Caso Decameron: interviene Dario Fo mentre La7 rivendica la sua scelta

Caso Decameron: interviene Dario Fo mentre La7 rivendica la sua scelta

Caso Decameron: Dario Fo interviene sul blog di Luttazzi

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Ultimo aggiornamento:

    Dario Fo

    Martedì 18 non ci sarà la serata live di Decameron all’Ambra Jovinelli: il teatro, “per una catena di equivoci che capitano durante gli uragani” – come scrive Daniele Luttazzi nel suo blog - non è disponibile. Se ne cerca uno più grande, considerate le tremila richieste giunte sul sito del comico. Intanto Dario Fo interviene a dare man forte al comico: “La tua satira risale ai maestri del Duecento“. La7, con un nuovo comunicato, cerca di mettere un punto: “Per Daniele si tratta di satira. Satira ispirata a Rabelais, Ruzante e Lenny Bruce. Per noi si tratta semplicemente di aver sfondato i limiti“.

    La querelle su Decameron, la trasmissione che ha segnato il ritorno di Luttazzi in tv e sospesa la scorsa settimana per una “battuta” su Giuliano Ferrara (che potete rivedere qui), si è trasformata in una serrata discussione tra il comico e i quotidiani italiani, in primis Corriere della Sera e Repubblica. Dal blog, ormai diventata la sua voce, Luttazzi scrive che “è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte: la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo“.

    Inoltre nella giornata di ieri Repubblica.tv aveva dato ampio risalto alla “notizia” di un possibile plagio della battuta incriminata su Ferrara da parte di Luttazzi ai danni del comico americano Bill Hicks, di cui Repubblica riporta il pezzo che potete ascoltare qui, con una traduzione del testo.
    Diverso il contesto, ma simili le conclusioni: “Limbaugh (Rush, conduttore tv, n.d.r) non ti fa pensare a uno di quei tipi gay a cui piace giacere in una vasca con altri uomini che gli fanno pipì addosso? Sono io l’unico? Non riesci a vedere quel grasso corpo con Reagan, Quayle e Bush che gli fanno la pipì addosso? Il suo piccolo c… non diventa duro, ‘Uhh, uhh… non mi diventa duro. Reagan, p…. in bocca”.

    Il discrimine tra plagio e citazione è sottile e Luttazzi, sempre dal blog, sottolinea come anche l’uscita di Hicks sia da ricollegarsi a Rabelais, padre di una tradizione satirica cui non si può prescindere.

    E sul tema interviene anche Dario Fo che, in un lungo post apparso sul blog del premio Nobel e riportato in quello di Luttazzi, fa risalire lo stile di Luttazzi ai “maestri storici della satira, a cominciare da Mattazzone da Calignano, grande giullare lombardo del XIII secolo”, passando da Bescapè, contemporaneo di Mattazzone.

    Ricorda inoltre che l’uso di espressioni azzardate e sconvenienti si ritrovano in Dante Alighieri e addirittura in San Francesco d’Assisi, che, secondo alcuni supi seguaci così rispose ad un fratello cui appariva continuamnete il Demonio :”Sai che debbi fare? Quando verrà l’enfame demonio, tu digli spietato: ‘Veneme appresso che eo te abbranco per l’orecchi, ti vo’ a spalancà la bocca e in quella ci caco dentro tutto lo smerdazzo che me riesce d’emprignatte!”

    Massima solidarietà per il collega di censura (anche Fo e la Rame furono allontanati dalla Rai per degli sketch eccessivamente “politici” durante Canzonissima del 1962) e un esortazione: “Esulta, mio caro Daniele! Così ti hanno eletto a classico della satira, e anche della letteratura! Complimenti!

    Intanto La7 ribadisce la sua posizione e lo fa con una nota apparsa sul suo sito: “Ci sono parole che stanno perdendo il loro significato profondo, parole per cui vale le pena battersi. Una di queste è Libertà, un’altra è Responsabilità.” E La7 continua :”Noi, con incrollabile cocciutaggine, crediamo che fare gli editori, maneggiare sapere, informazioni e contenuti, sia un dovere e un impegno morale. E che solo navigando lungo la rotta di queste due parole si riesca a dare vita a un rapporto speciale con i propri collaboratori e col proprio pubblico, un rapporto fatto di rispetto e fiducia. Tutto quello che è accaduto con Daniele Luttazzi, ha origine nel tradimento di questo patto.”
    E rispondendo all’”illazione” che la sospensione del programma sia dvuta all’oramai celebre (anche se inedito) monologo sull’Enciclica di Papa Ratzinger, l’emittente precisa :”Considerando che Daniele nel corso delle 5 puntate trasmesse ha parlato di preti pedofili, dell’8 per mille e dei soldi del Vaticano, ha rivisitato la Via Crucis, ha rappresentato Gesù in molti modi non tutti ortodossi … non si capisce perché La7 avrebbe dovuto bloccare proprio la puntata sull’Enciclica. Così come nessuno de La7 ha mai voluto cancellare o manipolare il girato di Decameron. A che scopo avremmo dovuto farlo? Dopo aver trasmesso 5 puntate in cui Daniele ha potuto dire ciò che voleva, a chi giovava la cancellazione del materiale? Nessun editore sano di mente distruggerebbe un patrimonio creativo e intellettuale. Ci spiace quindi sentire dire a Daniele e ad alcune persone a lui vicine, che si stava attuando una simile operazione. Anche la Verità, è un’altra di quelle parole a rischio”.

    E noi non la conosceremo mai.

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