CdA Rai nella bufera, il Tar dà ragione a Petroni: illegittima la sua revoca da consigliere

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    Da sinistra l'ex consigliere Petroni e il suo sostituto, Fabiani

    Il Tar del Lazio ha giudicato illegittima la revoca di Angelo Maria Petroni (in quota CdL) dal Cda della Rai avvenuta per decisione del Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa. Il Ministero farà ricorso.

    Le motivazioni della sentenza devono essre ancora pubblicate, ma intanto il Tribunale ha annullato la procedura di sostituzione di Petroni con Fabiano Fabiani, che adesso resta in attesa di ulteriori decisioni, dato che la sentenza impone il reintegro dell’ex consigliere, senza però alcun risarcimento per eventuali danni esistenziali, all’immagine o alla persona.

    Ad essere a rischio, però, sono gli atti firmati dal CdA Rai a partire dall’11 settembre 2007, data in cui il consigliere Petroni è stato sollevato dall’incarico: potrebbero dunque essere rivisti tutti i provvedimenti presi in questo periodo, compresi il nuovo piano industriale e le decisioni prese a proposito delle linee editoriali.

    La questione “sostituzione”, di cui ci siamo occupati negli scorsi mesi, ha tenuto occupati Tar e Rai dallo scorso maggio: il 29 maggio, infatti, il Tar aveva provveduto a bloccare la revoca di Petroni, rendendo inutili le assemblee Rai della prima metà di giugno; il 1° agosto, però, il Consiglio di Stato accolse il ricorso contro la revoca avanzato dal Governo e alla fine del mese lo stesso Tar respinse l’istanza di Petroni per la sospensione del CdA Rai che l’11 settembre ratificò la sua revoca e l’ingresso di Fabiano Fabiani. Ora questa nuova decisione, che permetterà alla telenovela di andare avanti.

    Se il Presidente della Rai, Claudio Petruccioli - nel frattempo sfiduciato dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza – aspetta le mosse del Ministero, le reazioni politiche non sono tardate ad arrivare. Giulio Tremonti (FI), ex ministro dell’Economia, chiede le dimissioni di Padoa Schioppa e le sue scuse agli italiani; dello stesso avviso il presidente della Commissione Parlamentare, Mario Landolfi (An), mentre Walter Veltroni insiste nel proporre la sostituzione del CdA con un Amministratore Unico.

    Sandro Curzi, caustico commentatore dei fatti di casa Rai e a sua volta membro del Consiglio di Amministrazione, chiede un CdA agibile, “altrimenti tutti a casa”. Una prima risposta potrebbe arrivare mercoledì, con la consueta riunione settimanale del CdA.