Celentano-Rai, la guerra continua. Minzolini al posto di Mazza?

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    SANREMO: 62^ FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA

    Poche novità dal Consiglio di Amministrazione della Rai, tornato ad occuparsi di Sanremo 2012 e di Adriano Celentano a due settimane dal suo contestato intervento nella serata inaugurale del Festival. Lorenza Lei continua a manifestare le proprie ‘riserve’ (per usare un eufemismo) sul ‘sermone’ di Celentano, che ha definito ‘inutile e inopportuno‘. Reagisce il Clan di Celentano, che parla di affermazioni ‘gravi e lesive‘ da parte del Dg Rai, che ha perso ormai il ‘polso’ della funzione di servizio pubblico della tv di Stato. Intanto il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, è ancora sulla graticola: secondo il quotidiano Libero, la questione Celentano potrebbe costargli la poltrona, che potrebbe essere occupata da Augusto Minzolini, rimosso direttore del Tg1 in ‘cerca’ di nuovo incarico di prestigio a Viale Mazzini. A sostenerlo ci sarebbe l’UDC di Pierferdinando Casini.

    Lorenza Lei torna ad attaccare l’‘inutile e inopportuno‘ sermone di Adriano Celentano nella prima serata di Sanremo 2012 e lo fa in Commissione di Vigilanza Rai; poi, però, sembra contraddirsi quando si loda per la crescita degli introiti pubblicitari di Sanremo rispetto alla scorsa edizione, parlando di ben 700.000 euro in più rispetto a Sanremo 2011. Se così fosse, in pratica Celentano si sarebbe ‘ripagato’ il cachet. E se non ci fosse stato lo slittamento del break pubblicitario nella prima serata a causa del guasto del sistema delle votazioni automatiche della giuria demoscopica, la Rai avrebbe potuto contare su altri 650.000 euro di ‘incassi’.

    Fermo restando che la sulla questione della raccolta pubblicitaria della Sipra restano aperti importanti ‘quesiti’ (visto che a quanto pare non è riuscita a coprire i costi), la presenza di Celentano non ha quindi fatto così male alle casse della Rai. La Lei, però, punta sulla questione ‘immagine’. ‘C’è una distinzione tra valore pubblicitario e valore di servizio pubblico‘, dice il direttore Generale, che bacchettà sì Celentano, ma poi non può non notare che il Molleggiato sia stato l’unico, finora, ad aver sottoscritto la clausola (beh, forse un tantino ‘capestro’) di rispetto del Codice Etico e per la quale ora è sotto ‘processo’ da parte della Commissione Etica convocata la settimana scorsa proprio dal Dg. Una novità quella dell’unicità di Celentano nei confronti del Codice Etico che stupisce lo stesso Clan e che apre un nuovo fronte di polemica.

    Su tutte le contraddizioni del Dg ‘infierisce’, quindi, proprio il Clan del Molleggiato che con una nota ufficiale contrattacca e rispedisce al mittente le accuse inviate a ogni piè sospinto dalla Lei.

    Stravagante e comica è la ricostruzione che sembra considerare deplorevole la partecipazione di Adriano Celentano al Festival e meritevole l’aumento degli introiti pubblicitari - scrive il Clan – facendo intendere che si tratti di due aspetti non collegati tra loro. Riteniamo comunque tale comportamento molto grave e lesivo‘.

    E si continua: ‘Che sia la prima volta che ‘un artista di calibro’ abbia firmato il codice etico ci sorprende visto che nel corso della trattativa con la Rai per la partecipazione di Adriano Celentano al festival di Sanremo ci era stato assicurato che anche altri artisti importanti lo avevano firmato. In ogni caso ci chiediamo a cosa serva un codice etico se non lo firma nessuno. Probabilmente non lo rispetta nessuno, a cominciare dalla Rai e di questo, nell’ambito della nostra trattativa, ne abbiamo avuto una riprova‘.

    In chiusura si potrebbe dire che chi ‘servizio pubblico ferisce, di servizio pubblico perisce’: ‘Riguardo infine all’inutilità e all’inopportunità degli interventi dipende dai punti di vista. Rileviamo che la linea del dg, sin da quando è stata nominata, è quella di gestire la Rai non con i criteri di un servizio pubblico‘.

    In Rai comunque si è già superato il ridicolo….