Cda Rai, saltata la nomina; meno spot del previsto, in arrivo nuovo taglio da 40 mln?

Cda Rai, saltata la nomina; meno spot del previsto, in arrivo nuovo taglio da 40 mln?

Per ripicca verso le nomine montiane, Pdl e Lega fanno saltare l'elezione del cda Rai, che tra le altre cose dovrà occuparsi anche dell'ulteriore calo della raccolta pubblicitaria

    viale mazzini rai

    Brutte ore per la Rai: non solo è saltata l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione – irritate per la nomina non concertata del dg in pectore Lorenzo Gubitosi, in commissione vigilanza non si sono presentati né i commissari del Pdl né quelli della Lega, quindi la seduta, che sarà convocata probabilmente la settimana prossima, è stata annullata per assenza di numero legale – ma l’azienda di Viale Mazzini ha anche scoperto che alle ottimistiche previsioni di sei mesi fa (la raccolta pubblicitaria di Sipra sarà di circa un miliardo) devono essere tolti altri 50 milioni che si aggiungono alla stessa cifra già conteggiata qualche settimana fa, per un secco meno cento milioni di euro che porterà ad altri 40 milioni di tagli.

    Il governo tecnico non frena l’appetito dei partiti: la scelta di Mario Monti di nominare in solitaria, quale ministro dell’Economia, Anna Maria Tarantola per la presidenza e Luigi Gubitosi per la direzione generale, ha fatto andare su tutte le furie Lega Nord e Pdl, che dopo aver rumoreggiato per giorni hanno disertato poche ore fa la seduta della commissione di vigilanza che avrebbe dovuto ratificare eleggere i sette membri su nove del nuovo cda di Viale Mazzini. Come riporta un lancio Ansa, per il numero legale erano necessarie 21 presenze su 40 membri della Commissione, ma l’assenza dei commissari Pdl e Lega (e quella di Nello Formisano dell’Idv) ha fatto venir meno il numero legale (in totale c’erano 18 persone) e quindi la votazione non ha avuto efficacia, erano presenti i soli parlamentari del Pd, del Terzo Polo, e uno dell’Idv, Pardi, che però non ha ritirato la scheda per votare, così come non lo hanno fatto il radicale Marco Beltrandi e Luciano Sardelli del Gruppo Misto Liberali per l’Italia – Pli.

    Il compito del nuovo consiglio d’amministrazione, che presumibilmente verrà votato la prossima settimana, non si prospetta comunque facile: dopo i quasi cinquanta milioni di tagli varati dall’attuale dg Lorenza Lei ad aprile, è probabile che i nuovi consiglieri (o i vecchi in regime di proroga) dovranno votare un’altra manovra lacrime e sangue, considerato che la raccolta pubblicitaria curata dalla Sipra continua ad andar male, e il miliardo di euro prospettato a dicembre dovrebbe tradursi in una realtà da 900 milioni, con un secco meno cento milioni rispetto alle previsioni.

    Per il Corriere della Sera, dopo il pessimo primo trimestre, la recentissima presentazione dei nuovi palinsesti autunno 2012-inverno 2013 non avrebbe fatto registrare significative inversioni di rotta (e considerato quello che, al netto di lustrini e paillettes, è stato proposto, ci si sarebbe stupiti del contrario) e secondo previsioni riservate e informali che circolano ai piani alti Rai, Viale Mazzini dovrà affrontare una manovra fatta solo di tagli e di contenimento di spese per altri 40 milioni di euro, per un totale di novanta milioni di euro, sperando che nel frattempo la raccolta pubblicitaria non continui a colare a picco.

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