Celentano a Sanremo 2012, la beneficenza non basta: ancora critiche dai politici

Celentano a Sanremo 2012, la beneficenza non basta: ancora critiche dai politici

Lega Nord e Grande Sud continuano ad attaccare la Rai e Celentano per il compenso pattuito per Sanremo 2012: intanto i sindaci scelti dal Molleggiato per la beneficenza ringraziano, da nord a sud

    Adriano Celentano

    Chi credeva che la notizia della beneficenza di Celentano placasse l’indignazione dei politici che hanno definito ‘immorale’ e ‘scandaloso’ il suo compenso per Sanremo 2012 resterà deluso: Lega Nord e Grande Sud, infatti, continuano a dirsi scandalizzati per i 750.000 euro a Celentano per tre o più serate al Festival. E poco importa che vadano a Emergency o a famiglie bisognose. Mentre alcuni politici perdono un’altra buona occasione per tacere, i sindaci delle città scelte da Celentano per la sua beneficenza ringraziano e lodano l’iniziativa del Molleggiato.

    Come dettagliatamente spiegato ieri da Gianmarco Mazzi, il compenso di Celentano a Sanremo 2012 sarà completamente devoluto in beneficenza: il Molleggiato coprirà di tasca propria gli oneri fiscali legati alle donazioni e garantirà fondi a uno o più ospedali di Emergency e a decine di famiglie di sette città italiane.

    La scelta delle città nasce dalla stima nutrita da Celentano verso i sindaci: e così Giuliano Pisapia (Milano), Massimo Zedda (Cagliari), Matteo Renzi (Firenze), Flavio Tosi (Verona) hanno immediatamente ringraziato a mezzo stampa il Molleggiato per averli ‘preferiti’ e per aver deciso di devolvere i suoi guadagni a quanti in questa crisi stano soffrendo in maniera particolare. E’ piaciuta anche la scelta di attraversare per intero l’Italia, unendo così idealmente nord e sud: va ricordato, infatti, che alle quattro città già citate vanno aggiunte Napoli, Bari e Roma.

    Ma la comunicazione di Mazzi non ha per nulla frenato le polemiche sul costo eccessivo del cachet di Celentano, anzi – se possibile – le ha acuite, con la Lega Nord in prima fila.
    Mi sono quasi commosso quando ho letto delle intenzioni di Celentano di dare in beneficenza quanto andrà a guadagnare con la sua partecipazione a Sanremo‘ dichiara ironico Davide Caparini, capogruppo della Lega Nord in Vigilanza Rai. ‘Peccato però – aggiunge – che quelli siano soldi dei contribuenti‘. Per di più contesta il fatto che ‘la Rai abbia vantato 1,3 miliardi in più dallo Stato e li sperperi per la partecipazione ad una sola serata‘, ma evidentemente il deputato leghista non ha letto troppo bene le cifre.

    Lo segue un altro deputato leghista, Davide Cavallotto, che insiste sul punto dei soldi dei contribuenti dati in beneficenza: ‘Dopo la vergognosa pubblicità fatta intorno all’immorale compenso di Adriano Celentano per Sanremo, i telespettatori dovrebbero cambiare canale durante la sua esibizione e non pagare più il canone Rai per versare in beneficienza i soldi risparmiati‘. Beh, del resto la Lega ha già iniziato una campagna europea anti-canone, quindi la dichiarazione è perfettamente in linea con quanto finora sostenuto. Certo che il patto col Pdl per la direzione della Tgr ‘stride’ un po’ con la ‘sbandierata’ volontà di ‘privatizzare’ la Rai…

    Non demorde neanche la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice di Grande Sud, che nei giorni scorsi, scandalizzata dalle cifre di Celentano, aveva lanciato l’idea di uno sciopero del telecomando. Non molla l’idea dello sciopero, anche se ‘corregge’ un po’ l’obiettivo dei suoi strali. ‘Anche se Celentano darà il suo compenso in beneficenza resta irrisolto il problema di come vengono utilizzati i soldi del canone di possesso dei televisori, impropriamente definito canone Rai. Soldi che secondo la legge 422 del 93 dovrebbero andare in parte alle tv locali, oggi ancora più in difficoltà. Per questo confermiamo il nostro sciopero del telecomando. ‘Inviteremo quindi i nostri iscritti, i nostri elettori e tutti i nostri simpatizzanti a sintonizzarsi sulle tv locali, che per l’occasione potrebbero trasmettere musica identitaria, quando Celentano sarà sul palco‘. Insomma, se non è zuppa è pan bagnato: non potendo più attaccare direttamente Celentano si vira la protesta sull’uso del canone. Ma lo ‘spettro’ del super compenso per Celentano non è del tutto svanito: ‘Quando si esibirà a compensi normali ascolteremo con piacere le sue canzoni, ma non i suoi sermoni‘.

    Beh, verrebbe da farsi un paio di quelle domande che si è posto Crozza sul taglio dei compensi degli onorevoli… Ah, vale la pena ricordare che gli onorevoli di Lega Nord (e Idv) sono stati gli unici a protestare per il passaggio al sistema contributivo per i vitalizi, già in vigore per tutti gli italiani.

    788

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI