Carlo Freccero esautorato da Rai4, Mauro Masi smentisce: solo atti tecnici

Carlo Freccero esautorato da Rai4, Mauro Masi smentisce: solo atti tecnici

Due consiglieri di minoranza del cda Rai hanno denunciato l'esautorazione di CArlo Freccero dalla direzione di Rai 4, ma il Dg Mauro Masi assicura: nessun colpo di mano, sotti atti tecnici e temporanei

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    carlo freccero, esautorato da rai4

    Scoppia un nuovo caso Freccero in casa Rai: i due consiglieri di minoranza Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten hanno denunciato ieri l’esautorazione di Carlo Freccero dalla direzione di Rai 4, canale del digitale terrestre da lui diretto con successo fin dalla sua nascita. Rizzo Nervo e Van Straten hanno parlato di un colpo di mano di Mauro Masi che avrebbe sostituito Freccero, affidando le sue deleghe editoriali e amministrative a un altro dirigente, senza informare il cda. Pronta la replica del direttore generale: “nessuna esautorazione”, solo “una serie di atti assolutamente temporanei, tecnici” legati alla fusione di RaiSat con la Rai. E intanto il presidente Paolo Garimberti richiama tutti alle regole.

    Con un colpo di mano, tenendo all’oscuro il consiglio di amministrazione che non aveva nulla deliberato in proposito, il direttore generale ha esautorato dalla direzione di Rai 4 Carlo Freccero affidando a un altro dirigente le deleghe editoriali e amministrative”.

    Questa la denuncia di Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, i due membri di minoranza del consiglio di amministrazione della Rai che hanno poi chiesto l’annullamento formale di questo provvedimento perché ritenuto “illegittimo” e l’intervento del presidente Garimberti affinché ponga in atto “le iniziative più idonee per restituire al consiglio quei poteri che gli sono garantiti dalla legge e dallo Statuto”.

    Pronta la replica del direttore generale della Rai Mauro Masi che invita a non parlare di esautorazione dell’ex direttore di Rai Due che di fatto continuerà a gestire direttamente Rai 4: “Nessun colpo di mano, nessuna esautorazione di Carlo Freccero né di nessun altro dirigente. Solo una serie di atti assolutamente temporanei, tecnici, e del tutto conseguenti alla fusione di RaiSat nella Capogruppo Rai. Atti che lasciano la situazione assolutamente identica a quella degli ultimi 14 mesi. Al riguardo – ha affermato Masi in una nota stampa – il Consiglio di Amministrazione ha richiesto ulteriori approfondimenti tecnici sospendendo per ora i provvedimenti organizzativi connessi all’incorporazione cosa che il Direttore Generale ha concesso di buon grado. Nessuna esclusione di Freccero che continuerà a gestire direttamente RAI 4 e al quale il DG ribadisce stima per il lavoro svolto in questi anni in Azienda”.

    Nel botta e risposta tra i due consiglieri e il dg è intervenuto il presidente della Rai Paolo Garimberti che, nel richiamare tutti alle regole aziendale, ha definito il caso Freccero un “errore” al quale “porre rimedio tempestivamente”.

    Secondo la spiegazione di Rizzo Nervo e Van Straten tutto sarebbe cominciato il 30 settembre scorso quando il dg Masi ha inviato quattro lettere sulle nuove collocazioni di dirigenti di prima fascia, una decisione che violerebbe il Testo Unico della Radiotelevisione.

    A Carlo Freccero, già direttore di Rai2, presidente di Raisat, ideatore di Rai4 e artefice del successo di quella rete – hanno continuato i due consiglieri –, veniva comunicato che avrebbe operato nell’ambito della direzione Rai Premium, da cui dipendono anche Rai4 e Rai Movie, le cui deleghe editoriali e amministrative venivano però affidate al dottor Lorenzo Vecchione estendendo la delega anche ai canali Rai Ragazzi, Rai Premium e Rai Extra”.

    Già a luglio Freccero aveva rivendicato la direzione della struttura Rai Premium, lasciata da Paolo Ruffini reintegrato a Rai Tre, sostenendo che gli spettava di diritto in quanto già direttore di Rai 4 e di Rai Movie. Sempre il 30 settembre però Masi aveva affidato a Pasquale D’Alessandro la delega editoriale e amministrativa di Rai5, sebbene anche questa fosse di competenza consiliare. Di qui la richiesta di Rizzo Nervo e Van Straten a Garimberti di “porre in atto le iniziative più idonee per restituire al consiglio quei poteri che gli sono garantiti dalla legge e dallo statuto”.

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