Caso Ruby, la Santanchè furiosa lascia gli studi Rai, da Annozero ad Agorà

Caso Ruby, la Santanchè furiosa lascia gli studi Rai, da Annozero ad Agorà

Una delle donne più vicine al premier, Daniela Santanchè, scende in campo e senza mezzi termini difense il suo capo anche a costo di alzarsi e andarsene dalgli studi televisivi

    Daniela Santanchè, ufficialmente auto-eletta paladina del suo premier, da Annozero ad Agorà, fugge se l’argomento non le piace. Ha aperto la stagione dell’abbandono dello studio televisivo. Poco importa di quale programma si tratti, per lei l’importante è fare teatro, uscire di scena alla grande e possibilmente in maniera eclatante. Lo fa sempre più spesso, nelle ultime 24 ore lo ha fatto due volte. Ieri sera era ospite, difficile non averla notata ad Annozero dove si è lanciata in una difesa quasi commovente del suo capo, ammirevole se fosse stata una segretaria, un po’ meno se si considera che non si stava parlando di fotocopie mal fatte in ufficio, ma di presunti reati gravi. In alto l’uscita dallo studio di Agorà.

    Dopo un’intera serata spesa a litigare con tutti, Marco Travaglio, Concita De Gregorio, lo stesso Santoro, giusto per citarne qualcuno, non ha retto alle vignette di Vauro. E così, tradendo il suo stesso stile fatto di urla e fummo dalle narici, solo Paola Cortellesi ne sa interpretare l’essenza, la signora ha lasciato anzitempo lo studio Annozero e RaiDue, lasciando Vauro a commentare con Santoro le sue vignette. C’è da dire che i due non si sono scomposti più di tanto e come dargli torto.



    Ma Daniela Santanchè non demorde e così, stamattina, in diretta su RaiTre ad Agorà, ha dato il colpo finale, l’affondo che aveva iniziato ieri sera e per quanti non si fossero accorti della sua uscita di scena, ha ripetuto lo show. Questa volta però non prima di aver inveito con tutta la sua forza contro il programma, il conduttore Andrea Vinello, gli ospiti tra cui l’onorevole Concia e Giampiero Mughini.

    Una pasionaria, non c’è che dire, e si rimane attoniti nel vedere tanta esuberanza sprecata per una pessima causa.

    Per carità è giusto non puntare il dito, tra un’ipotesi e un’accusa provata c’è un mondo in mezzo, ma forse se si abbassassero i toni sarebbe meglio e de a farlo iniziassero proprio le donne sarebbe un segno di civiltà, perché, va bene essere fedeli, va bene credere alla presunzione di innocenza, ma qui sembrano essere cadute tutte improvvisamente in catalessi. Ci auguriamo che la signora Santanchè ci regali ancora qualche altra chicca e soprattutto che Paola Corellesi sappia fare tesoro del materiale che con tanta generosità la paladina Daniela le sta fornendo.

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