Caso Saccà, nuova fumata nera dal CdA Rai

Caso Saccà, nuova fumata nera dal CdA Rai

Caso Saccà, ancora sospeso il CdA riunito per decidere sul trasferimento del direttore di RaiFiction

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    Claudio Cappon, Agostino Saccà e i consiglieri di centrodestra del CdA Rai

    Nuovamente annullata la riunione del CdA Rai convocata oggi per discutere sul trasferimento di Agostino Saccà ad altro incarico, fortemente voluta dal direttore generale Claudio Cappon. Ancora assenti gli esponenti del centrodestra, che hanno fatto così mancare per la seconda volta consecutiva il numero legale per la prosecuzione della riunione. Se ne riparla domani alle 10.00.

    Come si apprende dall’Ufficio stampa della Rai, la consueta riunione del CdA del mercoledì si è interrotta nel momento clou, ovvero la discussione della nomina del nuovo Direttore Sviluppo e Coordinamento Commerciale, ovvero l’incarico che Claudio Cappon ha individuato per Agostino Saccà pur di allontanarlo dalla direzione di RaiFiction, per la quale lo stesso Cappon avrebbe fatto il nome di Fabrizio Del Noce.

    Come accaduto anche la settimana scorsa, al momento di trattare l’argomento più spinoso dell’ordine del giorno, ovvero il trattamento da riservare al discusso Saccà, i membri del centrodestra (in netta minoranza nella scorsa riunione) hanno abbandonato la sala, facendo così mancare il numero legale e impedendo di fatto la continuazione della seduta.

    Nel tentativo di rompere l’ostruzionismo del centrodestra, il presidente Claudio Petruccioli (area centrosinistra) ha disposto, come nelle sue prerogative, la convocazione di ua nuova riunione per domani, giovedì 31 luglio, alle ore 10.00.

    La questione Saccà-Rai sta diventando sempre più ingarbugliata. Al di là della vicenda giudiziaria, che potrete ricostruire leggendo un nostro precendente articolo, che riepiloga le ‘imputazioni’ avanzate a Saccà dalla Procura di Napoli, e riascoltando le tante intercettazioni telefoniche che lo vedono legato a Silvio Berlusconi e ad una serie di altri uomini politici e del mondo imprenditoriale italiano, continua la vertenza tra il direttore di RaiFiction e la Rai, che lo considera colpevole di violazioni al codice etico dell’Azienda.

    Di fatto però la Rai non è riuscita a prendere provvedimenti decisi e definitivi nei confronti del dirigente. Sospeso cautelativamente a dicembre 2007 dalla Rai che attendeva le decisioni della Procura di Napoli circa un suo possibile rinvio a giudizio(di cui ancora non si sa nulla), Saccà ha presentato dopo le elezioni dello scorso aprile un ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma per ottenere il reintegro nel suo ruolo. In prima istanza il Tribunale gli ha dato ragione e così il 1° luglio Agostino Saccà ha potuto far ritorno alla sua bollente scrivania.

    Uno smacco troppo grande per Claudio Cappon, diventato suo acerrimo nemico: il direttor generale della rai ha quindi avanzato al CdA Rai una proposta di licenziamento, bocciata senz’appello. A favore di Saccà (e quindi contro il suo licenziamento) hanno compattamente votato tutti i membri del CdA di area centrodestra (ovvero i consiglieri Angelo Maria Petroni, Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici, Gennaro Malgieri) mentre il centrosinistra si è diviso con la sorprendente astenzione di Sandro Curzi (Prc) e Marco Staderini (Udc) e il voto a favore de licenziamento di Nino Rizzo Nervo e Carlo Rognoni (PD) cui si è aggiunto il presidente Claudio Petruccioli. 4 a 3, quindi, e Saccà salvo.

    Cappon ha quindi tentato la carta del trasferimento ad altro incarico, ma la procedura si sta rivelando più complicata del previsto, considerato che nelle ultime due riunioni settimanali, compresa quella di oggi, i consiglieri di centrodestra hanno abbandonato l’aula interrompendo la riunione e impedendo una qualsiasi deliberazione in merito.

    A rendere ancor più ‘nervoso’ Cappon ci ha pensato, paradossalmente, ancora il Tribunale del Lavoro di Roma, che due giorni fa ha accolto il ricorso avanzato dalla Rai contro la sentenza di reintegro di Saccà emessa alla fine di giugno. Il Tribunale ha quindi ritenuto legittima la sospensione cautelativa della Rai, che però adesso non può più far nulla, stando ai legali di Saccà. L’opposizione al suo licenziamento deliberato dal CdA rende di fatto impossibile un nuovo provvedimento in questo senso: Cappon appare condannato a ‘tenersi’ Saccà.

    L’ultima carta che Cappon sembra intenzionato a giucarsi è quella dell’annullamento della famosa riunione del mancato licenziamento: dati i trascorsi ‘traffichini’ tra Saccà e Urbani, emersi dalle intercettazioni telefoniche, ci sarebbero peril direttore generale gli estremi per annullare quella votazione e richiedere un nuovo provvedimento di licenziamento.

    Insomma, tra attese garantiste, lentezza della giustizia ordinaria, giochi di potere e legami politici, la questione Saccà sembra allontanarsi ogni giorno di più da una soluzione equa. Se ne riparla domani, ma per la Rai non c’è davvero pace.

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