Captivity, di Roland Joffé

Captivity, di Roland Joffé

    captivity locandina

    Una famosissima modella di New York (Jennifer Tree/Elisha Cuthbert, nota al mondo come la figlia di Jack Bauer della serie tv 24) viene presa di mira da uno psicopatico e viene rinchiusa prigioniera in una cella buia, senza porte né finestre. Dopo mezz’ora di paura paurissima, Jennifer scopre che nella cella accanto alla sua c’è un compagno di sventura, e i due assieme cercheranno di fermare l’uomo cattivo che li tiene prigionieri.

    Scusate il riassunto della trama alquanto poco ‘professionale’, ma sull’onda delle recensioni entusiastiche la sottoscritta è andata a vedere questo film aspettandosi chissà cosa per ritrovarsi al minuto 40 del film che già aveva capito tutto. Ennesimo thriller psicologico (!!!) senza capo né coda, ennesima conferma che quando davvero pensi che il genere horror/thriller possa aver toccato il fondo (Hostel, Saw, La casa dei mille corpi, etc etc), c’è sempre qualcuno che ti fa ricredere: la trama di questo film è inesistente, il cattivo cattivissimo è una buffonata pazzesca, gli ‘intermezzi’ del film (sottoforma di due investigatori idioti del tutto incapaci a parte quando si tratta di farsi ammazzare) inutili.

    Se molti siti hanno definito la prima mezz’ora passabile (cosa ci sia di passabile in un film horror in cui non hai mai tempo di avere paura di qualcosa che quel qualcosa è già passato per far posto a qualcos’altro, solo loro lo sanno), è la ‘spiegazione’ del perché il cattivo agisce così e il finale veramente indegno (e prevedibilissimo) che fanno veramente cascare il mento fino a terra. Da ‘citare’ la storia d’amore tra i due prigionieri, con tanto di mani coccole fatte con un vetro in mezzo ai due, uno dei momenti più inutili e sconclusionati di tutta la pellicola, e le scopiazzature, che vanno da tutti i film succitati sopra fino a toccare “Il silenzio degli innocenti” e “Non aprite quella porta”.

    Assolutamente inutile. La protagonista è l’unico motivo per cui si parla di questo film: se al posto di Elisha Cuthbert ci fosse stata FulviaLeopardi, state sicuri che una ciofeca del genere (filmaccio patinato e voyeuristico) ce la saremmo risparmiata.

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