Carlo Freccero contro tutti sull’Espresso: Santoro in declino, Benigni non fa ridere

Carlo Freccero contro tutti sull’Espresso: Santoro in declino, Benigni non fa ridere

Carlo Freccero all'Espresso: "Benigni non mi fa più ridere e Santoro è sul viale del tramonto"

    E’ un Carlo Freccero senza peli sulla lingua quello intervistato da Riccardo Bocca per L’Espresso in edicola oggi: l’ex direttore di Rai4 ne ha per tutti, da Roberto Benigni a Michele Santoro, senza dimenticare Fabio Fazio.

    Cominciamo proprio da Benigni: “Onestamente non ne posso più, di questo Roberto in versione istituzionale. A me manca quando faceva Johnny Stecchino e si rideva di gusto. Ora è diventato un pontefice, il Giorgio Napolitano della tv. E cosa s’inventerà mai, dopo avere commentato Dante, la Costituzione italiana e le tavole di Mosè? Gli resta solo il Talmud“.

    Non va meglio a Michele Santoro, con il quale – per altro – l’anno scorso Freccero aveva in mente di conquistare la Rai. “Per quanto ne so io, Santoro vorrebbe evolversi in una specie di Francesco Rosi. Un narratore quasi cinematografico delle vicende italiane. E credo pure, però, che abbia la consapevolezza di essere alla fine di un ciclo. Quello che doveva dare, lo ha dato: gli tocca solo attendere che sulla sua storia, e su quella del nemico Berlusconi, cali il sipario. In parallelo. Un epilogo che racconterà dal video con parole generose, quasi romantiche“.

    Ma anche quando sembra parlare bene di un personaggio, Freccero non nasconde qualche frecciatina. Leggete cosa dice di Fabio Fazio: “Oggi rappresenta il massimo della potenza televisiva.

    È la sintesi tra il vecchio-giovane Enrico Letta e il disinibito trasversalismo di Matteo Renzi. Un canone strepitoso, perché Fazio per primo ha intuito cosa sarebbero diventati gli italiani: un popolo che ha per riferimento la tv degli anni Ottanta. Fabio è un fenomeno nel fabbricare ritornelli, reiterazioni visive e sonore capaci di sdoganare anche i contenuti più indigeribili“.

    Chi sfugge al giudizio dell’ex direttore di Raidue? Di certo non Nicola Porro, alle prese – proprio sul secondo canale della tv pubblica – con il contagio delle idee di Virus, programma che però non sembra funzionare. “Il problema non è la formula, purtroppo. Il problema è lui: Porro. Ha tutto: è bello, intelligente, mondano, conosce l’economia, ha un’agenda ottima. Ma a differenza di Telese non ha fame di successo. Gli manca il carico di tracotanza e determinazione che in tv è indispensabile. Appartiene alla categoria di quelli che vanno in vacanza a Saint Tropez, e che non sentono dal profondo la pulsione animale“.

    Comunque, dulcis in fundo, qualche giudizio positivo c’è: per Maria De Filippi (“il simbolo della televisione commerciale, una signora che non teme di sporcarsi le mani. Sbancherà alla grande i prossimi sabato sera“) e per Benedetta Parodi (“è il maestro Manzi delle pentole, farà benissimo in questa ragione su Real Time“).

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