Caso Saccà e Vigilanza Rai, la storia infinita

Caso Saccà e Vigilanza Rai, la storia infinita

CdA Rai disertato ancora dal centrodestra, nuova convocazione oggi, 1° agosto, alle 14

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    Il cavallo di Viale Mazzini

    Fallito il terzo tentativo di Claudio Cappon di portare alla discussione del CdA Rai il trasferimento di Agostino Saccà. La riunione straordinaria di ieri mattina, convocata d’ufficio dal presidente Petruccioli, è stata disertata, ancora una volta, dai consiglieri di centrodestra. Se ne riparla oggi alle 14.00, ma immaginiamo che la situazione non cambierà.

    I consiglieri di centrodestra non hanno apprezzato la convocazione d’urgenza stabilita dal presidente della Rai, Claudio Petruccioli, dopo la seconda riunione interrotta per mancanza del numero legale e così hanno deciso di non presentarsi neanche ieri mattina.
    Ennesimo buco nell’acqua per Cappon, quindi, che ormai si trova a dover gestire una situazione logorata da un braccio di ferro che non sembra poter portare da nessuna parte.

    In una lettera aperta, il consigliere Marco Staderini (UdC) ha chiesto al presidente Petruccioli di ‘rasserenare il clima’ del CdA Rai, di “recuperare quel clima di rispetto reciproco che, in tanti passaggi della nostra Consiliatura, è stato determinante per affrontare e risolvere positivamente problemi delicati” e che ora si è logorato a causa di una gestione del Caso Saccà da parte di Claudio Cappon definita dal consigliere “dissennata e condotta una logica ‘politica’ e non ‘manageriale’”, che ha finito per mettere l’uno contro l’altro i vertici Rai, paralizzando l’azienda. Non solo, ma Staderini aggiunge che “della questione Saccà non se ne può davvero più“.

    Il ‘richiamo’ alla calma di Staderini è condiviso anche dai consiglieri del centrodestra (Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni e Giuliano Urbani) che inun’altra lettera al presidente Petruccioli hanno esposto i motivi per cui hanno disertato la riunione straordinaria di ieri mattina. In pratica si contesta a Petruccioli una procedura scorretta e non supportata da reali motivi di urgenza.

    “La richiesta di convocazione è intesa ad assicurare l’ordinata, efficace ed efficiente gestione aziendale, secondo criteri di priorità dettati dall’oggettivo interesse dell’impresa che non possono essere alterati da personalistiche e puntigliose dispute su una questione (il trasferimento di Saccà), per un aspetto già risolta con la bocciatura della proposta di licenziamento e per l’altro ininfluente sull’andamento gestionale, e comunque non tale da esigere determinazioni urgenti”, hanno scritto i consiglieri, rimandando tutto al prossimo mercoledì.

    Intanto siamo arrivati ad agosto: se, come prevedibile, anche oggi non accadrà nulla di sostanziale, se ne riparlerà il 6 agosto, data nella quale dovrebbero essere discussi anche i termini della convenzione tra la Rai e il Comune di Sanremo per il Festival 2009, ma resta ancora aperta la questione dell’elezione del presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, necessaria per dare inizio al nuovo corso aziendale e per prendere decisioni fondamentali per l’Azienda, come la questione dei diritti per i Mondiali di calcio del 2010, delle prossime Olimpiadi inverali ed estive, del campionato di Calcio. Il presidente della Camera, Renato Schifani, ha fatto sapere che se entro la prossima settimana non sarà eletto il Presidente della Commissione di Vigilanza, da settembre si procederà ad oltranza, in riunione permanente per far sì che alla fine esca un nome che metta tutti d’accordo. La Rai è allo stallo, nche il cavallo ‘rampante’, da sempre il suo simbolo, ci sembra ormai a pezzi.

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