Caso Travaglio, l’Agcom pronta a sanzionare Fazio

Caso Travaglio, l’Agcom pronta a sanzionare Fazio

l'Agcom prepara la sanzione per Che Tempo Che Fa

    Travaglio ospite di Fazio

    Domani, mercoledì 14 maggio, l’Agcom deciderà la sanzione da applicare a Che Tempo che Fa per la puntata con Marco Travaglio. Possibile una sanzione amministrativa, mentre Renato Schifani, Presidente del Senato, ha deciso di querelare Travaglio. Intanto Fabio Fazio, dissociatosi dalle dichiarazioni del suo ospite nel corso della trasmissione e intervistato da La Stampa non ha dubbi: “Nessun complotto, lo inviterei di nuovo“.

    In attesa che l’Autorità Garante per le Comunicazioni prenda le sue decisioni, la bagarre politico-mediale non accenna a placarsi. I giornali di oggi continuano ad occuparsi del caso con decine di articoli, interviste ed editoriali che raccolgono le opinioni più disparate. Sembrano però individuabili due linee guida, su cui appaiono d’accordo, in maniera bipartisan, le testate nazionali. La prima persegue l’idea che personaggi à la Travaglio favoriscano il centro destra (si vedano Il Riformista, che sostenendo questa posizione cerca di difenderlo dagli strali del PdL desideroso di un ‘licenziamento’, e Il Foglio, che vede in atteggiamenti del genere le cause della sconfitta elettorale del centro sinistra); la seconda è che non si debba fare di Travaglio un martire, condivisa sia da Paolo Gentiloni del PD (Corriere della Sera) che da Mario Landolfi del PdL (Il Secolo d’Italia).

    In questo marasma, a cavallo tra politica e gestione ‘aziendale’ della tv di Stato, Renato Schifani ha deciso di querelare per calunnia Marco Travaglio, avvertendo dell’azione legale, come da prassi, il Capo dello Stato. Il presidente del Senato ha infatti deciso di risolvere la questione in tribunale: “Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un’azione altamente diffamatoria nei riguardi del presidente del Senato”, si legge in una nota del Senato riportata da Il Messaggero che peraltro sottolinea come Travaglio non solo non sia ‘intimorito’ ma ne sia contento, visto che in questo modo si potrà appurare in luoghi competenti se abbia o meno detto la verità.

    Chi, come detto, si trova in una posizione piuttosto scomoda è Fabio Fazio, che dopo anni trascorsi sul filo del rasoio rischia ora di essere travolto dalla bufera Travaglio. Ma non fa marcia indietro, come testimonia l’intervista raccolta da La Stampa: “Dopo aver fatto le dovute scuse, non vorrei che da un singolo incidente - come ne possono capitare a chi lavora con uno strumento tanto delicato com’è la parola – si traesse lo spunto per limitare la libertà d’espressione.

    Certo, le opinioni sono totalmente legittime, l’offesa non lo è. Ma la domanda ‘inviterebbe ancora Travaglio’ non deve neanche esser posta: la tv è inclusiva e non può escludere nessuno. La cultura delle liste di proscrizione è quanto di più distante ci sia da me. Ho già detto, mi dispiace molto per quanto è accaduto, però credo che per tutti sia preferibile una tv con qualche incidente ma tanta libertà d’espressione, piuttosto che una tv senza incidenti ma per niente libera“.

    Intanto, alla fine del ciclo stagionale di Che Tempo che Fa manca un solo weekend, prima del best of. Ma il Tempo, per Fazio, non è proprio sereno.

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