Carlo Freccero guarda a RaiUno e lancia Rai5

Carlo Freccero, presidente di RaiSat e direttore di rai4, parla dei nuovi progetti del digitale terrestre Rai

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    Carlo Freccero

    Carlo Freccero, presidente di RaiSat, si candida alla direzione di RaiUno e annuncia per ottobre l’arrivo di Rai5, il nuovo canale digitale terrestre dedicato alla memoria. Nonostante lo switch-off sia iniziato, Freccero prevede ancora lunga vita per la tv analogica.

    Carlo Freccero è senza dubbio uno dei personaggi più autorevoli e preparati del nostro panorama tv. Ha collezionato negli anni la direzione di Canale 5, Italia1, RaiDue, ma anche di LaCinq, France 2 e France 3 e da un anno e mezzo è al timone di RaiSat, la divisione digitale della Rai responsabile della programmazione satellitare e digitale terrestre, oltre ad essere il direttore di Rai4, canale Dtt della Rai destinata ai più giovani e nato lo scorso 14 luglio. Nonostante la data di nascita, che cade nel giorno della rivoluzione francese, la rivoluzione digitale della Rai non è ancora iniziata: di certo, come nota lo stesso Freccero in un’intervista a Italia Oggi, Rai4 ha rapidamente conquistato uno zoccolo duro di ascolto, fedele e soddisfatto, ma non è riuscito a ‘bucare’ trasversalmente il pubblico, come auspicato agli inizi. “Credevo ci fosse una fetta più ampia di pubblico che stesse assaggiando il prodotto e invece ho scoperto che c’è già una certa fidelizzazione. Da gennaio sperimenteremo una nuova articolazione del palinsesto” dice Freccero annunciando quindi novità nel 2009 di Rai4.

    Una novità sarà data anche dalla nascita di Rai5, slittata ad ottobre: un canale dedicato alla memoria, alimentato con l’immenso patrimonio delle teche Rai, che potrà trovare una sua piena programmazione. Un modo magari per avvicinare anche le fasce più agèe del pubblico televisivo alle nuove tecnologie digitali. Ma Freccero sostiene convintamente che il digitale terrestre non porterà alla morte delle reti generaliste: “L’Italia è un Paese vecchio e tradizionalista. Da noi il trasferimento dell’audience sui ‘nuovi’ canali sarà più lento: RaiUno, RaiDue e RaiTre resteranno sempre le matrici della tv“. Una lentezza che Freccero attribuisce anche al particolare momento di crisi che attanaglia l’economia mondiale: “Non è il momento di passaggi epocali. Negli anni ’80 il colore e la tv commerciali sono arrivati in un periodo di boom economico, tutti erano disposti a cambiare la tv. Adesso la crisi frenerà il passaggio al digitale terrestre“.

    Più o meno per gli stessi motivi Freccero giudica intempestiva la mossa del presidente francese Sarkozy che ha imposto l’assenza di pubblicità sulle reti pubbliche in prima e seconda serata: “Non è il momento per un passo del genere - dice Freccero – la tv ha bisogno di forti investimenti: il rischio è che i canali pubblici adottino una programmazione povera“.

    Con la sua solita lucidità, Freccero inoltre riconosce il gap che intercorre tra il digitale terrestre Mediaset, che arricchisce mese dopo mese l’offerta Premium, e quella Rai, sostanzialmente allo stallo. Ma nonostante le sfide e i buoni risultati raccolti alla presidenza di RaiSat, Carlo Freccero guarda con interesse alla poltrona di direttore di RaiUno: “Perché no? – dice Freccero – Cosa mi manca?“. Di certo non l’ottimismo e l’ambizione. In bocca al lupo.