

    C’è voluto un po’ di tempo perché Paolo Bonolis si decidesse a rispondere. Solo a fine luglio il conduttore scrive: “Se un giorno sentirò l’esigenza di rispondergli lo farò personalmente o per telefono. Ha detto cose talmente pesanti che risultano evidentemente non vere. Ognuno può dire qualunque cosa; nel momento in cui sente la necessità di dirla è perché sente la necessità di attirare l’attenzione su di sé. Se vuole delirare lo faccia pure e amen. Io non so cosa fargli. Evidentemente a Cesare sono successe delle cose che non so perché ha avuto la necessità di costruirsi altre cose nella mente per rimettere a posto qualche frana esistenziale“. Insomma la risposta entra nel personale e nella questione lavoro, pur dando l’impressione di spingere perché i ‘panni sporchi si lavino in casa’ aggiungendo che “l’interruzione di un rapporto di lavoro ci sta, è insensato però che si reagisca così, cosa importa alla gente?“.

    Non che Bonolis avesse poi così torto, ma Lanza, non contento, ha assestato un nuovo colpo all’immagine di ‘bravo e fedele ragazzo’ che circonda Bonolis con un ennesimo comunicato diffuso ieri, a un mese dalla prima bordata. “Rispondo alla replica insulsa di Paolo Bonolis, ma limitandomi alle sue insinuazioni, per due motivi: il primo è che mi trovo di fronte a una evidente conferma di alcuni giudizi che avevo espresso; il secondo, che questa conferma non mi lusinga certo, ma mi dà sincero dolore. Al di là della diatriba, infatti, il nodo cruciale è che io mi sentivo legato a Paolo (e a Lucio Presta) da una forte e, capisco adesso, irragionevole amicizia. Scoprire che questo legame non era affatto ricambiato e, peggio, neanche rispettato, mi ha ferito e, purtroppo per me, mi ferisce ancora“. La si butta ancora sul sentimento, sull’affetto nutrito per Bonolis e Presta, lasciando in secondo piano il contratto, su cui comunque Lanza torna: “Non si è trattato dello scioglimento, a termine, di un lavoro – spiega ancora Lanza nella nota di ieri – Semplicemente, Paolo si è infischiato di un contratto che doveva durare ancora due anni. Il bello è che era stato lui, attraverso Lucio Presta, a cercarmi (io lavoravo serenamente alla Rai, neanche lo conoscevo) a chiedermi di lavorare con lui e a offrimi accordi pluriennali. Finchè, senza motivazioni plausibili, senza rispetto, e senza neanche il coraggio di dirmelo faccia a faccia, ha deciso di interromperlo“.

    E Lanza conclude la sua filippica ribadendo la natura infantile e subdola del suo ex amico: “Se lo considerassi adulto, o se avessi intenzioni speculative, lo porterei in tribunale. Non voglio risarcimenti, spero solo incontrare persone più affidabili. Dunque mi limito a ribadire che sono stato tradito e pugnalato alle spalle, anche per mia manifesta e colpevole ingenuità, da un tizio che consideravo, risum teneatis, un nuovo grande amico, e che si è rivelato piccino: viziato, infelice e anaffettivo“.

    E se non bastasse, sul suo blog ci sono pagine e pagine dedicate al tradimento di Paolo, con tanto di ‘segretucci’ messi sulla pubblica piazza: anche questo non ci sembra un comportamento proprio da ‘adulti’, nel quale è più che probabile riscontrare una certa volontà di sensazionalismo da ‘banditore di pubblica piazza’, utile magari a conquistare qualche nuovo incarico.

    A questo punto non ci attendiamo nuove risposte da Bonolis: ormai per lui Lanza sarà una questione chiusa, e non dovendo neanche andare in tribunale perché gettare ancora benzina sul fuoco? E ora, chiuso il rapporto con Presta, dove andrà Lanza? Il quesito, vi garantiamo, non scalfirà le nostre vacanze…