Carlos, la miniserie vincitrice del Golden Globe arriva su FX

Carlos, la miniserie vincitrice del Golden Globe arriva su FX

Appuntamento imperdibile alle 21:55 su FX con Carlos la miniserie francese premiata con il Golden Globe

    Gli uomini di onore non hanno nulla da temere, solo i traditori devono avere paura“, Ilich Ramírez Sánchez pronuncia questa fase mentre parla con il dottor Valentín Hernández. Ilich Ramírez Sánchez è meglio noto come il soprannome di Carlos ed è uno dei terroristi più ricercati al mondo. Arriva finalmente in Italia (da stasera alle 21:55 su FX, canale 131 di Sky) la miniserie francese Carlos vincitrice del Golden Globe dedicata al venezuelano più sanguinari al mondo. Interpretato da Edgar Ramírez (anche lui candidato al Golden Globe) in Carlos diretto da Olivier Assayas si racconta del guerrigliero filoislamista che negli anni ’70 e ’80 terrorizzò il mondo.

    Nella miniserie prodotta dai due canali francesi Canal + e Arte viene descritta la vita del venezuelano fino al 1994 anno in cui viene arrestato in Sudan, dopo che viene consegnato alle autorità francesi dai ribelli islamici che fino a poco prima lo stavano proteggendo. Un personaggio contraddittorio per molti un eroe, per altri un violento assassino. Ecco il promo francese della serie:

    Nella miniserie di tre puntate viene ripercorsa fedelmente la vita di Ilich Ramírez Sánchez, in arte Carlos lo sciacallo un guerrigliero filo-islamista che terrorizzò l’Europa e il mondo. Figlio di un avvocato marxista-leninista, che non a caso lo chiamo Ilich come Lenin, Carlos nasce a Caracas nel 1949. Quando fu ritrovato dalle autorità francesi aveva con sé una copia del romanzo “Il giorno dello sciacallo”, pur non avendolo mai letto il soprannome era perfetto. Nella prima puntata della miniserie Carlos mette in atto azioni terroristiche a Londra e a Parigi, qui il Fronte Popolare di Liberazione per la Palestina gli dà la responsabilità delle azioni europee. In questi anni Carlos mette a segno l’attacco all’ambasciata francese dell’Aja. Uno dei suoi contatti il libanese Michel Moukharbal è in realtà un agente del Mossad e rivela il suo nome alle autorità francesi. Ecco il trailer del film-miniserie:

    Non solo il FPLP, Carlos prese anche contatti con gruppi rivoluzionari tedeschi e spagnoli. La tedesca Magdalena Kopp è stata per anni la sua compagna, la Kopp faceva parte delle cellule rivoluzionarie tedesche RAF o Baader-Meinhof. La Kopp fondò la ZP in cui militò anche Hans-Joachim Krol. Krol ideò insieme a Carlos l’attacco alla sede dell’Opec nel 1975, lo vedremo nella seconda puntata.

    Quest’impresa decretò il distaccco del venezuelano con la FPLP perché decise di liberare alcuni ministri all’aeroporto di Algeri contravvenendo quindi con la missione. Da questo momento la vita di Carlos prende una svolta e da guerrigliero diventa mercenario: vive fra Budapest e Berlino Est e offre la sua “professionalità” al miglior offerente passando per i paesi del Medio Oriente fino ad arrivare all’Europa. In questi anni nel frattempo Carlos riesce a seguire anche dei corsi alla London School of Economics. Ecco il making of del teaser:

    L’ultima puntata della miniserie vincitrice del Golden Globe mostra il declino dello sciacallo Carlos, una caduta collegata con la storia. Già perché una delle caratteristiche principali di questa serie è che cavalca la storia degli anni ’70 e gli anni ’80 le decadi della cortina di ferro e proprio grazie a questa situazione storica riuscì a operare. Una volta caduta il muro, Carlos non ha più né protezione né spazi di azione e si rifugia in Sudan grazie ai ribelli islamici. Gli stessi ribelli che nel 1994 lo consegneranno alle autorità francesi. Al momento il venezuelano sta scontanto un ergastolo in Francia.

    La storia viene raccontata dal regista Olivier Assayas con un mix di azione, storie d’amore (Carlos aveva una fama di latin lover), storia e geopolitca. Nel film il regista francese non dà volutamente un giudizio sul terrorista per descrivere semplicemente le sue azioni. Ottima la scelta del francese perché sarebbe stato troppo facile descriverlo come un sanguinoso assassino. Il venezuelano nonostante sia in carcere da anni non smette di far parlare di sé. Anni fa rilasciò alcune dichiarazioni sul caso Moro, sulla Strage di Bologna e sulla tragedia di Ustica. Ecco un video dedicato ai mille volti di Carlos:

    Assayas che ha anche diretto il bellissimo film Alice e Martin ha giustificato così la sua scelta stilistica in un’intervista rilasciata al New York Times: “Ho pensato di realizzare un film sul destino di un uomo, e più generalmente sulla storia di un’intera generazione, una riflessione su un periodo storico e su delle tematiche molto più universali, rispetto alla singola storia di Carlos”. Carlos ha avuto così tanto successo da essere in concorso al Festival di Cannes, poi al Sundance e infine è approdato in molte sale cinematografiche.

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