Caso Travaglio, la Rai chiede scusa, ma la polemica infuria

Caso Travaglio, la Rai chiede scusa, ma la polemica infuria

Infuria la polemica politica dopo la partecipazione di Marco Travaglio a Che Tempo che fa di sabato scorso

    Caso Travaglio, la Rai chiede scusa, ma la polemica infuria

    “La Rai ceduta ancora una volta a terzi”, secondo di direttore generale della Rai Claudio Cappon intervenuto per placare le ire seguite alle dichiarazioni rilasciate da Marco Travaglio nella puntata di Che Tempo che Fa andata in onda sabato scorso, nella quale il giornalista aveva denunciato i legami dell’attuale presidente del Senato, Renato Schifani, con la Mafia. Subito scoppiata una bagarre politica che ha spinto Fabio Fazio a leggere in diretta, ieri sera, una nota di scuse. Ma per Travaglio sembra scoccata l’ora del nero televisivo. In alto la parte finale della puntata, quella incriminata.

    “Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro [Se li conosci li eviti, uscito ad aprile 2008, n.d.r] e in quello di Lirio Abbate [uscito nel febbraio 2007, n.d.r], giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia”, ha sostenuto di rimando Marco Travaglio, la cui condotta è stata immediatamente bollata da Cappon come un atto deprecabile e ingiustificabile, tanto più perché privo di qualcunque forma di contraddittorio, come sostenuto anche da molte parti politiche, sia di destra che di sinistra. Rivediamo le prime due parti della puntata.

    Se Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD, ha trovato “inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio”, il PdL si sta muovendo compatto perchè la questione trovi una soluzione definitiva con il rinnovamento dei vertici di Viale Mazzini. A chiedere rapidamente un ricambio nella Rai Maurizio Gasparri, ex ministro delle Comunicazioni, che ha parlato di accatto unilaterale e diffamatorio, accusando di ‘incompetenza’ gli attuali vertici aziendali : “Gentiloni pensava di rinviare [il ricambio, n.d.r.] a settembre ma sarebbe una violazione. E Cappon non è stato garante di pluralismo e ha fatto tornare pessimi anche i conti”. “Ma il problema — continua Gasparri — investe i vertici Rai e in particolare il dg, il cui mandato per fortuna scade, per legge, tra 20 giorni.

    La vergognosa utilizzazione diffamatoria della Rai non può proseguire. Devono rendersene conto anche i consiglieri in scadenza ma ci auguriamo non scaduti in termini morali”.

    Tutta la politica si è compattamente schierata al fianco del Presidente del Senato, che dal canto suo ha etichettato le dichiarazioni di Travaglio come “il tentativo di qualcuno di minare il dialogo tra maggioranza e opposizione sulle riforme”.

    Se Gasparri ha annunciato azioni legali e Cappon ha aperto un’indagine interna, Marco Travaglio non mostra alcuna particolare preoccupazione, anzi rincara la dose accusando a destra e a manca uomini politici e vertici Rai. A Paolo Ruffini, direttore di RaiTre immediatamente intervenuto per definire le parole di Travaglio come “gratuitamente offensive” – ricordando peraltro che libertà di opinione non vuol dire poter offendere qualcuno senza contraddittorio – il giornalista ha risposto ricordando la sua censura nei confronti di Sabina Guzzanti e del suo programma, Raiot. Ma non solo: Travaglio ha rincarato la dose, volgendo accuse al neoguardasigilli, Angiolino Alfano, e a Marcello Dell’Utri. In un incontro svoltosi ieri alla Fiera del Libro di Torino, moderato da Michele Santoro, Travaglio ha lanciato ancora bordate: “Angiolino Alfano ha partecipato al matrimonio della figlia del boss di Palma di Montechiaro, così come Clemente Mastella partecipò con Totò Cuffaro alle nozze di Francesco Campanella, cassiere della cosca di Villabate, e Marcello dell’Utri fu ‘casualmente’ presente a quello di Gimmy Fauci”.

    Insomma Travaglio non arretra, mentre Santoro dichiara che continuerà a dargli spazio in tv, a pochi giorni dallo ‘scampato pericolo’ per la puntata su Beppe Grillo (con annesso furioso scontro tra Sgarbi e Travaglio, appunto) per il quale il conduttore non ha avuto subito nessuna conseguenza ufficiale, se non un incontro con Cappon.

    Chi si è trova nell’occhio del ciclone è senza dubbio Fabio Fazio, che fin dalla sua prima puntata non fa altro che attendere la chiusura del programma. Il suo stile ironico gli ha permesso di districarsi nella puntata incriminata, ma Gasparri non esita a inserirlo nella lista dei papabili al ‘ricambio’. La lettura della nota di scuse ieri sera non lo esime da possibili conseguenze disciplinari, così come la sua difesa della trasmissione dalle accuse di “complotto, macchinazione, trappola”, che non appartengono allo stile della trasmissione, non lo mette al riparo dalla tempesta politica. in basso il video.

    Del resto proprio la presenza di Travaglio a Satyricon segnò l’epurazione di Daniele Luttazzi. Se per Marco Travaglio sembra prossima una scomparsa dagli schermi Rai, ci auguriamo che questo destino non tocchi anche a Fabio Fazio.

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