Carlo Conti in tv con Panariello e Pieraccioni: ‘La voglia c’è. Vedremo’ e su Sanremo…

Carlo Conti in tv con Panariello e Pieraccioni: ‘La voglia c’è. Vedremo’ e su Sanremo…

Carlo Conti confessa successi e segreti della tv pubblica a Il Corriere della sera

    Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni nuovo trio in tv? «La voglia di fare qualcosa c’è. Vedremo», confessa oggi Carlo Conti alle pagine de Il Corriere della sera, reduce dal grande successo degli ascolti con Tale e quale show e impegnato martedì 31 dicembre con L’anno che verrà. Chissà che in un futuro non troppo lontano vedremo i tre “toscanacci” in un programma per la tv pubblica.

    Del resto prove tecniche di un possibile trio televisivo le avevamo già viste in occasione delle due serate speciali dedicate a Telethon, quando il conduttore, presto papà, aveva dimostrato armonia sul palco insieme ai due fidati amici e colleghi, in occasione della puntata speciale de L’Eredità che proprio per gli ospiti è stata premiata anche in termini di ascolti, oltre che per il charity show #Ioesisto:

    «Siamo tre fratelli, abbiamo avuto la fortuna di aver fatto la gavetta insieme, nelle feste, nelle piazze, nelle sagre…».

    Dei due programmi che conduce, L’eredità e Tale e quale show, il conduttore toscano si dice molto soddisfatto, complice un lavoro di squadra in sinergia con gli addetti ai lavori:

    «Tanto lavoro e tanta professionalità. Il pubblico trova nel nostro programma tanti sapori ben diversi, così siamo riusciti ad intercettare gli spettatori più giovani e meno giovani», un po’ come fa Paolo Bonolis tutte le sere con Avanti un altro, con cui la sfida col quiz di Rai1 è sempre più avvincente: «Paolo ha saputo fare un programma totalmente diverso da L’Eredità, è quasi un varietà, un circo dove lui è un domatore perfetto: è riuscito a prendere anche quella fetta di pubblico che non ama i quiz».

    Pochi giorni fa, proprio i concorrenti de L’Eredità venivano ‘redarguiti’ da Enrico Mentana per le risposte notevoli per ignoranza fornite dai concorrenti su Hitler e Mussolini:

    «…Sono rimasto senza parole, soprattutto da ragazzi che fanno l’università o sono laureati. Mancano le basi».

    Un successo che gli permette di dire anche momentaneamente “no” all’appuntamento televisivo più importante dell’anno, che però non ha ancora mai condotto:

    «Ogni cosa a suo tempo. Per me fare ‘Tale e quale’ è come fare Sanremo. Ci sono andato vicinissimo e ho detto di no già due volte, due e tre anni fa, perché non avevo sentito che tutta l’azienda era d’accordo sul mio nome.

    Lo farò quando tutti remano dalla stessa parte e sono d’accordo che il timoniere sia io. Sanremo non mi cambia né la vita né la carriera».

    Ecco perché – ce lo racconta lui stesso in fondo – Sanremo e un programma ‘leggero’, magari al sabato sera, confermerebbero quanto si dice del conduttore toscano, alla soglia dei 50 anni che, forse, a maggio ritroveremo come giurato nel nuovo programma C Factor:

    «Ho una foto accanto ad Arbore, Bongiorno e Baudo che – me l’hanno detto in tanti – rappresentano le mie tre anime: il quiz come Mike, l’anima baudiana quando faccio il grande cerimoniere del varietà, e poi la mia vena arboriana quando faccio la spalla ai comici». Che dire? Se glielo hanno detto in tanti…

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